Uno degli ultimi libri scritto dal dr. Luigi Marcello Monsellato è “Il ritorno all'arte di guarire. Dalla cura del sintomo alla guarigione della persona tramite la Medicina delle 6P e la Carta di Bologna”, pubblicato dalla casa editrice GDL.
Anche questo libro sviluppa
il paradigma dell'Omeosinergia e della Beneattia. Le origini e lo
sviluppo dei concetti di Omeosinergia e Benattia sono
profondamente intrecciati alla biografia professionale e personale dell’autore.
Il termine Omeosinergia
viene coniato ufficialmente da Monsellato (https://www.luigimarcellomonsellato.it/).
Laureato in Medicina e specializzato in Ortopedia, l'autore ha vissuto una
progressiva crisi nei confronti della medicina allopatica convenzionale,
vissuta come troppo focalizzata sulla soppressione chimica dei sintomi
piuttosto che sulla comprensione della persona.
Nel tentativo di far
dialogare la medicina ufficiale con l'omeopatia e le discipline
bio-energetiche, Monsellato ha fuso due concetti, quello di Omeo (Simile),
ripreso dal principio cardine dell'omeopatia e quello di Sinergia
(Cooperazione), il lavoro simultaneo e armonico di informazione, energia, mente e
corpo.
Parallelamente
all'Omeosinergia nasce il concetto di Benattia. Monsellato
notò come la parola "malattia" contenesse il prefisso mal-,
che condanna a priori qualsiasi manifestazione biologica corporea come qualcosa
di intrinsecamente sbagliato, nocivo o frutto della sfortuna.
L'esperienza clinica sul
campo mostrò a Monsellato che i sintomi acuti (come febbre, infiammazioni o
secrezioni) sono seguiti da una netta riduzione del carico tossico complessivo
dell'organismo. La "malattia" è dunque in realtà lo sforzo biologico
che il corpo compie per disintossicarsi (scarica tossinica).
I meccanismi di difesa e
di infiammazione che l'essere umano può presentare non sono errori della
natura, ma le risposte biologiche vincenti selezionate in milioni di anni di
evoluzione per garantire la sopravvivenza della specie (selezione
filogenetica).
Di conseguenza, la
Benattia ribalta il paradigma comune non essendo il sintomo il problema da
combattere, ma la soluzione che il corpo mette in atto per compensare un blocco
emotivo, uno stress prolungato o un rifiuto inconsapevole delle esperienze
vissute.
Il libro si presenta come
un racconto coraggioso di rottura e di
denuncia nei confronti del modello medico contemporaneo.
Monsellato, affiancato
dai contributi di professionisti come la Dott.ssa Grazia Guiducci, il Dott.
Claudio Pagliara e l'Avv. Andrea Montanari, sostiene che la medicina moderna
sia scivolata verso logiche commerciali.
La critica principale è
rivolta alla tendenza del sistema a trasformare i medici in "esecutori di
protocolli" e i cittadini in consumatori cronici di farmaci, in cui la
risoluzione definitiva del problema clinico rischia paradossalmente di diventare
un "fallimento economico" per le industrie di settore.
Nell’opera, l'elemento di
maggior valore viene individuato nella proposta di una via alternativa e
integrata. L'autore non si limita alla contestazione dei fenomeni della
commercializzazione delle malattie e della medicalizzazione diffusa, ma
introduce un modello pratico incentrato sulla persona.
Il sintomo fisico viene
riletto come un messaggio interiore ed energetico, una richiesta di
riequilibrio globale e non una semplice anomalia biologica da sopprimere
tempestivamente (consapevolezza e ascolto).
Il paziente cessa di
essere un soggetto passivo che subisce le cure per diventare l'attore centrale
del proprio processo terapeutico (responsabilità personale).
Risultano inoltre uniti i
cardini pratici della cosiddetta Medicina delle 6P con le basi teoriche
dell'epigenetica relazionale teorizzate dall’autore.
La "Medicina
delle 6P", il modello introdotto nel libro, rappresenta l'evoluzione
clinica dell'Omeosinergia. Ogni "P" definisce una caratteristica
fondamentale che la medicina del futuro deve possedere per rimettere l'essere
umano al centro: Personalizzata, Predittiva, Preventiva, Partecipativa, Predisponente
(o Psicocognitiva) e Pluralistica.
In sintesi in questo
libro la Medicina delle 6P diventa lo strumento pratico
attraverso cui il medico aiuta il paziente a comprendere la propria epigenetica
relazionale. Curare la persona significa quindi ripulire il suo
"terreno" relazionale, cambiare la percezione dei conflitti vissuti e
guidarla verso una reale trasformazione interiore che si riflette, di
conseguenza, sulla biologia del corpo.
Nel saggio del Dott. Monsellato, vi è poi La Carta di Bologna (sottotitolata "La Medicina che vogliamo") questo testo viene utilizzato come manifesto politico e sociale per proporre una radicale rifondazione del Sistema Sanitario Nazionale e del percorso formativo dei medici.
La Carta di Bologna
è un importante documento programmatico e di consenso etico-scientifico redatto
e approvato all'unanimità il 9 marzo 2024 a Bologna. È stato siglato durante il
Congresso Nazionale della SIM (Società Italiana di Medicina https://societaitalianamedicina.it/associazione-sim/
) da decine di medici, scienziati, professionisti della salute e giuristi.
I lettori e i
professionisti vicini al mondo della medicina integrata, apprezzano il saggio
soprattutto per il suo linguaggio accessibile, capace di sviscerare dinamiche
complesse senza perdersi in tecnicismi esasperati, rendendo il testo adatto sia
a medici e studenti, sia a pazienti curiosi di comprendere i meccanismi
profondi del binomio mente-corpo.
Vito Piepoli



