Secondo le analisi di sociologi, criminologi e autorità giudiziarie, non esiste un'organizzazione strutturata, una "regia occulta" o una mente criminale collettiva dietro le azioni violente dei giovani appartenenti alla sottocultura dei cosiddetti maranza.
Gli atti di micro-criminalità, le risse e le aggressioni non rispondono a una rete gerarchica, ma nascono da dinamiche di gruppo fluide, spontanee e opportunistiche.Il fenomeno è alimentato da un insieme di fattori sociali, economici e digitali
Le bande sono aggregazioni
spontanee di minorenni o giovani adulti, prive di cupole o leader strategici.
Azioni prevalentemente opportunistiche ed estemporanee anche se certi esponenti
politici e del giornalismo pensano ad una regia delle sinistre estreme con
gruppi dei centri sociali e anarchici.
Molti di questi giovani vivono
nelle periferie degradate delle grandi città (come Milano o Torino), in
condizioni di precarietà economica, generazione di frustrazione sociale e senso
di esclusione.
Include ragazzi nati o cresciuti
in Italia, spesso di origine nordafricana, divisi tra la cultura d'origine e
una parziale integrazione. Ricerca di un forte senso di appartenenza
all'interno del gruppo dei pari.
Piattaforme come TikTok o
Instagram vengono usate per pubblicare video di risse o provocazioni
territoriali per monetizzare l'ingaggio algoritmico. Spinta all'emulazione e spettacolarizzazione della
violenza come status.
Nel loro immaginario Trap e Drill
(borselli, tute in acetato) e i testi musicali esaltano la vita di strada, il
conflitto con le autorità e il riscatto economico rapido.Uniformazione dello
stile e adozione di modelli comportamentali aggressivi.
Pur non essendo una mafia,
singoli soggetti in contesti difficili possono diventare bassa manovalanza per
la criminalità organizzata locale. Sfruttamento dei giovani per attività come
lo spaccio di stupefacenti.
Le forze dell'ordine e le
istituzioni affrontano il problema con un duplice approccio: da un lato, misure
di pubblica sicurezza e contrasto alla micro-criminalità urbana; dall'altro, la
necessità evidenziata dagli esperti di interventi educativi, sociali e di
integrazione lavorativa per intercettare il disagio giovanile prima che sfoci
in devianza.
Ma una cosa è certa! E’ un nuovo
fenomeno che preoccupa cittadini, amministratori locali e la politica nazionale
e come tutti i nuovi fenomeni va studiato e affrontato con giuste sinergie.
Antonio Speranza reporter


