![]() |
| by Marta Passalacqua |
di Giovanni Zambito - Dalla tradizione siciliana alla world music, passando per amori difficili, fragilità e contraddizioni personali. Con RIAVULI, il suo primo album in lingua siciliana, la cantautrice e attrice palermitana Alessandra Ponente trasforma i propri demoni interiori in un racconto musicale che parla a tutti. In uscita il 23 ottobre, il disco ripercorre un percorso artistico iniziato nel 2022, restituendo nuove sonorità a brani delle origini e accompagnando la maturazione personale e artistica della cantautrice. Tra new folk, world music, canzone d’autore e sensibilità pop, il siciliano diventa una lingua emotiva e contemporanea, capace di custodire la memoria senza rinunciare a guardare oltre i confini della tradizione.
Il titolo richiama paure, desideri, incertezze e contraddizioni con cui ciascuno è chiamato a confrontarsi. Un universo sonoro costruito insieme a Gaetano Mirabella, nel quale esperienze autobiografiche e osservazione della società si intrecciano attraverso storie d’amore clandestine, scelte difficili, pregiudizi e desiderio di libertà.
Dopo i riconoscimenti ottenuti a Musicultura e al Premio Pierangelo Bertoli, Alessandra Ponente presenta il progetto anche dal vivo con uno spettacolo di teatro-canzone diretto da Carlos Navarrete Patiño, in programma il 29 ottobre alle ore 21 al Teatro Officine Bellotti di Palermo, a ingresso libero. A Fattitaliani racconta la genesi di RIAVULI, il rapporto con la propria lingua, la collaborazione artistica e il desiderio di trasformare la musica in uno spazio di riconoscimento e condivisione. L'intervista.
Il titolo RIAVULI richiama i demoni interiori, le paure, i desideri e le contraddizioni con cui ciascuno di noi deve fare i conti. Quando hai capito che queste riflessioni potevano diventare il filo conduttore del tuo primo album?
Credo di averlo capito scrivendo Abballo, uno dei primi brani che ho composto, perché racchiude, insieme a Riavuli, il filo conduttore dell’intero album. Da lì ho iniziato a scrivere di amori difficili, riflessioni, maschere, pregiudizi, speranza e consapevolezza.
Il disco nasce da un percorso iniziato nel 2022 e raccoglie canzoni che oggi tornano con una veste sonora nuova. Riascoltare e reinterpretare i brani delle origini è stato anche un modo per confrontarti con la persona e l’artista che eri allora? Che cosa è cambiato in te?
Sicuramente sono cambiata. Si cambia anche in pochi mesi, figuriamoci in tanti anni. È maturato il mio modo di scrivere, di cantare e interpretare i brani, ma anche di viverli e sentirli. Percepisco le emozioni in maniera diversa, con maggiore consapevolezza e maturità artistica.

by Marta Passalacqua
Hai scelto di scrivere principalmente in siciliano, una lingua che definisci capace di venire «dalla pancia». Che cosa riesci a esprimere attraverso il palermitano che forse non riusciresti a raccontare con la stessa intensità in italiano? E quanto è importante, per te, custodire questa identità linguistica senza trasformarla in nostalgia?
Sì, definisco il siciliano una lingua che viene dalla pancia perché è profondamente radicata in me. Attraverso il siciliano, in particolare il palermitano, riesco a esprimere le mie emozioni con maggiore intensità. È una lingua fatta di suoni, parole ed espressioni forti e dirette. Custodire questa identità linguistica per me è fondamentale, perché significa mantenere viva una parte importante delle nostre tradizioni. È un patrimonio straordinario che non dobbiamo perdere.
In RIAVULI convivono new folk, world music, canzone d’autore e sensibilità pop. Insieme a Gaetano Mirabella hai costruito un universo sonoro che parte dalla Sicilia e guarda oltre i suoi confini. Come nasce il vostro dialogo creativo e in che modo riuscite a far incontrare tradizione e contemporaneità?
Con Gaetano Mirabella nasce tutto in maniera molto spontanea. Io porto con me la tradizione, mentre la contemporaneità appartiene a entrambi. Abbiamo una sintonia particolare: è un dialogo artistico molto naturale.
Le tue canzoni attraversano temi molto diversi: dall’amore clandestino di Ammucciati alla difficoltà di scegliere in Parrami Rumani, fino alla critica sociale di A Malasorte e Malelingue. Quanto c’è di autobiografico in queste storie e quanto, invece, nasce dall’osservazione delle persone e della società che ti circondano?
Il mio album ha una forte componente autobiografica, ma nasce anche dall’osservazione della società, dei pregiudizi, dell’egoismo e delle relazioni umane. Sono una persona che osserva molto, e questo mi porta a riflettere e a trasformare ciò che vedo e vivo in musica.
Il 29 ottobre presenterai RIAVULI al Teatro Officine Bellotti di Palermo con uno spettacolo di teatro-canzone diretto da Carlos Navarrete Patiño. Da cantautrice e attrice, come cambia il tuo modo di raccontare quando la musica incontra la scena? E che cosa vorresti che il pubblico portasse con sé dopo aver ascoltato il disco e assistito allo spettacolo?
Musica e scena per me si sposano naturalmente, perché sono due mondi che mi appartengono e si completano, dando ancora più forza alle emozioni e a ciò che voglio comunicare. Vorrei che il pubblico portasse con sé emozioni intense e riuscisse a riconoscersi nelle mie parole.
RIAVULI è disponibile dal 23 ottobre. Il disco è stato registrato e mixato da Riccardo Piparo presso Cantieri 51; i testi sono firmati da Alessandra Ponente, mentre le musiche sono composte da Alessandra Ponente e Gaetano Mirabella.
Alle registrazioni hanno partecipato, oltre ad Alessandra Ponente alla voce e Gaetano Mirabella alla chitarra, Virginia Maiorana alla fisarmonica, Chicco Bologna e Giovanni Parrinello alle percussioni, Moreno Morreale al bouzouki, Angus Alberto Anguzza alla tromba e Diego Tarantino al contrabbasso.
La grafica e l’artwork sono firmati da Martina Ponente, mentre il VideoArt Project è curato da Manfredi Flaccovio.



