La Compagnia Gracemoon Arts Italia, dopo il successo riscosso a maggio 2026 con lo spettacolo “Il Giocattolaio” con Massimiliano Caiazzo e Cristina Cappelli, è pronta per tornare al PignetOff per presentare il progetto “Questa Stanza. Il processo come performance”.
In questa occasione la Compagnia, diretta dalla regista newyorkese Michèle Lonsdale Smith, accompagnerà lo spettatore in un percorso attraverso brevi estratti di testi teatrali su cui Gracemoon sta lavorando e che vorrebbe portare in scena interamente.
Le serate si
svolgono come delle prove aperte al pubblico mettendo in pratica la tecnica e
il processo creativo LS&CO/Gracemoon seguendo il seguente schema:
-
Riscaldamento
-
Messa in scena
- Conversazione: dialogo di condivisione con il pubblico
L’intento della Gracemoon Arts è quello di continuare a esplorare, attraverso l'arte della recitazione, i comportamenti umani più nascosti. Si tratta di una ricerca che tende a far emergere il coraggio di rivelare le verità universali più profonde attraverso le storie che vengono raccontate, anche quando disturbano. Il desiderio è quello di coltivare compassione e senso dell'umorismo riconoscendo che ciò che accomuna tutti gli esseri umani è molto più di ciò che li distingue.
“Negli ultimi sei anni,
dodici attori italiani sono entrati a far parte di questa esperienza,
formandosi fianco a fianco con gli artisti nordamericani, tra Roma e New York,
apportando all’ensemble Gracemoon una profondità storica e culturale di
straordinario valore.
Abbiamo creato quasi venti
produzioni teatrali tra New York, Los Angeles, Vancouver e Toronto, e tre
produzioni a Roma. Abbiamo realizzato serie web e abbiamo persino costruito e
gestito un nostro teatro. Oggi, nel 2026, è accaduto qualcosa di straordinario:
tutti e ventiquattro gli attori provenienti dalle due sponde dell’Atlantico si
sono trasformati in un unico ensemble, unito da un linguaggio artistico raro,
da una speciale alchimia creativa e da una profonda fiducia personale
Attraverso due continenti abbiamo trovato una sola voce, bilingue. Siamo pronti. Pronti a condividere questo lavoro con molte più parti del mondo”. – Gracemoon Arts Italia
Il processo di
lavoro parte dagli insegnamenti di Strasberg e che Michèle Lonsdale Smith ha sviluppato nel corso di 25 anni di
ricerca. Il rilassamento, il lavoro sensoriale, l'essere privati e veri in
pubblico è ciò che muove il lavoro di questa compagnia.
Info e Prenotazioni gracemoonitalia@gmail.com – Le esibizioni avverranno in lingua italiana e in lingua inglese.
MICHÈLE LONSDALE SMITH
Fondatrice,
Direttrice Artistica ed Esecutiva della Gracemoon Arts Company con sede a New
York e a Roma. La ricerca artistica e il percorso di sviluppo di Michèle
Lonsdale Smith si sono sviluppati nell’arco di oltre 25 anni, parallelamente
all’insegnamento delle sue Master Class presso LS&CO Acting Studio for the
Humanitarian Arts e al lavoro come attrice e regista di 24 spettacoli
teatrali, 2 web series e numerose produzioni in Canada, Italia e Stati Uniti.
Accanto
alla sua carriera internazionale come attrice e regista, Michèle ha preso parte
al film Race e a produzioni episodiche per NBC, Global, USA Network,
Showtime e altre realtà televisive.
Nel
2023 si è trasferita a New York, dove vive e lavora stabilmente. Insieme alla
sua compagnia di attori ha inaugurato il Gracemoon
Theatre, Salon & Gallery a Bushwick l’11 luglio 2024.
Gracemoon
nasce per sostenere “l’artista”, con l’intento di valorizzare e custodire la
tradizione newyorkese di eccellenza e integrità nella recitazione, aspirando
allo stesso tempo a far evolvere la forma teatrale, la sua diffusione e il suo
impatto umanitario.
GRACEMOON
ARTS COMPANY è una compagnia teatrale
internazionale dedicata alla ricerca artistica, alla formazione avanzata
dell’attore e alla creazione, fondata e diretta da Michèle, regista, acting
coach e pedagoga con oltre trent’anni di esperienza.
Attiva
tra Stati Uniti ed Europa, la compagnia riunisce artisti provenienti da
differenti paesi e background, assettandosi su una comunicazione bilingue.
Nel
corso del suo primo anno di attività ha prodotto The Dutchman di
Amiri Baraka e What We’re Up Against di Theresa Rebeck, Intimate
apparel di Lynn Nottage, The Niceties di Eleanor Burgess,
tutti diretti da Michèle, consolidando la presenza della compagnia nel panorama
Off-Broadway indipendente.
Parallelamente
all’attività americana, che ha subito i tagli ai finanziamenti culturali
dell’attuale amministrazione ed è stata temporaneamente costretta a chiudere il
teatro, Gracemoon ha
sviluppato
negli ultimi anni una presenza sempre più significativa in Italia, costruendo un nucleo stabile di artisti e
un percorso continuativo tra Roma e New York.
Nel
2023 la compagnia ha prodotto a Roma, presso l’Angelo Mai, The Dreamer
Examines His Pillow di Patrick Shanley e Venere in Pelliccia,
di David Ives, segnando le prime tappe di un dialogo artistico con il
territorio italiano.
Nel 2024 la compagnia ha preso parte a una residenza artistica presso La MaMa Umbria International, culminata nella restituzione scenica di Devils Indeed, opera inedita basata sullo studio di artisti prematuramente scomparsi del calibro di James Morrison, Amy Winehouse, Antonio Modigliani. Il percorso di ricerca è proseguito nel 2025 con una open work session al Teatro dei Documenti di Roma: oltre nove ore consecutive di lavoro aperto al pubblico che ha offerto uno sguardo diretto sul lavoro di Gracemoon. Oggi la compagnia continua a consolidare una solida base italiana. In questo contesto si è inserito il debutto de Il Giocattolaio di Gardner Mckay, a Maggio 2026 presso lo spazio Pignetoff.
Dopo
ogni spettacolo abbiamo una tradizione che chiamiamo CONVERSAZIONE: un momento di scambio con la compagnia. È una parte
fondamentale del lavoro: è il modo in cui cerchiamo di comprendere la
condizione umana che scopriamo dentro di noi e che osserviamo negli altri.
Chiediamo al pubblico di raccontarci la propria esperienza in quanto esseri
umani: pensieri, sensazioni, ricordi, domande. Non ha la veste di un dibattito,
ma l’urgenza della condivisione. È come il risveglio del mattino dopo un sogno,
quel bisogno di raccontare a qualcuno cosa si è sognato o cosa ci è appena
successo. Oggi più che mai le persone sono facilmente distratte da ciò che le
tocca davvero nei livelli più profondi del proprio essere. Per questo crediamo
sia importante creare uno spazio in cui approfondire queste domande e cercarne
le risposte. Nella forza della situazione pubblica, l’atto stesso di
condividere diventa coraggio: significa battersi per sé stessi, per la propria
voce o per quella di qualcun altro. Così l’arte si trasforma immediatamente in
azione e ci risveglia alla consapevolezza di una verità semplice ma profonda: noi,
tu, non sei solo.



