Rai 1, Linea Verde alla scoperta del Delta del Po tra natura, lavoro e tradizioni

 


Il viaggio di Tinto e Margherita Granbassi nel cuore del Delta del Po: dalla bonifica alle risaie, dalle lagune all’ocarina, fino al suggestivo mare viola della lavanda. Alle ore 12,20.

Un territorio modellato dall’acqua, dal lavoro dell’uomo e da una natura ancora straordinariamente selvaggia. È il Delta del Po il protagonista della puntata di Linea Verde Estate dal titolo “Veneto, Delta del Po: Terra di fatica e di musica”, in onda domenica 6 settembre su Rai 1.

Tinto e Margherita Granbassi accompagnano il pubblico alla scoperta di un’area unica della Pianura Padana, dove il rapporto tra uomo e ambiente si è costruito nel corso dei secoli attraverso la bonifica, l’agricoltura, la pesca e la capacità di governare le acque. Un viaggio che attraversa paesaggi, tradizioni, sapori e storie di comunità.

Il percorso prende il via lungo gli argini dei numerosi canali che caratterizzano il Delta. Tinto parte dal Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin, a Taglio di Po, per raccontare la storia di una terra che, nella sua conformazione attuale, è anche il risultato di un lungo e difficile lavoro dell’uomo, capace di strappare nuovi spazi all’acqua.

Il viaggio prosegue verso Tresigallo, in provincia di Ferrara, la cosiddetta “città metafisica”, caratterizzata da geometrie, prospettive e architetture che evocano le atmosfere dei quadri di Giorgio de Chirico. La tappa successiva porta invece a Mezzogoro, dove il racconto si concentra sulla coltivazione del riso e, in particolare, sul riso basmati prodotto in Italia attraverso tecniche attente alla sostenibilità ambientale.

Parallelamente, Margherita Granbassi parte da Porto Tolle, entrando nel cuore del Parco del Delta del Po a bordo di una piccola imbarcazione a fondo piatto. È l’occasione per osservare da vicino la ricchezza naturalistica di questo territorio, tra canali, lagune e una fauna che trova proprio nelle zone umide del Delta uno dei suoi habitat più importanti.

Il viaggio continua lungo la pista ciclabile e attraverso le lagune, dove gli interventi realizzati dall’uomo nel corso dei secoli hanno permesso di delimitare e governare le acque senza cancellare la straordinaria identità naturale del paesaggio.

Tra le tappe più curiose c’è Grillara, dove la trasmissione racconta la storia dell’ocarina, strumento musicale nato nell’Ottocento a Budrio, nel Bolognese, ma che proprio nell’area del Delta del Po ha trovato una particolare diffusione e una sorta di seconda patria.

Natura e tutela ambientale tornano protagoniste anche presso l’oasi naturalistica Garzaia di Codigoro, dove Margherita partecipa alla liberazione di un gufo e di un gheppio, in un momento che sintetizza bene il rapporto tra conservazione della biodiversità e attività umane.

Il gran finale conduce invece Tinto e Margherita a Ca’ Mello, nel cuore del Delta. Tra risaie, argini e campi coltivati, il paesaggio cambia ancora una volta volto e regala uno scenario quasi inatteso: un grande campo di lavanda che trasforma il territorio in un suggestivo “mare viola”, con atmosfere che ricordano la Provenza.

È proprio questa varietà a rendere il Delta del Po uno dei territori più interessanti da raccontare: un luogo in cui la natura convive con il lavoro, la memoria delle bonifiche con le nuove forme di agricoltura, le tradizioni popolari con la valorizzazione turistica e culturale.

La puntata di Linea Verde Estate sceglie così di raccontare il Delta non soltanto come destinazione naturalistica, ma come un paesaggio vivo, costruito nel tempo dalle persone che lo abitano e dalle attività che ne hanno segnato la storia.

Un viaggio nel quale “fatica” e “musica” diventano due chiavi per leggere un territorio: la fatica di generazioni impegnate a conquistare e coltivare la terra, e la musica delle tradizioni che ancora oggi contribuiscono a conservarne l’identità.

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