Al Museo MAN di Nuoro la mostra personale di Ugo La Pietra "Domus, Domo"



a cura di Gabi Scardi

Inaugurazione: venerdì 27 novembre ore 18

 

Ulteriori informazioni e immagini: www.studioesseci.net

 

Il Museo MAN di Nuoro annuncia, per la prossima stagione, la mostra personale di Ugo La Pietra (1938) dal titolo Domus, Domo. Curata da Gabi Scardi, si inserisce in un percorso di studio che il MAN sta conducendo sugli artisti italiani che, dagli anni Sessanta in avanti, hanno svolto ricerche sperimentali sulle trasformazioni sociali, la relazione fra individuo, comunità e territorio, attraverso formulazioni teoriche e pratiche artistiche condivise.

 

Ugo La Pietra. Domus, Domo è una mostra che raccoglie circa 80 opere (fra acrilici, oggetti, ceramiche, arazzi, installazioni, disegni e fotomontaggi, film d’artista) e ripercorre la ricerca di La Pietra dal 1960 a oggi. Una significativa selezione di opere punteggia un percorso attraverso diverse categorie dell’abitare, tema cruciale nella ricerca dell'autore, che ha esplorato lo spazio urbano ed extraurbano, attraverso narrazioni e media differenti. Le varie sale di museo sono così connotate dalle diverse tematiche, espresse anche nel catalogo edito da Quodlibet con un progetto grafico firmato da Leonardo Sonnoli: Casa e città, Fuori casa, Dentro e fuori casa, Fare casa, Casa e natura, Casa e giardino.

 

Come dichiara l’artista “Dagli anni Sessanta ad oggi la mia ricerca si è sempre sviluppata attraverso l’analisi della società rispetto all’evoluzione dell’abitare, dallo spazio privato a quello pubblico.” Ampliare i confini liquidi dell'architettura significa per La Pietra ragionare sul rapporto fra corpo e spazio, dimensione domestica e soglie aperte sul panorama della città che, a sua volta, diviene luogo qualificato dalla nostra presenza, dalle esigenze, i ritmi, le abitudini, i sogni dell'essere umano, comprese le dinamiche sociali e civiche che ne determinano le scelte.

 

Scrive Gabi Scardi nel testo a catalogo: “Se nell’immagine ufficiale della città, che si vuole ordinata, e nel racconto accreditato dell’architettura, che costruisce secondo modelli codificati e tende a rispondere a norme disciplinari e a obiettivi strategici dettati dall’esterno, le opere di La Pietra costituiscono una vera e propria contro-narrazione: si concentrano sul non codificato, proprio su ciò che alla pianificazione sfugge, o ne viene espulso.

Ma soprattutto La Pietra riflette su quella frontiera mobile che attraversa la città così come il corpo sociale, e su come essa non sia necessariamente separazione, ma possa farsi interfaccia, zona da abitare, portatrice di opportunità e di valore. È in questa trasformazione del confine - da linea che divide a spazio che mette in relazione - che si riconosce uno dei nuclei più persistenti della sua ricerca.

Gli spazi di margine e di soglia saranno l’ambito privilegiato delle sperimentazioni dell’artista. Le aree di confine tra città e non più città, i cortili urbani, i marciapiedi, le panchine, le porte, le finestre e i balconi diventeranno oggetto delle sue metodiche ricerche sull’abitare.

I suoi interventi sono vere e proprie pratiche di fruizione, appropriazione e produzione dello spazio, e possono attraversare tanto gli insediamenti spontanei quanto le aree formalmente pianificate. Di fatto, a interessarlo sono soprattutto le zone in cui i limiti tra dentro e fuori si fanno porosi e il regime di separazione risulta sospeso”.

 

Il legame con la Sardegna si manifesta nel progetto del 1978 votato alla cultura balneare, ambientato sulla spiaggia del Poetto, dove La Pietra ha catalogato, attraverso un lavoro fotografico e analitico, i famosi “casotti”, ovvero le piccole abitazioni in legno che punteggiavano la spiaggia di Cagliari, realizzate a partire dagli anni Dieci del Novecento. Una forma – secondo la sua riflessione teorica – di “architettura spontanea”, cioè una germinazione naturale di luoghi minimi ma confortevoli, dedicati all'abitare estemporaneo, quali alloggi estivi prossimi al mare, frutto di un design della necessità che, col tempo, si è radicato, modificando la percezione del paesaggio e la vocazione del territorio. Al 1987 risale poi la partecipazione di Ugo La Pietra al progetto “Taccas. Nuovi tappeti sardi”, mostra promossa dall'ISRE e allestita a Nuoro con disegni di artisti, architetti e designer italiani – da De Lucchi a Baj, da Mendini a Sottsass – affidati poi alla tessitura artigianale sarda. Ancora, nel 2009, l’artista realizza un ciclo di ceramiche sarde per la XIX Biennale di Artigianato Sardo. Oggi, presenta un importante lavoro inedito svolto in collaborazione con le tessitrici dello Studio Pratha, che ha dato vita a un ciclo di arazzi, tessuti sulla base dei suoi disegni preparatori.

 

Ugo La Pietra biografia Nato a Bussi sul Tirino (Pescara) nel 1938, originario di Arpino (Frosinone), vive e lavora a Milano, dove nel 1964 si laurea in Architettura al Politecnico. Architetto di formazione, artista, cineasta, editor, musicista, fumettista, docente, dal 1960 si definisce ricercatore nel sistema della comunicazione e delle arti visive, muovendosi contemporaneamente nei territori dell’arte e del progetto. Instancabile sperimentatore, ha attraversato diverse correnti (dalla Pittura segnica all’arte concettuale, dalla Narrative Art al cinema d’artista, dall’arte per il sociale al neoeclettismo) e utilizzato molteplici medium, conducendo ricerche che si sono concretizzate nella teoria del “Sistema disequilibrante” – espressione autonoma all’interno del Radical Design – e in importanti tematiche sociologiche come “La casa telematica” (MoMA di New York, 1972 – Fiera di Milano, 1983), “Rapporto tra Spazio reale e Spazio virtuale” (Triennale di Milano 1979, 1992), “La casa neoeclettica” (Abitare il tempo, 1990), “Cultura Balneare” (Centro Culturale Cattolica, 1985/95). Ha comunicato il suo lavoro attraverso molte mostre in Italia e all’estero, e in diverse esposizioni alla Triennale di Milano, Biennale di Venezia, Museo d’Arte Contemporanea di Lione, Museo FRAC di Orléans, Museo delle Ceramiche di Faenza, Fondazione Ragghianti di Lucca, Fondazione Mudima di Milano, Museo MA*GA di Gallarate, Fondazione Beverly Pepper di Todi, Palazzo Collicola di Spoleto, Musei Civici di Monza, Fondazione La Rocca di Pescara, Homo Faber presso Fondazione Cini, Venezia. Da sempre sostiene in modo critico con opere e oggetti, con l’attività teorica, didattica ed editoriale la componente umanistica, significante e territoriale dell’arte e del progetto.

 

 

MAN_Museo d’arte provincia di Nuoro

Via Sebastiano Satta 27 - 08100 Nuoro

Tel. +39.0784.252110
Orario: 10:00 - 19:00
(Lunedì chiuso)

info@museoman.it

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