La sua fama era tale, che nonostante le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, gli vengono accordati i funerali a San Marco e la sepoltura nella Basilica dei Frari, dove nel 1852 in suo ricordo verrà inaugurato il monumentale cenotafio voluto dall’Imperatore d’Austria, su progetto di Luigi Zandomeneghi e figlio.
Nella città lagunare che lo aveva accolto e fatto conoscere al mondo, nel monumentale sepolcro che ne trasmette la memoria, Tiziano siede al centro di un arco trionfale con a fianco due emblemi della sua arte: il Genio alato del Sapere e la Natura Universale, una fanciulla coronata che viene disvelata dallo stesso pittore, riferimento perenne alla sua abilità nel riprodurre la natura e nell’averne riconosciuto valore narrativo e protagonismo in pittura, proprio il tema al centro dell’esposizione in corso presso il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, nella piazza che porta il suo nome, e ricordato indirettamente anche nella collaterale mostra sui “Paesaggi Cadorini negli acquarelli di Josiah Gilbert”.
Nel paese dove Tiziano è nato e dove, secondo il pittore Tizianello suo discendente e biografo, egli avrebbe ordinato “morendo.. di essere sepolto nella chiesa Arcidiaconale della sua Patria” (“Breve compendio alla vita di Tiziano”, 1662), non restano tombe ma la Casa Natale del XV secolo, con la sua tipica e originale struttura, e “il testamento” forse più intimo, sorta di omaggio alla famiglia, agli affetti e alla sua terra: la piccola pala conservata nella Chiesa Arcidiaconale di Santa Maria Nascente.
La “Madonna col Bambino tra i Santi Tiziano e Andrea” (1560, ante 1568), sottoposta a indagini e restauri nel 2023 su iniziativa della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, è stata riconosciuta grazie a queste ricerche interamente di mano di Tiziano. senza l’ausilio della bottega.
Donata dallo stesso artista alla sua città, destinata alla cappella dei Vecellio e realizzata probabilmente nel 1560 anno della morte del fratello Francesco, la piccola tela dal tono riflessivo e di devozione privata - un gesto di commiato e amore – custodisce un prezioso autoritratto del grande artista, che si raffigura dimesso e umile con in mano il pastorale, e nei due santi ai lati della Madonna i ritratti dello stesso fratello Francesco e probabilmente del figlio Pomponio, destinato alla carriera ecclesiastica ma scapestrato e vero cruccio di Tiziano.
Sarà infatti Pomponio, dopo aspre contese giudiziarie ( Tiziano lo aveva estromesso dal testamento), ottenuto il riconoscimento della proprietà dei beni immobili del Maestro in Cadore e a Venezia, ad avviare la dispersione degli stessi e la vendita della Casa Natale di Pieve.