Continua la programmazione dell’estate al Teatro Tor Bella Monaca.
Il 4 e 5 agosto appuntamento con In Truculentus di Plauto con la regia di Roberto Cavosi. mette in scena una delle sue commedie più feroci e moderne: la cortigiana Fronesia, con l’aiuto della serva Astafia, giostra tre uomini illusi e vulnerabili, trasformando il desiderio in un gioco di potere e denaro, ingannando anche il “selvatico” Truculento, travolto dal ritmo incalzante di una città dominata da astuzia e seduzione. Nella traduzione di Roberto Cavosi, la storia si sposta in un immaginifico, circense secondo dopoguerra. Questo cambio di epoca e ambientazione fa emergere con forza gli aspetti più grotteschi e paradossali della commedia, trasformando i personaggi in figure di un’umanità spaesata: reduci malconci, giovani squattrinati, donne che usano astuzia e fascino per sopravvivere. Maschere di un circo espressionista. E come nell’autore latino, in un tono fortemente satirico, alla fine non c’è una vera “ricomposizione morale”: vince l’intelligenza femminile. L’adattamento non tradisce Plauto, anzi ne amplifica la satira: ravvisiamo nei vizi dell’antica Atene gli stessi meccanismi di una società che deve riscostruirsi e riconoscersi dopo un avvenimento catastrofico come la guerra. Dialoghi rapidi, caratteri esasperati e un’ironia che alterna comicità e malinconia restituiscono al pubblico tutta la vitalità di una commedia che continua a parlarci con sorprendente attualità.
Il 6 e 7 agosto va invece in scena CARTE MUTE di e con Pietro De Nova e Maurizio Zucchi. La nebbia fitta del mattino, un tendone del mercato e una mappa delle mappe. E poi tre domande. Chi siamo? Dove siamo? Da dove veniamo? Da quest’incertezza nasce Carte mute, un viaggio fuori dal tempo per raccontare la storia di due vecchi amici in cerca di una cosa: qualcosa di molto prezioso che entrambi hanno perso durante il cammino. Ponente e Levante si incontrano in un mercato deserto. Tornano da un lungo viaggio, forse un viaggio che dura da anni. La piazza è deserta, come prima di una tempesta. Nessuno degli altri banchetti è stato allestito e nessun cliente sembra venire loro incontro. Si guardano con gli occhi di chi si conosce da una vita, anche se qualcosa non torna. Hanno visto i mercati d’ogni angolo del Globo…I venti che portano nel loro nome soffiano da sempre in ogni dove e così loro hanno attraversato le città più moderne e i caravanserragli più insoliti. Le città, i mercati, le esperienze vissute hanno riempito le loro valigie e i loro occhi, ma l’incontro delle loro vite sta per regalare loro la storia più bella.
Il 6 agosto in arena è in scena anche DANSCIRQUE – Tre movimenti sull’ identità, in cui si alternano in tre estratti degli spettacoli, diretti da Caterina Mochi Sismondi e accompagnati ora in Solo da violoncello ed elettronica. Solo Due, Effetto Marilyn e Why si susseguono, presentati dallo speaker Ivan Ieri che, come in un programma radiofonico, introduce agli spettatori ciò che andranno a vedere e ascoltare.
Il primo Solo Due, a partire da violoncello e intacchi sonori sulle note del compositore Bernard Hermann del celebre film Vertigo, è una ricerca sull’identità in un corpo unico e frammentato, doppio, in cui il dialogo speculare tra strumento musicale, voce e movimento, trova un punto d’incontro nello spiazzamento, nella fragilità, nel limite, nell’effimero istante compiuto del momento sonoro. Effetto Marilyn, invece, si ispira a parole di Marilyn Monroe per trasformare l’immagine di donna bambola-oggetto in liberazione dagli schemi, attraverso la forza di una danza. Why infine presenta estratti dello spettacolo Hereos in cui l’icona del clown diventa il punto di partenza per una riflessione sulla maschera che ciascuno di noi indossa, attraverso i suoni campionati da film, Berio e voci di Grock con l’elettronica di Bea Zanin. Questi Solo prendono vita dai tre spettacoli di ispirazione cinematografica della compagnia, riportando brani musicali originali, che ci conducono dentro atmosfere oniriche, sempre indagando il tema dell’identità.
Il 7 agosto è la volta di LE AVVENTURE DI PINOCCHIO RACCONTATE DA LUI MEDESIMO, diretto e interpretato da Flavio Albanese. Tra prosa e filastrocche, racconti, canzoni, arie e recitativi, lo spettacolo ripercorre le principali vicende che hanno portato un semplice “ciocco” di legno a diventare un bambino. I personaggi appaiono e scompaiono sulla scena, a volte impersonati dallo stesso attore, altre volte evocati attraverso la magia e gli espedienti del teatro di Varietà. Ci sono proprio tutti: Geppetto, la Fatina, il Gatto e la Volpe, il Grillo parlante, Mangiafuoco, l’Omino di burro, il Domatore e il Pappagallo.Una storia per grandi e piccini e in particolare per “burattini che vogliono diventare bambini”.
Infine, l’8 e il 9 agosto appuntamento con SE TI SPOSO MI ROVINO, spettacolo scritto e diretto da Marco Cavallaro. “Se ti sposo mi rovino”, pièce spensierata e piena di ritmo, si contano oltre 400 risate in poco meno di due ore di spettacolo (una ogni 17 secondi). Cosa succede a un miliardario scapolo con “il vizio delle donne” se chiede a tutte di sposarlo? E se tutte piombano a casa sua con l’intento di organizzare le nozze, ma nessuna sa dell’esistenza dell’altra? Semplice, la sua vita è rovinata. Da qui una serie di girandole per non far incontrare le malcapitate e, soprattutto, per non concludere alcun matrimonio. Il tutto coinvolgendo il povero maggiordomo Ugo in un turbinio di bugie e di porte che si aprono e si chiudono.



