Una storia che non può più restare in silenzio, un viaggio intimo tra dolore e rinascita
Cosa accade quando il dolore diventa troppo grande per essere pronunciato? È da questa domanda radicale che nasce "La Voce nel Cassetto", il potente one woman show scritto da Silvia Salemi e Roberta Savona, con Raffaello Fusaro, che ne cura anche la regia. Lo spettacolo debutterà in anteprima nazionale il prossimo 31 agosto 2026 alle ore 21:00, presso il suggestivo Teatro Nido dell’Aquila, nell’ambito della 40ª Edizione del Todi Festival.
Prodotto da Nicolò Innocenzi per Maximo Event, lo spettacolo segna una svolta cruciale nella carriera di Silvia Salemi, trasformando una confessione personale in un’esperienza collettiva universale.
La narrazione si apre in un confine sospeso: il backstage di un grande evento televisivo nazionale - simile al Festival di Sanremo - che contrasta con l’intimità bruciante della memoria. Mentre il mondo attende la diretta, Silvia intraprende un viaggio a ritroso verso la sua infanzia in Sicilia, segnata dalla scomparsa precoce della sorellina Laura. Il ritrovamento di un vecchio registratore diventa l'oggetto simbolico e il fulcro drammaturgico della messa in scena: riascoltare la voce di Laura, bambina di soli cinque anni, è la chiave per sbloccare la propria, in un percorso di rinascita che intreccia parole e musica.
La regia di Raffaello Fusaro evita ogni tentazione melodrammatica, concentrandosi sulla forza nuda della vita, celebrandola, attraverso una narrazione non lineare, specchio del funzionamento dei ricordi. La musica non è mero accompagnamento, ma una lingua capace di rivelare l'indicibile. Attraverso un repertorio che spazia dai successi della Salemi, come "A casa di Luca", a brani iconici quali "Like a Prayer" di Madonna e "Nothing Compares 2 U" di Sinéad O’Connor, l'artista ripercorre le tappe della sua crescita — da Castrocaro al Karaoke di Fiorello fino alla consacrazione sanremese — svelando la fragilità e la grinta che l’hanno portata a scegliere il canto come forma di salvezza e sfida.
"La Voce nel Cassetto" si configura come uno spettacolo-concerto vibrante, un inno alla vita, pensato per chiamare ogni spettatore a confrontarsi con i propri silenzi. È una testimonianza coraggiosa che esplora il paradosso della perdita: come la vita possa portare via per poi restituire in forme inaspettate. Raccontarsi, suggerisce l'artista, è il primo atto di libertà.
L'appuntamento a Todi si preannuncia come un momento di rara intensità emotiva, un invito a trasformare la sofferenza in canto e a scoprire che la propria voce, lungi dall'essere perduta, resta in attesa di essere ritrovata, pronta a risuonare con una forza nuova e consapevole.


