Ha aperto i battenti venerdì 7 agosto, alla Galleria Olmastroni di Siena, la mostra Acqua che cura, Acqua che lavora che restituisce gli esiti delle residenze d’artista del progetto di Fondazione Musei Senesi intitolato FMSchool e che resterà visibile fino al 28 settembre.
Dopo le esperienze vissute a Chianciano Terme e a Colle di Val d’Elsa, dunque, artisti, artiste e curatrici protagonisti del progetto si ritrovano per aprire una nuova riflessione comune su ciò che il lavoro nei territori ha fatto emergere: il rapporto tra memoria e trasformazione, tra paesaggio e comunità, tra pratiche di cura e forme di appartenenza.La mostra, realizzata con il Comune di Siena –
Servizio Musei e Collezioni Civiche, riunisce dunque per la
prima volta nel capoluogo gli esiti delle due residenze d’artista sviluppate
a Colle di Val d’Elsa e Chianciano Terme,
rispettivamente attorno ai temi dell’acqua come risorsa per il lavoro e
dell’acqua come fonte di cura e benessere. Il ritorno a Siena non rappresenta
però semplicemente la ricomposizione di due mostre già realizzate: è un nuovo
passaggio del progetto, in cui le esperienze maturate nei territori vengono
messe in relazione e rilette attraverso uno sguardo comune.
La Galleria Olmastroni diventa così il luogo di un terzo
tempo della ricerca. Le opere, nate in rapporto con
contesti, persone, memorie e pratiche specifiche, vengono ricollocate in un
nuovo spazio, dove possono entrare in dialogo. È proprio questo spostamento a
generare una lettura ulteriore: il lavoro e la cura, inizialmente assunti come
due direzioni distinte, rivelano dimensioni profondamente intrecciate,
accomunate da temi come la trasformazione, la rigenerazione, la custodia e la
relazione.
«Con questa mostra – afferma la coordinatrice di FMS,
Carolina Taddei – riportiamo a Siena le artiste, gli artisti e le curatrici
del progetto di residenze FMSchool. Un'avventura lunga sei mesi durante i
quali abbiamo avuto l'opportunità di vedere il talento di questi giovani
mettersi alla prova per indagare, conoscere e raccontare il nostro territorio
con il linguaggio delle arti visive. Il risultato sono opere diverse che usano
ora la tecnologia ora i materiali tradizionali, talvolta creano relazioni, ma
sempre parlano del tema dell’acqua, indagato nelle forme del lavoro e della
cura. Accompagnare il lavoro delle residenze è stato un modo per riflettere sul
nostro essere territorio che sa aprirsi al contemporaneo, mettersi alla prova e
innescare processi creativi ancora oggi».
«Con convinzione – aggiunge Michelina Eremita, responsabile del
Servizio Musei e Collezioni Civiche del Comune di Siena – si presentano in
una mostra a Siena, presso la Galleria Olmastroni di Palazzo Patrizi, gli esiti
della residenza organizzata dalla Fondazione Musei Senesi. I motivi di base
sono chiari, in quanto il Comune non solo ha avuto parte attiva nel processo
guidato da FMS ma, data la destinazione under 35 della Galleria, è
assolutamente naturale decidere di portare in città la ricerca artistica sullo
stesso tema affrontato dalla programmazione della Galleria con alla base lo
stesso target di età. Gli intenti coincidenti che non fanno altro che
vivacizzare gli spazi e le prospettive di tutti».
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Due percorsi di ricerca: dalla città ai territori e ritorno
Il percorso di formazione e ricerca di FMSchool aveva preso avvio
proprio a Siena, a febbraio, con un primo periodo di studio e confronto presso
il Santa Maria della Scala. Da qui artiste, artisti e curatrici si sono
spostati nei territori, dove la ricerca si è costruita attraverso sopralluoghi,
workshop e incontri con imprese, artigiani, istituzioni e comunità locali. A
Colle di Val d’Elsa e Chianciano Terme il progetto ha seguito due direzioni
differenti, legate alla storia e alle caratteristiche dei luoghi, per poi
tornare nel capoluogo e mettere in comune ciò che è emerso durante le residenze.
A Chianciano Terme Acqua
che cura, a cura di Szonja Szurop,
si è sviluppata a partire dal Parco Acqua Santa e dal patrimonio termale della
città. Le ricerche hanno attraversato le sorgenti, il fiume Clanis, il
termalismo, le infrastrutture della cura e le trasformazioni ecologiche del
paesaggio, interrogando il rapporto tra natura, corpo e pratiche di
rigenerazione. L’acqua è stata osservata non soltanto come risorsa terapeutica,
ma come soggetto e materia capace di custodire tracce, trasformare paesaggi e
mettere in discussione il rapporto tra esseri umani e ambiente.
A Colle di Val d’Elsa, invece, Acqua
che lavora, a cura di Bianca Marsella,
ha indagato il rapporto tra acqua, produzione e lavoro, attraversando il fiume
Elsa, la tradizione del cristallo, gli oggetti domestici, le memorie familiari
e le economie locali. La residenza ha dato vita a un percorso diffuso tra
musei, spazio pubblico e luoghi istituzionali, mettendo in relazione la
dimensione produttiva con quella intima e quotidiana del territorio. I lavori
sviluppati da artiste e artisti hanno guardato alla memoria come qualcosa da
custodire e reinterpretare, interrogando il rapporto tra comunità, paesaggio e
cultura materiale.
Una nuova geografia dell’acqua
A Siena, i due percorsi tornano dunque a incontrarsi. Le opere non
ricostruiscono semplicemente le esperienze sviluppate sui territori, ma ne
fanno emergere nuove connessioni e possibilità di lettura: l’acqua che cura può
diventare anche materia che trasforma; il lavoro può assumere la forma di una
pratica di custodia; la memoria può depositarsi nei corpi, nei paesaggi e negli
oggetti; la rigenerazione può riguardare tanto una comunità quanto un
ecosistema.
Attraverso linguaggi e pratiche differenti – dalla pittura alla
scultura, dal video all’installazione, fino alle pratiche performative e
partecipative – le artiste e gli artisti hanno costruito una relazione diretta
con i luoghi e con le persone che li abitano. Le opere restituiscono adesso uno
sguardo che si allontana dalle narrazioni più consolidate per concentrarsi su
storie quotidiane, memorie individuali e collettive, gesti, relazioni e
trasformazioni.
A completare il percorso saranno presentati i cataloghi
delle due residenze, pubblicati da ViaIndustriae nel 2026, che
raccolgono testi, immagini, documenti e materiali di ricerca prodotti durante
il progetto.
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ACQUA CHE CURA / ACQUA CHE LAVORA
Galleria Olmastroni, Siena
fino al 28 settembre 2026
Acqua che cura
A cura di Szonja Szurop
Artiste e artisti: Indiara Di Benedetto, Carola Gatto, Luca Gori
Acqua che lavora
A cura di Bianca Marsella
Artiste e artisti: Luca Pagin, Francesca Baglieri, Filippo Contatore, Alicya
Ricciuto
“FMSchool
– Acque, materiali e altri paesaggi sommersi” è un progetto di Fondazione Musei
Senesi, curato da Chiara Vacirca e Gabriele Tosi, e finanziato
dal Programma Regionale Toscana FSE+ 2021–2027, con il sostegno
dell’Unione Europea e della Regione Toscana – Giovanisì. Al fianco dei partner
istituzionali – i Comuni di Siena, Colle Val d’Elsa, Radicondoli, Rapolano
Terme, Chianciano Terme e Casole d’Elsa – la rete dei sostenitori comprende
Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, Galleria Continua, Galleria
Fuoricampo, Siena Art Institute, Terra di Siena Lab, Toast Project, TVSpenta e
Unione Comuni Valdichiana.



