“La siccità in Sicilia non è un'emergenza di oggi: è una crisi strutturale che attraversa questa Regione da decenni.
Ricordo che mio padre e mio nonno, quando ero bambino, andavano con i bidoni a prendere l'acqua ad Agrigento e a Trapani. Oggi, a distanza di decenni, siamo ancora qui a parlare dello stesso problema”. Lo ha affermato il vicepresidente della Camera dei deputati, Giorgio Mulè, intervenendo questa sera a Filorosso su Rai 3, il programma condotto da Antonino Monteleone con Adele Grossi, nel corso del confronto dedicato all'emergenza idrica a Ravanusa, in provincia di Agrigento.“Comprendo la frustrazione del sindaco di Ravanusa, Salvatore Pitrola, che ha proclamato lo stato di emergenza idrica e adottato un'ordinanza per consentire di intervenire di fronte a una situazione ormai insostenibile. Ma l’avviso di garanzia arriva perché, nel tentativo di garantire l'acqua ai propri cittadini, si trova a dover utilizzare una risorsa che deve essere necessariamente certificata sotto il profilo igienico-sanitario e ambientale. L'acqua destinata al consumo umano deve essere sicura e certificata: non possiamo mettere a rischio la salute dei cittadini”.
Mulè ha poi aggiungo che “non possiamo ignorare il tema della mafia delle autobotti. Da anni esiste un sistema di approvvigionamento emergenziale che, proprio perché l'emergenza si protrae nel tempo, rischia di trasformarsi in un business. Il punto vero, però, è un altro: la Sicilia non può continuare a vivere di emergenze. Servono manutenzione delle reti, infrastrutture adeguate, investimenti e controlli”.
Per il vicepresidente della Camera “qui non c'è una questione di destra o di sinistra: in Sicilia hanno governato tutti. Credo sia arrivato il momento di fermarsi e intervenire con strumenti straordinari, anche attraverso poteri commissariali per l'emergenza, capaci di accelerare gli interventi sulle infrastrutture, sulla manutenzione delle reti e sulla lotta a ogni forma di illegalità legata alla gestione e alla distribuzione dell'acqua”.


