Kaira approda all’aeroporto di Milano-Bergamo: “Prophecy” in mostra nel terminal



Per un mese, l’aeroporto di Milano-Bergamo accoglierà un frammento dell’universo di Kaira. Dal 4 agosto al 2 settembre 2026, alcune immagini di Prophecy, nuovo capitolo della saga ideata e interpretata da Emanuela Del Zompo, saranno visibili nel terminal, con la possibilità di accedere all’opera tramite QR code.

Un passaggio nel terminale che apre una storia più ampia
Le fotografie esposte rappresentano soltanto una parte del nuovo sviluppo narrativo legato a La leggenda di Kaira. Chi attraverserà il terminal potrà soffermarsi davanti a queste immagini e, inquadrando il codice presente, entrare nel lavoro firmato dalla regista e attrice Emanuela Del Zompo. È un incontro rapido, quasi inatteso, ma capace di spalancare un racconto che va oltre il semplice colpo d’occhio. Questo nuovo capitolo si inserisce nel percorso già avviato dal fumetto La leggenda di Kaira, attualmente disponibile su Amazon, e ne amplia il respiro seguendo ancora più da vicino il cammino della sua protagonista.
Kaira, infatti, non si esaurisce nella forma del fumetto. Il progetto si sviluppa attraverso più linguaggi e mette insieme scrittura, disegno, pittura e fotografia, costruendo una ricerca iconografica pensata per parlare al pubblico con segni e richiami precisi. Ogni elemento visivo è parte di un impianto che non punta soltanto a mostrare, ma a comunicare. Dietro l’immagine non c’è un effetto decorativo, bensì una volontà narrativa netta. Da questa stessa idea sono già nati due cortometraggi, distribuiti da Rai Play, mentre l’obiettivo dichiarato dall’artista resta quello di arrivare alla realizzazione di un film.
Il viaggio interiore della Principessa Guerriera
Nel nuovo episodio, la Principessa Guerriera Kaira affronta un percorso che assume un valore apertamente simbolico. La protagonista attraversa mondi differenti e, nello stesso tempo, scende in profondità dentro se stessa, esplorando diversi livelli del proprio subconscio. Da questo attraversamento emergono ricordi legati a una vita passata, destinati a cambiare il suo destino. Il suo cammino la conduce così verso una trasformazione che è insieme fisica e spirituale, fino ad avvicinarla alla missione che segna il senso della sua esistenza. Non è soltanto uno spostamento nello spazio del fantastico, ma una discesa dentro ciò che era rimasto nascosto.
Durante questa esperienza, Kaira incontra presenze opposte tra loro: da una parte antagonisti e nemici, dall’altra figure straordinarie e benevole che contribuiscono a orientarla verso la comprensione del proprio compito. In questo universo ritornano immagini come l’unicorno, le fate, gli elfi e creature segnate dalla malvagità, tutte inserite in un sistema simbolico che trasmette messaggi precisi. Al centro resta la lotta senza tempo tra bene e male, il percorso dell’eroe chiamato a far prevalere la giustizia. Nel dare forma a questa visione, l’autrice richiama l’Inferno dantesco, ma anche il Purgatorio e il Paradiso, qui associato al mondo dei Pegasi, a partire da Pegasus.
Tra mondi fantastici e ferite del presente
Se il fumetto originario raccontava la provenienza di Kaira da Kairos, termine greco legato al tempo e al viaggio nel tempo, in Prophecy il baricentro si sposta sui mondi che la protagonista deve attraversare per portare a termine la propria opera. Non sono soltanto scenari fantastici. In queste ambientazioni prende corpo anche una lettura della società contemporanea, mostrata attraverso la sua decadenza umana, culturale e politica, con ferite che colpiscono soprattutto i più fragili. È il ritratto di un ordine rovesciato, dove chi avrebbe bisogno di essere sostenuto viene invece schiacciato. In questo contesto, l’onestà appare punita più duramente di chi sceglie di ignorare le regole. Lo suggerisce già la prima immagine, in cui Kaira è imprigionata dal suo malefico oppressore, una presenza che tenta di sottrarle la scena, la luce divina e perfino il movimento, trascinandola via.
In questa prospettiva, il personaggio creato da Emanuela Del Zompo diventa il contenitore di verità che, per alcuni, possono risultare scomode. Gli antagonisti della storia, nelle intenzioni dell’artista, possono essere letti come figure riconducibili a persone reali che hanno provato a ostacolare il suo cammino verso verità e giustizia. La spinta che anima Kaira è chiara: salvare le nuove generazioni in vista di un futuro migliore e di una società più giusta. È qui che il racconto smette di essere soltanto evasione e chiama direttamente in causa chi guarda. La domanda finale che l’autrice affida al pubblico resta aperta e centrale: che cosa rappresenta davvero il cattivo della storia?
Fattitaliani

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