IL REGISTA SALERNITANO LUIGI DI DOMENICO VOLA IN INDIA: IL SUO CORTOMETRAGGIO "LETHNI" IN GARA AL FESTIVAL CHE QUALIFICA AGLI OSCAR®

 


Il cinema salernitano continua a varcare i confini internazionali e a ottenere riconoscimenti di altissimo livello. Il regista e sceneggiatore salernitano Luigi Di Domenico (classe 1997) è stato ufficialmente selezionato per partecipare alla 16ª edizione del Bengaluru International Short Film Festival (BISFF), la vetrina cinematografica per cortometraggi più importante di tutta l'India.

Il traguardo è di assoluto rilievo: il BISFF è un festival qualificante per gli Oscar® (Academy Awards Qualifying Festival). L'opera di Di Domenico, intitolata "Lethni", concorrerà nella specifica e prestigiosa categoria Screendance.

A confermare il valore dell'opera, c'è un dato eccezionale: attualmente "Lethni" si posiziona nella Top 50 dei cortometraggi italiani realizzati nel 2025 ad aver ottenuto il maggior numero di riconoscimenti e selezioni nei festival internazionali.

Il Bengaluru International Short Film Festival (BISFF)

Giunto alla sua 16ª edizione dopo il clamoroso successo del 2025, il BISFF è un punto di riferimento globale per i cineasti che vogliono distinguersi e inventare nuove forme di narrazione. Quest'anno il festival si presenta in una veste ibrida (con proiezioni online riservate al solo territorio indiano e proiezioni fisiche in sala), offrendo al pubblico l'opportunità di visionare le migliori opere brevi provenienti da tutto il mondo. Oltre a creare uno spazio fisico per l'incontro tra autori e spettatori, il festival organizza panel, masterclass e workshop con i massimi esperti dell'industria cinematografica, consacrando il cortometraggio non come un semplice "trampolino di lancio", ma come una vera e propria forma d'arte autonoma.

"Lethni": videodanza ed esplorazione sensoriale

Girato nel 2025 nella suggestiva cornice del centro storico di Roma, "Lethni" non è una semplice narrazione lineare, ma un’esperienza immersiva e sperimentale che fonde danza, video, suono e ambiente.

Nel cortometraggio, il movimento del corpo dei performer e quello della macchina da presa si uniscono creando una sintassi visiva fluida e sensoriale. L’opera mette in relazione il corpo umano, il paesaggio architettonico e lo spettatore, riuscendo a restituire al luogo esplorato un vero e proprio “sentimento” scaturito dall’interazione coreografica e visiva.

Prima di approdare in India, "Lethni" ha già intrapreso un fortunato tour globale. L'opera è stata proiettata in Italia, Stati Uniti, Georgia, Spagna ed Ecuador, dove ha preso parte alla prestigiosa XXIV edizione del festival Fragmentos De Junio, la kermesse più antica e importante del Paese sudamericano per le opere di screendance.

Il percorso di Luigi Di Domenico

Nato a Salerno il 1° maggio 1997, Luigi Di Domenico si è progressivamente affermato come una delle voci più indipendenti e sperimentali del panorama cinematografico italiano. Il suo cammino dietro la macchina da presa prende il via nel 2018 con Martino, un cortometraggio d'esordio capace di farsi notare immediatamente a livello internazionale: proiettato in circa trenta festival, il film si è ritagliato un posto nella prestigiosa classifica dei 50 corti più premiati dell'anno stilata da cinemaitaliano.info.

La sua attitudine a un cinema intimo ma dal respiro globale trova un'ulteriore conferma nel 2022 con Yohiro, presentato con successo nella sua città d'origine durante la 76ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno e, successivamente, consacrato come Miglior Film Italiano ai Barcelona Indie Awards. Una sensibilità, quella di Di Domenico, che si estende anche all'impegno civile: nel 2024, con Marianna, il regista firma un'opera di forte denuncia sociale esplorando il delicato tema delle questioni ambientali e del diritto alla salute. Un lavoro dal forte impatto emotivo che gli vale il premio come Miglior Regista di cortometraggi al The North Film Festival di Barcellona. Oggi, con il pluripremiato Lethni, il cineasta salernitano consolida la sua ricerca estetica spingendosi nelle potenzialità visive della screendance.

A proposito del traguardo raggiunto in India e della sua visione artistica, il regista ha dichiarato:

«Essere selezionati in un festival così prestigioso, che apre le porte agli Oscar, è un traguardo che mi riempie d'orgoglio. Come autore indipendente che spesso lavora a troupe ridotta e investe in prima persona nei propri progetti, credo fortemente nella videodanza come linguaggio universale: non ha bisogno di traduzioni o sottotitoli per emozionare. "Lethni" è nato dalla necessità di far dialogare il movimento dei corpi con il sentimento dei luoghi che abitiamo. Sapere che questa ricerca visiva e coreografica è arrivata fino in Asia, venendo apprezzata in una vetrina di questa portata, mi conferma che l'arte e l'immagine non hanno davvero confini.»


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