In un’intervista video condotta da Chiara Manzi, prof.ssa di Medicina Culinaria, il medico ricercatore Daniele Mandrioli - Segretario Generale del Collegium Ramazzini e incluso tra i Top Italian Scientists in Scienze Biomediche - fa il punto sulle prove scientifiche relative alla fotoprotezione e offre indicazioni pratiche per un’esposizione al sole consapevole.
Con l’arrivo dell’estate torna di attualità il tema della protezione solare. Negli ultimi giorni alcuni messaggi circolati sui social hanno rimesso in discussione l’utilità delle creme solari e il ruolo del sole nella genesi dei tumori della pelle, generando confusione. Per fare chiarezza, e per aiutare le persone a orientarsi tra le informazioni, Chiara Manzi, nutrizionista professoressa di medicina culinaria all’Università di Ferrara esperta di alimentazione della longevità, ha scelto di approfondire il tema, che tocca da vicino salute e longevità, con un esperto di ricerca sui tumori, tossicologia ed epidemiologia: il medico Daniele Mandrioli, Segretario Generale del Collegium Ramazzini.
L’efficacia della protezione solare
«Le prove scientifiche sull’efficacia delle creme solari nel prevenire i tumori cutanei sono solide — spiega il dottor Mandrioli I raggi ultravioletti sono la prima causa di tumore della pelle a livello mondiale: agiscono come agenti fisici genotossici, danneggiano il DNA delle cellule cutanee. Il consenso scientifico è chiaro: la fotoprotezione riduce il rischio.»
Orientarsi tra gli studi
Il ricercatore invita a leggere i dati con attenzione: «I tumori hanno latenze che si misurano in decenni: quelli che osserviamo oggi nascono da esposizioni continuative che sono cominciate venti o trent’anni fa. Inoltre, chi utilizza più protezione è spesso chi si espone di più, per lavoro o abitudini di vita. È il fenomeno della causalità inversa: un’associazione non basta a dimostrare che sia la crema a causare il tumore.» Un chiarimento utile per interpretare correttamente le ricerche che a volte vengono citate in senso opposto.
Il ruolo della vitamina D
«Le creme non azzerano la sintesi della vitamina D, perché nessun filtro scherma il 100% degli ultravioletti, e bastano pochi minuti di esposizione per attivarla — osserva il dottor Mandrioli —. Se la vitamina D fosse il fattore decisivo, l’incidenza dei tumori sarebbe uniforme in tutte le popolazioni: non lo è, perché a pesare in modo determinante sono il fototipo e la pigmentazione della pelle.»
Sicurezza degli ingredienti: un tema serio, ma distinto dall’efficacia
Mandrioli riconosce la legittimità del dibattito sulla composizione dei prodotti: «È giusto discutere criticamente di singole sostanze — penso all’ossibenzone o ad alcuni ingredienti ritirati dal mercato negli anni — e migliorare le formulazioni. Ma una cos’è la sicurezza di un ingrediente, altro è l’efficacia della protezione: i dubbi su una molecola non giustificano l’abbandono della fotoprotezione, data la pericolosità accertata dei raggi ultravioletti.»
Come proteggersi: le indicazioni pratiche
La prevenzione non si esaurisce nella crema. Le buone abitudini per l’estate comprendono: usare le creme solari e leggere le liste degli ingredienti, prediligendo se possibile formulazioni pediatriche; coprirsi con magliette e cappelli; cercare l’ombra; evitare l’esposizione diretta nelle ore centrali della giornata, tra le 10:00 e le 16:00; bere molto; e sottoporsi periodicamente alla mappatura dei nei per la diagnosi precoce. Attenzione particolare va ai bambini, la categoria più vulnerabile ai cancerogeni, per i quali è opportuno limitare l’esposizione nelle ore più calde.
Un invito al dialogo
«La scienza non è una tifoseria e si fonda su dati rigorosi e sul dubbio metodico, che è la vera qualità di uno scienziato» sottolinea il dottor Mandrioli, che si dice disponibile a un confronto scientifico aperto e sereno — anche con la dottoressa Debora Rasio — nell’interesse della salute delle persone. Un’occasione, nello spirito divulgativo dell’iniziativa, per mettere tutti nella condizione di comprendere la scienza e di usarla a vantaggio della propria salute.
L’intervista integrale a cura di Chiara Manzi è disponibile su YouTube: https://youtu.be/bkbQnf7VzsQ
Chi è Daniele Mandrioli
Daniele Mandrioli è ricercatore nel campo dei tumori, della tossicologia e dell’epidemiologia e Segretario Generale del Collegium Ramazzini, accademia internazionale che si occupa di salute e ambiente. È incluso tra i Top Italian Scientists in Scienze Biomediche (area tossicologia, epidemiologia e salute pubblica).
Chi è Chiara Manzi
Chiara Manzi è nutrizionista, ricercatrice e professoressa di medicina culinaria all'Università di Ferrara e esperta di alimentazione della longevità, volto noto sui social e in tv (Rai2 Medicina 33). La sua attività di divulgazione mira a mettere le persone nella condizione di comprendere la scienza e di usarla a vantaggio della propria salute.
È autrice dell’intervista video a Daniele Mandrioli, pubblicata su YouTube e di 10 libri su alimentazione, longevità e medicina culinaria, la branca della medicina che coniuga la conoscenza sul determinismo delle malattie, i processi di metabolizzazione dei cibi e l’arte culinaria.



