Caldo record e temporali in Europa: cosa cambia dopo il 24 Agosto

 


L'anticiclone tropicale stringe d'assedio l'Italia con punte estreme, ma ECMWF (modello matematico europeo) apre a un possibile refrigerio di fine mese: intanto il Nord fa i conti con temporali violenti, grandine e mari bollenti.

L'Europa spaccata in due dall'ondata di calore

La fotografia che arriva dai modelli matematici in queste ore è tanto nitida quanto preoccupante. L'anomalia termica media prevista per l'attuale settimana disegna un blocco caldo compatto che avvolge Francia, Isole Britanniche, Germania, Svizzera, Austria, buona parte della Penisola Iberica e naturalmente l'Italia.

Gli scarti rispetto alla media climatica risultano imponenti: sul cuore della Francia si superano i 6°C di anomalia settimanale, con nuclei ancora più marcati fra il bacino della Loira e la valle del Rodano.

Lo specchio rovesciato di questa configurazione si trova più a nord-est. Scandinavia, Paesi Baltici, Bielorussia e la Russia occidentale vivono infatti una fase decisamente più fresca del normale, con anomalie negative diffuse. È il classico schema a onda amplificata: un promontorio caldo che si allunga verso latitudini elevate lungo il meridiano di Greenwich e, al suo fianco orientale, una saccatura che convoglia aria di estrazione artica verso il continente. Un assetto che avevamo già descritto analizzando l'ondata di caldo che non ci piace e le ipotesi sulla data di uno stop.

Scendendo nel dettaglio giornaliero, il quadro si fa ancora più eloquente. Mercoledì 12 agosto le anomalie sul territorio francese e sul settore meridionale della Gran Bretagna raggiungono valori compresi fra 8 e 12°C, con l'aria rovente che si spinge fino alla Scozia e alla Norvegia meridionale. Giovedì 13 agosto il nucleo più intenso resta ancorato fra Francia, Belgio e Germania occidentale, mentre l'Italia viene raggiunta in pieno dal flusso subtropicale, con anomalie fra 4 e 8°C su gran parte della Penisola. Venerdì 14 agosto, alla vigilia di Ferragosto, il baricentro caldo si estende ulteriormente verso nord-est, coinvolgendo Danimarca, Svezia meridionale e Norvegia, mentre Grecia, Turchia e Ucraina restano sotto media in modo netto.

L'Italia nella morsa del caldo: dove si soffrirà di più

Sul nostro Paese l'ondata di calore prosegue senza soluzione di continuità. L'aria calda di matrice sahariana, che attraversando il Mediterraneo si carica di umidità, produce quel mix di temperatura elevata e afa opprimente che rende insopportabile anche la notte. Le aree interne delle Isole, il versante tirrenico centrale e le zone lontane dalla ventilazione marina restano le più esposte, come già evidenziato nell'analisi su grandine e temporali a macchia di leopardo con caldo in forte salita fino a 42°C. Ma potrebbero esserci anche picchi maggiori se non limitati dall'alto tasso di umidità.

Le grandi città della Val Padana convivono con massime elevate e minime notturne che faticano a scendere: la situazione di Milano è emblematica, così come quella di Torino, Bologna e Verona. Lungo la dorsale appenninica e sul versante tirrenico si soffre soprattutto nelle conche interne, da Firenze a Roma, mentre al Sud e sulle Isole l'afa si fa sentire in modo particolare a Napoli, Bari, Palermo e Cagliari.

Temporali pomeridiani, serali e notturni: l'unica vera tregua

Attenzione però, perché nonc i sarà solo il caldo estremo. Il quadro quotidiano è quello tipico dell'alta estate mediterranea: mattinate soleggiate, poi lo sviluppo della nuvolosità termoconvettiva nelle ore centrali, con rovesci e temporali che nel pomeriggio e in serata si accendono sui rilievi alpini e appenninici. In Val Padana il fenomeno assume una connotazione particolare, perché i sistemi temporaleschi tendono ad organizzarsi durante la notte, scivolando dalle Prealpi verso la pianura nelle ore successive al tramonto.

È esattamente in queste aree dove ci saranno temporali, e soltanto in queste, che si verificherà un raffrescamento reale. Altrove la calura resterà intatta. Va detto con chiarezza: non si tratta di temporali innocui. Con mari così caldi e con un'enorme quantità di energia accumulata nei bassi strati, basta un modesto ingresso di aria più fresca in quota lungo l'arco alpino per innescare celle ben strutturate, capaci di produrre tempeste elettriche, grandine di grosse dimensioni e improvvise raffiche di vento. Un aspetto già approfondito parlando di temporali "tropicali" e delle regioni più esposte.

Le piogge attese secondo ECMWF e GFS

Le proiezioni sulle precipitazioni cumulate sono forse l'elemento più interessante di questo aggiornamento, e la convergenza fra i due principali modelli globali merita attenzione. Il Centro Meteo Europeo propone un accumulo complessivo fino a fine mese che privilegia in modo evidente il Nord Italia, segnatamente la fascia posta a nord del fiume Po. Su Piemonte settentrionale, Lombardia prealpina, Trentino Alto Adige, Veneto settentrionale e Friuli Venezia Giulia si prospettano quantitativi ragguardevoli, in prevalenza di natura temporalesca. Il confine orientale alpino, fra le Alpi Giulie e la testata dell'Adriatico, emerge come una delle zone potenzialmente più colpite d'Europa.

Il modello matematico statunitense GFS conferma l'impostazione generale, spostando semmai leggermente i massimi verso il settore alpino occidentale e il Piemonte. Anche in questo caso il messaggio è identico: le regioni settentrionali riceveranno una buona dose di pioggia, mentre il Centro-Sud peninsulare e le Isole resteranno sostanzialmente all'asciutto, aggravando un deficit idrico ormai cronico. Va detto che è anche normale che sia una fase siccitosa in questo periodo dell'anno su queste aree. Non è la stessa cosa per il Nord, specialmente per le Alpi dove si dovrebbe avere il picco massimo di piovosità. Chi volesse seguire gli aggiornamenti può consultare la sezione dedicata ai modelli matematici.

Uno sguardo alle Baleari con suoi mari tropicali propongono un segnale di cambiamento

Una nota che riteniamo davvero degna di rilievo riguarda la genesi di piogge e temporali intensi a est della Penisola Iberica, lungo la catena dei Pirenei e fino alle Isole Baleari. Entrambi i modelli concordano su accumuli localmente cospicui in quel settore. È il segno inequivocabile che si creeranno contrasti termici marcati, dovuti all'ingresso di aria umida e relativamente più fresca di provenienza oceanica, che andrà a scontrarsi con una massa d'aria calda con una superficie marina che segna temperature tropicali.

Proprio il dato marino lascia senza parole. In quell'area di mare la temperatura superficiale, misurata a 1 metro di profondità e al largo dalla costa, ha segnato oltre 33°C. Parliamo di valori pienamente tropicali, degni del Mar dei Caraibi. Anche attorno all'Italia, su varie aree, si supera con disinvoltura la soglia dei 31°C. Il surplus termico marino fornisce all'atmosfera un quantitativo abnorme di vapore acqueo: da un lato accentua la sensazione di afa, dall'altro alimenta i sistemi temporaleschi che si generano sull'acqua, rendendoli potenzialmente violenti. Il tema era stato affrontato analizzando la pioggia dei prossimi sedici giorni e le insidie al bel tempo.

Dopo il 24 agosto: refrigerio o falso allarme?

Veniamo al punto che tutti attendono. Il Centro Meteo Europeo, quest'oggi, prospetta un bel refrigerio a partire dal 24 agosto. La proiezione mostra anomalie termiche negative estese a Francia, Germania, Regno Unito, Spagna settentrionale e a gran parte dell'Italia, con il calore che verrebbe respinto verso i Balcani meridionali, la Grecia e la Turchia. Sarebbe, a tutti gli effetti, la prima crisi seria di un'estate che dura ininterrottamente da fine maggio.

Attenzione però: va considerata come linea di tendenza e non come previsione meteo. Si tratta di uno scenario tutto da confermare. Basti pensare che ieri mattina il medesimo modello matematico risultava orientato, per quelle stesse date, verso una ripresa del caldo. Un'oscillazione di 180 gradi in ventiquattro ore è la migliore dimostrazione di quanto sia fragile qualsiasi indicazione oltre i dieci-dodici giorni. Ne avevamo parlato anche nelle novità sul refrigerio con temporali e grandine.

A complicare il quadro interviene il modello matematico GFS, che oggi espone una tesi differente. Alle medesime date di fine agosto, il modello americano vede la temperatura ancora sopra la media in Italia, seppure senza i valori tipici di un'ondata di calore estrema. Una situazione di caldo "poco più del normale" per il periodo, ma non certo di rottura stagionale. Due modelli, due scenari opposti: la discrepanza è tale da imporre la massima prudenza, come già sottolineato commentando l'anticiclone ancora più forte e il successivo stop.

La domanda che tutti si pongono

Siamo al termine della serie di ondate di caldo anomalo, oppure ce ne saranno altre, magari meno violente, verso settembre? È la domanda che ci facciamo anche noi, ogni mattina, davanti alle carte. Ovviamente non siamo in grado di dare certezza alcuna. Nessuno lo è, quando si ragiona su linee di tendenza a così lunghissimo termine.

Quello che possiamo affermare con ragionevole sicurezza riguarda i prossimi sette-otto giorni: caldo intenso, afa diffusa, temporali pomeridiani e serali sui rilievi, notturni in Val Padana, con raffrescamento circoscritto alle sole aree interessate dai fenomeni. Tutto il resto appartiene al campo delle ipotesi, e come tale va trattato. Continueremo a monitorare ogni singolo aggiornamento, perché in un'estate così anomala anche un piccolo scostamento nella circolazione atmosferica può cambiare radicalmente il finale della storia.

fonte Tempo Italia

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