| Maria Cristina Carlini e Marco Eugenio Di Giandomenico, curatore |
Si è conclusa con una partecipazione di oltre 25 relatori e circa 200 partecipanti l'edizione 2026 di SUART – Sustainable Art, il forum internazionale dedicato alla sostenibilità dell'arte ospitato a Palazzo Reale di Milano. L'evento, ideato e diretto dal critico d'arte Marco Eugenio Di Giandomenico, ha riunito istituzioni, università, operatori culturali, professionisti e rappresentanti del mondo economico in una giornata di confronto sui temi dell'arte, della sostenibilità e dell'innovazione.
Organizzata da Associazione Ethicando e Fondazione Maria Cristina Carlini ETS, in collaborazione con il Comune di Milano, Palazzo Reale e le università partner: Università Pontificia Comillas di Madrid (ICADE), Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Diritto Privato e Storia del Diritto), Università degli Studi di Firenze (Dipartimento di Scienze Giuridiche), UnitelmaSapienza di Roma, la manifestazione ha confermato il crescente interesse verso una riflessione interdisciplinare sul ruolo dell'arte come leva di sviluppo sostenibile e di valorizzazione territoriale.
Dopo i saluti di Domenico Piraina, Direttore Cultura del Comune di Milano e Direttore di Palazzo Reale, i lavori hanno visto la partecipazione dell’artista Maria Cristina Carlini, Marco Eugenio Di Giandomenico e Pietro Guidobono Cavalchini per la presentazione della mostra "Materie viventi", allestita negli spazi esterni di Palazzo Reale e visitabile fino al 30 agosto, quale testimonianza concreta dei principi di sostenibilità artistica al centro della manifestazione. A seguire, gli interventi di Chiara Rostagno e Alessandro Coscia della Pinacoteca di Brera, dedicati agli scenari sostenibili della Grande Brera. Il confronto si è poi ampliato al ruolo del terzo settore con Alexia Boro, Francesco Fabbiani, Domenica D’Elia, Emanuele Beluffi e Alain Salem.
Aprendo l’incontro, Domenico Piraina ha sottolineato come negli ultimi anni la questione ambientale abbia spinto l'arte ad assumere un ruolo cruciale, trasformandosi in un potente strumento di sensibilizzazione ecologica capace di veicolare messaggi complessi in modo immediato ed emotivo. Più che una mera ricerca estetica, l'arte favorisce il cambiamento culturale necessario per stimolare una coscienza collettiva e comportamenti sostenibili. In questo panorama si inserisce la ricerca artistica di Maria Cristina Carlini, che con le istallazioni Bosco e Filemone e Bauci ospitate a Palazzo Reale stimola ancora una volta il dialogo tra uomo, natura e materia: attraverso l'uso di materiali naturali e di recupero a cui dona nuova vita, la scultrice invita a considerare la materia come un elemento vivo e portatore di memoria.
Maria Cristina Carlini ha espresso la propria emozione e gratitudine per l’opportunità di esporre a Palazzo Reale di Milano, considerandola una tappa importante del proprio percorso artistico.
Marco
Eugenio Di Giandomenico,
curatore della mostra e ideatore di SUART (SUstainable ART), ha evidenziato
come "Materie viventi" rappresenti una riflessione sul rapporto
profondo tra l’artista e la materia, nella quale la sostenibilità non si
configura come un assunto ideologico o un tema imposto dall’attualità, ma come
l’esito naturale di una ricerca sviluppata nell’arco di oltre cinquant’anni.
Attraverso l’impiego di materiali, spesso di recupero, Maria Cristina Carlini ne ascolta la storia, le qualità e la memoria, accompagnandoli in un processo di trasformazione che restituisce loro nuova vita. Le opere diventano così strumenti di riflessione sul destino dell’uomo, sul rapporto con la natura e sulle grandi questioni del presente, dalla salvaguardia dell’ambiente alla crisi dei valori, in piena sintonia con il tema di SUART 2026, dedicato alle dimensioni ambientali, sociali ed economiche della sostenibilità nell’arte contemporanea.
Nel suo intervento, Pietro Guidobono Cavalchini, Presidente della Fondazione Maria Cristina Carlini ETS, ha ribadito l’impegno della Fondazione nella conservazione e nella valorizzazione dell’opera dell’artista, sottolineando come la vicinanza tra Fondazione e studio favorisca un dialogo continuo tra il momento creativo e quello espositivo. Ha inoltre ricordato l’intensa attività della scultrice, che ha recentemente concluso una nuova scultura monumentale in acciaio corten alta oltre cinque metri, e ha rivolto un ringraziamento al Sindaco Giuseppe Sala per l’attenzione dimostrata nei confronti della ricerca di Maria Cristina Carlini, da lui definita una delle figure più autorevoli della scultura contemporanea
Nel corso della giornata sono intervenuti inoltre Rosella Castellano ed Emanuele Vannucci sui temi della sostenibilità del rischio artistico e culturale, Anna Lisa Tota sul rapporto tra arte e sostenibilità sociale nell’era digitale, e Abel B. Veiga Copo, José Luis Rey Pérez, Sara Landini, Maria Letizia Giorgetti, Clodia Vurro, Laura Castelli e Albina Candian per una sessione dedicata a arte, economia e diritto. La riflessione sulla promozione e produzione dell’arte contemporanea ha coinvolto Cesare Biasini Selvaggi, Roberto Rosso, Giovanni Aloi, Giuseppe Tortato e Andrea Brocca, mentre Jean-Pierre Diserens ha affrontato il tema degli investimenti finanziari sostenibili nel settore dell’arte.
SUART nasce nel 2024 a Madrid, presso l’Università Pontificia Comillas, come piattaforma internazionale di confronto sulla sostenibilità dell’arte, affiancando alla riflessione scientifica una mostra personale dedicata ad Antonietta Viganone. Nel 2025 il percorso è proseguito a Milano, alla Fabbrica del Vapore nell’ambito di Milano ArtWeek, con la mostra di Tiziano Calcari, fino ad arrivare all’edizione 2026 di Palazzo Reale, che ha consolidato la formula Forum & Exhibit mettendo in dialogo istituzioni, università, mondo culturale ed economico.
«La sostenibilità dell’arte non è più una categoria astratta o meramente etica», ha affermato Marco Eugenio Di Giandomenico. «È oggi un parametro sistemico che riguarda processi produttivi, modelli di promozione, politiche istituzionali e capacità dell’arte di generare valore durevole per le comunità e per i territori. In questo senso, l’arte entra pienamente nel campo delle politiche pubbliche. Il successo di questa edizione conferma che SUART intercetta un’esigenza reale del sistema culturale contemporaneo: costruire un luogo di confronto stabile tra arte, istituzioni, università, terzo settore ed economia. La presenza di relatori provenienti da ambiti diversi, dalla museologia al diritto, dall’economia alla sociologia, fino alle fondazioni, alla finanza e alla produzione artistica, dimostra come la sostenibilità dell’arte sia oggi un tema trasversale, capace di generare partecipazione, visione e nuove responsabilità condivise».
L'edizione
2026 ha ribadito così il
percorso di crescita di SUART, che dopo le precedenti tappe di Madrid e Milano
si è consolidato come uno dei principali appuntamenti di confronto
internazionale dedicati all'evoluzione del concetto di sostenibilità dell'arte.
