Dopo aver conquistato i lettori con Puritia. La città dell’aria, Bruno Desando torna nel cuore del suo universo fantastico con Puritia. La città dell’acqua – prima parte, secondo capitolo di una saga che unisce magia, mistero e formazione personale. Al centro della storia c’è ancora Emma, chiamata a confrontarsi con nuove verità, antichi segreti e sfide sempre più grandi, in un viaggio che la porterà a scoprire non solo il mondo degli Elementi, ma anche parti nascoste di sé stessa.
Tra simboli
enigmatici, poteri misteriosi e nuovi conflitti, l’autore costruisce
un’avventura fantasy capace di parlare ai lettori più giovani ma anche a chi
ama le storie di crescita, coraggio e ricerca della propria identità.
In questo secondo volume ritroviamo Emma alle prese con nuove sfide e
nuove consapevolezze. Quanto è cambiata rispetto al primo libro e quale
percorso di crescita hai voluto raccontare attraverso di lei?
Emma porta con sé ancora alcuni strascichi di
insicurezza e timidezza, già mostrati ampiamente nel primo libro. Meglio raccontare una crescita realistica:
Emma non cambia da un giorno all'altro. Presenta tuttora delle fragilità, ma
ora sceglie di affrontarle invece di lasciarsi definire da esse. Credo che sia
questo il vero significato della crescita: non diventare perfetti, ma imparare
a convivere con le proprie paure.
Il Mondo degli Elementi si amplia con nuovi luoghi, personaggi e
dinamiche narrative. Come hai lavorato alla costruzione di questo universo
fantastico e quali elementi hai voluto aggiungere rispetto al primo capitolo?
In questo secondo capitolo, si aggiunge la
città dell’acqua, Ledmar. Per
me era importante che ogni città non fosse solo uno sfondo, ma un luogo con una
propria identità. L'elemento dominante influenza l'architettura, le tradizioni,
il carattere degli abitanti e persino il loro modo di affrontare i conflitti.
Questo mi ha permesso di ampliare il Mondo degli Elementi senza perdere la
coerenza costruita nel primo volume. Riguardo alla scelta dei nomi, questa non
è casuale: mi piace inserire riferimenti alla mitologia perché aggiungono un
ulteriore livello di lettura. Non è necessario coglierli per seguire la storia,
ma chi li riconosce scopre piccoli dettagli che arricchiscono l'universo
narrativo.
Se dovessi racchiudere Puritia. La
città dell’acqua in tre parole, quali sceglieresti e perché proprio queste?
Dinamicità,
consapevolezza e determinazione: sono le tre parole che, secondo me, rappresentano al meglio questo
secondo volume. La dinamicità deriva dall'introduzione di nuovi personaggi,
nuovi luoghi e nuove sfide che rendono la narrazione ancora più ricca e
movimentata. La consapevolezza è il cuore del percorso di Emma, che inizia ad
accettare davvero di appartenere a un mondo diverso da quello in cui è
cresciuta e comprende quanto le sue scelte possano influenzare il destino degli
altri. Infine, la determinazione accomuna tutti i protagonisti: ciascuno, a
modo proprio, affronta ostacoli che lo costringono a mettersi in discussione e
a trovare la forza di andare avanti. Credo che queste tre parole racchiudano
l'essenza di Puritia. La città dell'acqua.
Quando crei un nuovo personaggio o immagini un luogo del tuo mondo
narrativo, da dove nasce l’ispirazione? Parti più dalle emozioni, dalle
immagini che visualizzi o dalla storia che vuoi raccontare?
Ogni personaggio nasce da un'esigenza
della storia. Prima di tutto mi chiedo quale ruolo dovrà avere all'interno
della narrazione e quale contributo potrà apportare alla storia stessa.
Successivamente lavoro sulla sua identità, cercando di renderlo coerente con
l'ambiente in cui vive. Per la città dell'acqua, ad esempio, mi sono ispirato
alla mitologia antica legata all'elemento acquatico, scegliendo nomi che
richiamassero divinità, creature e simboli dell'acqua. Mi piace che ogni
dettaglio abbia un significato e contribuisca a rendere il mondo narrativo più
credibile. In generale parto dalla storia che voglio raccontare, ma sono le
emozioni dei personaggi a dare davvero vita alle scene e a guidare la
scrittura.
Rispetto a Puritia. La città
dell’aria, senti che il tuo modo di scrivere è cambiato o maturato? Quali
aspetti della tua esperienza di autore ritrovi maggiormente in questo nuovo
capitolo?
Il mio modo di scrivere, spero, e mi auguro,
sia migliorato rispetto al primo libro, anche se sono consapevole che ci sia sempre
qualcosa da imparare e credo che il confronto con lettori, editor e autori più
esperti sia fondamentale per continuare a migliorare. Ogni consiglio
rappresenta un'opportunità per affinare il mio stile e affrontare le storie
future con maggiore consapevolezza.
La saga si rivolge in particolare ai giovani lettori, ma affronta temi
universali come l’identità, l’amicizia, il coraggio e il rapporto con le
proprie responsabilità. A chi vorresti arrivasse il messaggio di Emma e cosa
speri rimanga ai lettori dopo aver chiuso il libro?
Alle persone che vengono additate come
diverse, strane o, meglio ancora, isolate. Non c’è niente che non vada in
nessuno di noi, perché ognuno di noi è diverso e simile allo stesso modo.


