Con “Radio Ciclone”, Clotilde firma un brano che invita a rallentare il passo e a ritrovare uno spazio personale in mezzo al rumore della quotidianità. Tra sonorità pop luminose e un messaggio che guarda alla leggerezza come scelta consapevole, l'artista racconta il bisogno di vivere il presente senza lasciarsi travolgere dalla frenesia. Nelle pagine di Fattitaliani ci ha parlato della nascita del singolo, del valore dell'istinto nel suo percorso creativo, dei ricordi degli esordi e delle nuove direzioni artistiche che desidera esplorare. Ecco cosa ci ha raccontato.
Viviamo spesso immersi nella frenesia.
"Radio Ciclone" nasce anche come risposta a questo ritmo continuo?
Assolutamente sì. Radio Ciclone nasce dall’esigenza di rispondere a questa frenesia che spesso ci porta a rincorrere il tempo, gli impegni e le aspettative. Ci sono periodi in cui sembra essere di corsa e di non avere mai abbastanza tempo, proprio come racconto nel brano. Radio Ciclone è nata anche come risposta a tutto questo: è il mio modo di ricordarmi che va bene fermarsi, respirare e ritrovare un po’ di leggerezza, senza sentirsi in colpa.
Nel brano inviti a vivere il presente.
Pensi che oggi sia diventata una delle sfide più difficili?
Si, credo che oggi sia una delle sfide più difficili. Siamo sempre proiettati verso quello che verrà dopo, tra impegni, obiettivi, e spesso ci dimentichiamo di vivere davvero quello che abbiamo davanti. Con Radio Ciclone ho voluto ricordare, prima di tutto a me stessa, quanto sia importante fermarsi, prendere fiato e dare valore al presente. Non è sempre facile, ma penso che sia proprio lì che si trovino i momenti più autentici.
Durante la registrazione hai raccontato
di esserti lasciata trasportare completamente dall'energia del pezzo. È
successo qualcosa di particolare in studio?
Più che un episodio particolare, ricordo la sensazione di sentirmi nel posto giusto. Ero a mio agio e questo mi ha permesso di vivere ogni parola con sincerità. Ho cantato esattamente quello che avevo scritto e sentito, lasciandomi trasportare dall’energia del brano senza forzare nulla.
Quanto contano spontaneità e istinto nel
tuo modo di fare musica?
Sono molto fondamentali. I brani più sinceri nascono proprio quando smetto di controllare tutto e lascio parlare quello che sento. Anche Radio Ciclone è nata proprio così; in modo spontaneo, seguendo l’istinto e lasciandomi trasportare dalle emozioni. È il mio modo in cui vivo la musica e quello che mi permette di essere autentica.
La tua carriera è iniziata molto giovane.
Guardando indietro, cosa diresti oggi alla Clotilde degli inizi?
Alla Clotilde degli inizi direi di non smettere mai di credere nei suoi sogni, perché quello che sembrava un desiderio piano piano sta diventando realtà. Le direi di non vergognarsi mai di ciò che è e di avere fiducia in se stessa. La bambina timida che faceva fatica ad aprirsi è cresciuta: ha imparato a mettersi in gioco, a stare con le persone e a superare quei limiti che una volta le sembravano grandi.
Quali nuove direzioni artistiche ti
piacerebbe esplorare nei prossimi lavori?
Nei prossimi lavori mi piacerebbe
continuare a sperimentare, lasciandomi guidare dalla curiosità e dalle emozioni
del momento. Radio Ciclone mi ha dato la possibilità di esplorare una
dimensione più pop, più energetica, e luminosa, e vorrei continuare su questa
strada, scoprendo però nuove sfumature. Per me la cosa più importante è non
smettere mai di raccontarmi, e di mettermi in gioco.


