Mercoledì 17 giugno, alle 21.30 all’Arena dello Stadio dei Pini
“Ricordo che avevo da poco iniziato la carriera di giornalista quando 'incontrai' quel libro – racconta Pablo Trincia, giornalista, storyteller e podcaster fra i più celebri in Italia – e fu una folgorazione. Capote adotta gli strumenti del romanzo per raccontare una storia vera, e lo fa attraverso descrizioni meravigliose, belle, sensoriali, capaci di toccare tutti i sensi, la vista, l'olfatto, l'udito, il tatto, il gusto. Truman Capote è veramente un narratore a tutto tondo che porta il lettore al centro dei fatti con una narrazione molto cinematografica.”
Prima del 15 novembre 1959, pochi conoscevano il villaggio di Holcomb in Kansas. Ma quella notte, due giovani balordi freschi di prigione – Perry Smith e Richard Hickock – fecero irruzione nella fattoria dei Clutter e, quando non trovarono che cinquanta dollari in cassaforte, sterminarono l’intera famiglia: il capofamiglia Herb, la moglie Bonnie e i due figli adolescenti Nancy e Kenyon, uccisi a colpi di fucile e di coltello. A sangue freddo. Smith e Hickock vennero fermati in Nevada, confessarono e furono condannati a morte. Sarebbero stati giustiziati il 14 aprile del 1965, ma durante i mesi trascorsi nel braccio della morte, ricevettero più volte la visita dello scrittore Truman Capote. Da quei dialoghi e da un'inchiesta “in presa diretta” nei luoghi della strage, nel 1966 Truman Capote concepì un capolavoro, A sangue freddo, dove ogni riferimento a fatti e persone non è puramente casuale.
“La lettura di quel libro mi ha letteralmente aperto un mondo – rivela Trincia – Ho capito che invece di concentrarmi su piccole storie, da 'confezionare' ogni settimana per la tv o per i settimanali, occorreva andare alla ricerca di grandi storie da trasformare in ampi racconti. Una grande storia, da portare in un libro o in un podcast, consente di spaziare e di non perdere i dettagli, lavorando sempre più in profondità”. E Capote gli ha insegnato, “A stare dentro i fatti, a entrare nelle storie delle persone, a stare nei volti, nei colori, nelle cose. Mentre ricostruisce l'ultima settimana di vita della famiglia sterminata, Capote ti fa scoprire com'erano, cosa facevano, cosa pensavano, di cosa avevano paura, quali erano i loro punti deboli: li fa tornare vivi, li umanizza, e non sono più soltanto quattro salme. E dietro alla storia della famiglia di Holcomb c'è la storia dell'America rurale, delle sue famiglie cristiane e di drammi che arrivano all'improvviso a sconvolgerle”.
Il Trebbo in musica continua martedì 23 giugno il concerto – ma anche reading, omaggio e orazione – P.P.P. Profezia è Predire il Presente del chitarrista e compositore Massimo Zamboni (già CCCP e CSI e uno dei padri del punk rock e del rock alternativo italiani): le iconiche iniziali di Pier Paolo Pasolini sono un acronimo per esplorarne la capacità di anticipare con il suo percorso intellettuale e umano molte delle laceranti trasformazioni che hanno segnato il nostro Paese.
Info e prevendite: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org
IAT Cervia tel. 0544 974400
Biglietti: posto unico numerato 25 Euro (ridotto 22); under 18: 5 Euro



