Da venerdì 29 maggio 2026 è disponibile in libreria e nei principali store digitali “L'ultima porta”, il nuovo romanzo di Andrea Mingardi pubblicato da Edizioni Pendragon.
“L'ultima porta” affronta con sensibilità e ironia temi universali come la vita, la morte, l'amore, la fede e il mistero di ciò che potrebbe esistere oltre la soglia dell'esistenza. Attraverso il protagonista Marco Rossi, Andrea Mingardi dà vita a una storia che alterna leggerezza e riflessione, accompagnando il lettore in un viaggio tra realtà e dimensione spirituale osservata attraverso uno sguardo profondamente umano.
Spiega Andrea Mingardi a proposito del libro: “Sono andato nell’aldilà e poi sono riuscito a tornare. Credo di essere l’unico ad aver fatto il viaggio di andata e ritorno. Ho bussato all’ultima porta. Per un attimo si è aperta. Poi qualcuno mi ha detto che non era ancora il mio turno. Tornato indietro, ho deciso di raccontare questa esperienza in un libro. È il mio viaggio tra la vita e il mistero che ci accompagna ogni giorno. Così ho scritto L’ultima porta, per raccontarvi cosa ho visto e cosa ho capito dall’altra parte.”
SINOSSI
Marco Rossi è un architetto bolognese di
cinquantasei anni: un uomo concreto, ironico, innamorato della moglie Elisa,
del Bologna calcio, del suo cane Pippo e di una vita ordinaria che, senza fare
troppo rumore, sembra finalmente mettersi dalla parte giusta: il lavoro ingrana
alla grande, Elisa aspetta un figlio, il futuro appare roseo. Poi,
all’improvviso, tutto si spezza. Un infarto fulminante, nove minuti senza
battito, il coma, l’attesa. E quando ogni speranza sembra finita, Marco torna.
Ma torna da dove? Che cosa ha visto oltre quella soglia? E perché il suo
ritorno sembra portare con sé qualcosa che nessuno riesce più a spiegare? Tra
Bologna, cantieri, salotti borghesi, ospedali, medium e incontri impossibili,
L’ultima porta racconta con tono brillante e profondamente umano il mistero più
antico: che cosa ci aspetta dopo la vita.
Andrea Mingardi firma un romanzo sentimentale e visionario, dove la morte non cancella l’amore, la fede convive con il dubbio e l’aldilà, più che una risposta, diventa una domanda. Perché certe porte, una volta aperte, non si richiudono mai del tutto.
ANDREA
MINGARDI | BIOGRAFIA
Andrea Mingardi, musicista, cantante, scrittore,
bolognese D.O.C, in prima fila nell'impegno solidale, è tra i fondatori della
Nazionale Cantanti di calcio. Vincitore del "Premio miglior bluesman
Italiano", e il "Premio Stella d'Argento". Nella sua
carriera collabora con grandi artisti, tra cui Gianni Morandi, Franco Califano,
Jose’ Feliciano, Wilson Picket, Lucio Dalla, Mina, Blues Brothers, Patty Smith.
Nel 2000 esce il CD "Ciao Ràgaz", raccolta di canzoni dialettali a
cui partecipano Morandi, Guccini, Carboni, Stadio e altri. Disco di platino in
un mese dall’uscita, si propone di esportare il nostro idioma dandogli dignità
di lingua. Nel 2001 rilegge "Pierino e il lupo", di Prokofiev,
accompagnato dall'orchestra dell'Università di Bologna. Nel 2004 partecipa a
Sanremo con i Blues Brothers ispirando la formazione della nuova
"RossoBlues Brothers Band", con la quale registra dal vivo il nuovo
LP, "Tribute to Ray Charles". È autore del brano "Mogol
Battisti", interpretato con Mina e contenuto nell'album "Bau" e
del libro "Permette un ballo, Signorina?", edito da Mondadori, in
breve best seller per la collana "Gli Oscar Mondadori". Sua è la
canzone "Amiche mai", scelta da Mina e Ornella Vanoni per il primo
duetto della loro storia musicale e per il quale è insignito del "Premio
Personalità Europea" in Campidoglio. A Los Angeles ha ricevuto il
prestigioso premio Italian Music Awards per il suo disco "Tribute to
the Genius" dedicato a Ray Charles. È del 2023 il conferimento della TURRITA
D’ARGENTO del Comune di Bologna. Il primo Agosto 2024 alla presenza di Luciano Tirincanti, responsabile
dell’Associazione Gaspare Tirincanti, Paolo Gualandi di Coswell, e la sindaca
di Riccione, Daniela Angelini, è stata conferita all’artista bolognese la
pergamena di “Ambasciatore di Riccione nel mondo”, il riconoscimento che
viene assegnato per la frequentazione e l’affetto dimostrato verso la città che
Mingardi considera come una seconda casa.
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