Un invito a oltrepassare i propri confini e a lasciarsi guidare dallo sguardo delle arti contemporanee.
Dal 6 al 17 luglio 2026 Sempre più Fuori torna a Roma per la sua VI edizione, confermandosi tra i festival più attenti ai linguaggi del presente. Teatro, musica, danza, performance, cinema, letteratura e fotografia compongono un programma multidisciplinare che intreccia presenze nazionali e internazionali e favorisce nuove relazioni tra artisti e pubblici.In un tempo che chiede nuove mappe e nuove narrazioni da condividere, Sempre più Fuori disegna una geografia del contemporaneo aperta, dinamica, capace di rinnovarsi. Più che un festival, è un dispositivo culturale diffuso che attiva e rimodella gli spazi che attraversa, generando connessioni reali tra opere, comunità e immaginari.
L’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, il Cimitero Monumentale del Verano, il Goethe-Institut Rom e lo Spazio Rossellini diventano tappe di un racconto comune, percorso da spettacoli, concerti, incontri e installazioni site-specific. Il programma assume la forma di una costellazione non lineare, in cui formati e presenze differenti coesistono, dialogano e si contaminano. Ne emerge un campo aperto che interroga il rapporto tra spettatore, azione e contesto, restituendo all’arte una dimensione partecipativa, condivisa, in divenire.
«Volevamo un festival in cui i linguaggi artistici potessero agire senza essere ridotti o semplificati, affermano i direttori artistici Antonino Pirillo e Giorgio Andriani. Un contenitore in cui la complessità non venisse risolta, ma resa abitabile. “Sempre più Fuori” crea occasioni reali di incontro tra artisti, pubblici e territori, alimentando un dialogo tra sperimentazione, accessibilità e partecipazione. E così, come ogni anno, torna a essere ciò che promette fin dal nome: un invito a uscire – sempre più fuori – dagli schemi e a riscoprire insieme il potere trasformativo dell’arte».
Preview
L’evento inaugurale, dal 25 al 30 maggio alle ore 18, è Remote Roma, firmato dal collettivo Rimini Protokoll, tra i più innovativi e premiati del teatro europeo. Dopo il successo dello scorso anno, il pubblico potrà nuovamente prendere parte all’audio-passeggiata guidata da un sistema di intelligenza artificiale: un percorso che dal Cimitero Monumentale del Verano attraversa Via Tiburtina fino al Policlinico Umberto I, in una co-produzione internazionale tra Cranpi, Rimini Protokoll e Goethe-Institut Rom. Una versione site specific nata dalla vittoria del Premio Roma Villa Massimo 2024‑25 e pensata per Roma come declinazione del format Remote X di Stefan Kaegi con i sound designer Niki Neecke e Tobias Koch, già realizzato in città come New York, Hong Kong, Parigi, Londra e Santiago del Cile.
Il festival
Sempre più Fuori prende ufficialmente avvio il 6 luglio con l’arrivo di Emma Dante, tra le più celebrate registe italiane. Presenterà il nuovo spettacolo I fantasmi di Basile, che approda a Sempre più fuori dopo il debutto assoluto alla Biennale Teatro 2026, dove l’artista riceverà il Leone d’Oro alla carriera.
La performer e regista argentina Marina Otero, figura di spicco della scena contemporanea con base a Madrid, firma Ayoub, lavoro che prende il titolo da un nome arabo diffusissimo, difficile da pronunciare quanto l’esistenza di un amore in un mondo impossibile, e che diventa il punto di partenza per un’indagine tra amore, morte e fratture del presente.
Mostri e Macchine da presa: le creature cinematografiche di MOTUS è il focus che Sempre più Fuori dedica alla compagnia Motus, in occasione dei trentacinque anni di attività. Si parte da FUTURE IN THE PAST: 35 ANNI DI MOTUS, la mostra fotografica a cura di Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande, con il contributo di Beatrice Ottaviani e la co-curatela di Ilaria Mancia. Ripercorre l’attività di una delle compagnie di riferimento del teatro di ricerca internazionale, che dal 1991 attraversa i territori del teatro, del video e dell’installazione con un’attenzione particolare ai temi urgenti del contemporaneo, attraverso una raccolta di video, documenti sonori, testi, fotografie e materiali grafici, sedimentati nel tempo in forma non ordinata. La presenza dei Motus al festival offre anche la prima occasione di vedere a Roma la performance Deamon, interpretata da Enrico Casagrande e Alexia Sarantopoulou, e [ÒDIO], film/documentario vincitore dell’Italian Council 2024, realizzato attraverso un’indagine con adolescenti sul concetto di odio e girato in tre diverse città: Roma (Quarticciolo), Rimini e Amburgo.
Mariangela Gualtieri si avventura in Ruvido umano. Concerto per voce e musica elettronica, intrecciando poesia e live electronics in un nuovo lavoro condiviso con Lemmo, musicista e sound researcher nel campo della musica sperimentale.
Il duo Panzetti/Ticconi approda al festival in prima nazionale con It’s Night Again, coreografia creata per la compagnia tedesca Dance Theater Heidelberg. La serata accoglie anche la prima esecuzione romana, in co-realizzazione con ATCL Circuito Multidisciplinare del Lazio, di VVA - Venere incontra Adone di Enzo Cosimi, performance site-specific che sviluppa le riflessioni sul progetto coreografico Venere vs Adone, trasformando lo spazio in un ambiente immersivo in cui corpo, luce, suono, video e parola convivono in una struttura non narrativa.
Antonio Viganò scrive e dirige una nuova versione di La tempesta, produzione Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt e Gli Scarti ETS, con il sostegno di Fondazione Alta Mane Italia: una rilettura che affronta con leggerezza temi complessi come potere, amore, vendetta, perdono.
L’incontro fra musica e teatro dà vita a BumBumFritz Live set. Testi naufraghi e musica elettronica, progetto dal groove magnetico di e con Michele Tonicello e Giovanni Frison, che il pubblico ritroverà anche in Dad or alive, spettacolo vincitore del Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico
Generazione Scenario 2025.
A grande richiesta torna a Sempre più Fuori Maurizio Rippa che, in un luogo carico di memoria come il Cimitero Monumentale del Verano, ripropone Piccoli Funerali, sequenza di piccoli riti funebri ispirati a Spoon River di Edgar Lee Masters e a Cartoline dai morti di Franco Arminio. Attore e cantante, Rippa intreccia la sua voce con le note di Amedeo Monda in dodici brani, dodici funerali che riportano ciascuno a una memoria.
Un altro ritorno è quello di Gioia Salvatori, questa volta con Crush. Tentativi sparsi per Ri-fare l’amore, live show che attraversa con ironia e lucidità cliché romantici, canzonette sentimentali e i temi del podcast Il cuore scoperto, prodotto da Fandango. Attrice, scrittrice e stand-up comedian, Salvatori indaga relazioni, piacere e solitudini tra domande, confessioni e piccoli scarti emotivi. Una serata croccante per post-romantiche dal cuore tenero. Ospite speciale, Anna Castiglia, cantautrice siciliana vincitrice della Targa Tenco 2025 con il disco d’esordio Mi piace.
La sezione musicale del festival riunisce cinque visioni sonore che attraversano generi e intensità diverse. Bunny Dakota, metà del duo di arti visive e performative Industria Indipendente, porta un DJ set che è una scrittura in forma di suono: beat ad alta intensità e paesaggi elettrici che trasformano il dancefloor in un organismo collettivo. Con Magenta, la musica diventa territorio senza confini: dai 90’s all’Afrobeat, dalla Disco all’Urban fino al Reggae, all’Elettronica e alla Tech-house. Oniria Lumina di Gianfranco De Franco apre uno spazio onirico fatto di bagliori, geometrie in movimento e atmosfere sospese. Con I’m not a DJ Silvia Calderoni attraversa senza gerarchie decenni musicali, generi e sottoculture: dal barocco al metal estremo, dall’ambient alla techno, dal soul al punk, fino ai frammenti più impuri e pop della cultura contemporanea. Infine, il chitarrista Iacopo Schiavo fa ritorno a Sempre più Fuori con Iacoposky & Friends, jam session con ospite a sorpresa.
A cura di Accademia Tedesca Roma Villa Massimo l’appuntamento dedicato alla letteratura ha per protagonista la poetessa turca naturalizzata tedesca Dilek Mayatürk, autrice del libro Incolto e altre poesie, tradotto per la prima volta in italiano da Il Ponte del Sale e che riunisce testi da Brache (2020) e inediti (alcuni scritti direttamente in tedesco). Di area tedesca è anche Dea Loher, tra le più importanti autrici per il teatro in lingua tedesca, al centro di un incontro co-realizzato con il Goethe-Institut Rom e in collaborazione con R.A.C. - Regist_ a confronto, prima realtà italiana dedicata al dialogo tra registe e registi teatrali, che cura anche il percorso laboratoriale R.A.C.cordi Anulari! rivolto ad attrici e attori che si confronteranno sul suo testo Paese senza parole. A condurre il laboratorio i registi Bartolini/Baronio, Paolo Costantini e Virginia Landi.
Il film scelto per questa edizione di Sempre più Fuori è Solo Sunny di Konrad Wolf, opera di culto che restituisce un ritratto autentico della DDR nei primi anni Ottanta, premiata alla Berlinale con l’Orso d’Argento all’attrice protagonista Renate Krößner.
Chiude il programma la consueta Cena al buio, a cura dell’Unione Ciechi e Ipovedenti di Roma.
Nei luoghi del festival, una postazione food & drink è curata dallo storico ristorante di Centocelle La Cantina di Dante, con reinterpretazioni della cucina romana.
Sempre più Fuori è prodotto da Giant e Cranpi; partner Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, AMA Cimiteri Capitolini, ATCL – Associazione Teatrale tra i Comuni del Lazio/Spazio Rossellini, Goethe-Institut Rom; con il patrocinio del Municipio II – Roma Capitale; con il sostegno di Fondazione Alta Mane Italia; con la collaborazione di Autor_Unit_Teatrali, Instituto Cervantes Roma, R.A.C. - Regist_a confronto, Unione Ciechi e Ipovedenti Sezione Territoriale Roma (UICI); e con i media partner Theatron 2.0, Zero.eu; postazione food&drink La cantina di Dante; service Easylight.
Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Anteprima festival
Il teatro immersivo del pluripremiato collettivo con base a Berlino Rimini Protokoll si fa invenzione sonora e itinerante e approda di nuovo a Sempre più Fuori con l’evento inaugurale Remote Roma, da lunedì 25 a sabato 30 maggio alle ore 18. Già protagonista della scorsa edizione, questa audio-passeggiata – sviluppata in occasione della vittoria del Premio Roma Villa Massimo 2024-25 e diretta da Stefan Kaegi con i sound designer Niki Neecke e Tobias Koch, in una co-produzione internazionale tra Cranpi, Rimini Protokoll e Goethe-Institut Rom con Accademia Tedesca Roma Villa Massimo - attraversa la città partendo dal Cimitero Monumentale del Verano, passando per via Tiburtina fino al Policlinico Umberto I. Remote Roma trasforma la città in un palcoscenico: ogni pomeriggio, al calar del sole, cinquanta partecipanti, a piedi e con cuffie alle orecchie, si muovono guidati da una voce sintetica simile a quelle dei navigatori GPS. Non è solo un percorso urbano, ma un esperimento sulla relazione tra essere umano e intelligenza artificiale. I partecipanti sono al contempo spettatori, osservatori e osservati, individui e folla. La colonna sonora scritta per Roma trasforma l’audiowalk in un film collettivo, mentre l’AI modifica progressivamente il tono della voce guida, rendendola sempre più familiare. Via via il rapporto tra uomo e tecnologia va gradualmente trasformandosi. L’intelligenza artificiale dirige, ma stimola anche una percezione alterata che spinge a guardare la realtà e se stessi con occhi nuovi. Remote Roma diventa così un cammino interiore che solleva interrogativi sulla finitezza dell’essere umano, sulle libertà e sul futuro dei mortali in un mondo dominato dalla tecnologia. La relazione tra natura e artificio, tra determinazione autonoma e condizionata, diventa centrale: siamo davvero solo seguaci? Perché è così facile trasformarsi in un branco, e perché è così gratificante rinunciare al controllo?
Il programma giorno per giorno
Il festival si apre lunedì 6 luglio al mattino al Goethe-Institut Rom, dove dalle 10 alle 17 prende il via R.A.C.CORDI… Anulari!, laboratorio condotto da Bartolini/Baronio, Paolo Costantini e Virginia Landi in collaborazione con R.A.C. - Regist_ a confronto, prima realtà italiana dedicata al dialogo tra registe e registi teatrali. A partire dal teatro di Dea Loher, una delle voci più autorevoli della drammaturgia tedesca contemporanea, un gruppo selezionato di attrici e attori lavorerà fino al 16 luglio sulla sua pièce Paese senza parole.
In serata, alle 21, all’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, il nastro inaugurale del festival è affidato a Emma Dante con I fantasmi di Basile, interpretato da Carmine Maringola, Davide Mazzella, Simone Mazzella. Leone d’Oro alla carriera quest’anno alla Biennale Teatro - dove lo spettacolo debutta in prima assoluta - la regista siciliana porta in scena per la prima volta a Roma un lavoro ispirato alla produzione immaginifica e barocca dello scrittore napoletano Giambattista Basile, già esplorata in La scortecata, Pupo di zucchero e Re Chicchinella. Scrive Emma Dante: «Le fiabe di Basile sono politicamente scorrette. Intrise di poesia ma anche di parolacce, di merda, di stupri, di insulti, di violenza. Raccontano l’essere umano con i suoi vizi e i suoi difetti. In questi anni abbiamo studiato e riscritto tre cunti tratti dal “Pentamerone”, dando vita a una trilogia basiliana. Ho sempre intercettato, nelle sue favole, qualcosa di reale e contemporaneo, qualcosa che ci appartiene. Pertanto, mi piace, di Basile, la verità. Nonostante l’architettura straordinaria che costruisce attraverso il linguaggio, mantiene sempre qualcosa di fortemente realistico».
La giornata si chiude alle 22:30, sempre all’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, con Bunny Dakota, aka Martina Ruggeri, metà del duo di arti visive e performative Industria Indipendente e creatrice dell’happening party Merende, di cui è dj resident. Il suo approccio alla musica somiglia a una scrittura: nei set compone mondi immaginari da abitare insieme, fatti di sud, elettricità, alte maree, kebab e mojito, magia nera, beat e sensualità irregolare, intrecciati a parole poetiche, registrazioni quotidiane e archivi sonori.
Martedì 7, alle ore 19, al Goethe-Institut Rom, arriva per la prima volta a Roma FUTURE IN THE PAST: 35 anni di Motus, la mostra-atlante con cui Motus apre il proprio archivio trasformando trentacinque anni di materiali eterogenei in un paesaggio espositivo vivo. Ideata da Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande, con Beatrice Ottaviani e la co-curatela di Ilaria Mancia, l’esposizione mette in relazione passato e futuro come temporalità che si intersecano e si contaminano. Oggetti, suoni, immagini e parole compongono stanze tematiche che generano nuove connessioni con il presente, ricreando un caos fertile di tracce e possibilità. Un dispositivo performativo da abitare, dove il pubblico può sostare, ascoltare, sfogliare, lasciare segni e costruire la propria costellazione di visioni. La mostra sarà visitabile nei giorni 7-14-16-17 luglio dalle 19 fino alla chiusura.
In contemporanea, sempre alle 19 e sempre al Goethe-Institut Rom (replica il 14 luglio; poi il 15 luglio alle 22:30 all’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo), musica live con il soft DJ set di Magenta.
Alle 21 (replica il 14 luglio), la seconda giornata del festival si conclude con l’annuale Cena al buio, esperienza sensoriale proposta dall’Unione Ciechi e Ipovedenti di Roma. Venti commensali vengono invitati a sedersi a una tavola imbandita completamente al buio. Privati della vista, gli altri sensi – gusto, tatto e udito – si amplificano, i sapori si intensificano, i suoni diventano più nitidi e le sensazioni tattili più acute. Non solo una cena, ma un’esperienza sociale che invita a riscoprire ascolto e condivisione, liberando la conversazione da ogni distrazione visiva.
Mercoledì 8 Sempre più Fuori si sposta allo Spazio Rossellini per un doppio appuntamento. Alle 20:00 si comincia con l’attesa performance di Marina Otero, tra le artiste più interessanti dell’attuale scena internazionale, che presenta per la prima volta a Roma Ayoub, interpretato insieme a Ibrahim Ibnou Goush. «Ayoub è un nome difficile da pronunciare, come difficile è stato comprendere che un amore potesse incrinarsi davanti a un mondo che non lo rendeva possibile. Quel nome, in qualche modo, ha scosso il mio Occidente, aprendovi una crepa», racconta Otero. L’idea nasce dal desiderio di aiutare un uomo in una condizione fragile e, insieme, di essere salvata dalla solitudine: un viaggio a Tangeri, l’ipotesi di un matrimonio, di un’opera costruita a partire da quel gesto. Poi l’incontro con Ayoub, che sposta tutto, fa crollare e trasformare il progetto iniziale. Il suo nome – in arabo “il ritornato”, “il pentito” - porta con sé destini e memorie collettive. Otero lo affida a un lavoro che parla di amore e impossibilità ad amare, fratture intime ed eredità che ci abitano, strutture che ci formano e ci feriscono. E di tutto ciò che, ancora, cerca di disinnescare dentro di sé.
Alle 22, va in scena BumBumFritz Live Set - Testi naufraghi e musica elettronica, un live energico e magnetico del duo rivelazione under 35 BumBumFritz, formato dai registi e performer Michele Tonicello e Giovanni Frison. Dal 2022 immaginano un repertorio in cui la voce recitante dialoga con l’elettronica in un contrappunto che esplora il confine tra parola, suono e teatro. Le tracce, incise e registrate in studio, si trasformano poi dal vivo: si stratificano, si espandono, si modulano a ogni replica. Il ritmo delle drum machine si intreccia con fari alogeni e lampadine a incandescenza che pulsano rendendo la scena un ambiente quasi installativo e cercando una performatività fisica oltre che musicale. L’impianto scenico è essenziale: un’asta microfonica, la strumentazione elettronica, pochi punti luce e i performer in abiti anni ’90, a evocare un immaginario analogico e nostalgico che attraversa tutto il progetto.
Giovedì 9 alle 20:00, si resta allo Spazio Rossellini per assistere a un altro lavoro del duo padovano BumBumFritz: Dad or alive, vincitore del Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico al Premio Scenario 2025. Lo spettacolo affronta la complessità del diventare genitori oggi, tra il desiderio di una nuova vita e la consapevolezza di un pianeta in trasformazione, di un futuro sempre più fragile e difficile da immaginare. Sostenuto da un ritmo incalzante e da una narrazione leggera, Dad or alive affronta con intelligente ironia il terrorismo mediatico, l’inverno demografico, la paura della sostituzione etnica, la politica pro-vita ossessionata da chi non è ancora nato, l’istinto di trasmettere qualcosa di sé e il dubbio etico di aggiungere un’altra esistenza in un mondo in crisi. Il lavoro intreccia storie, dati e confessioni in un percorso fatto di parole, musica elettronica dal vivo e corpi che diventano superfici per il videomapping, con una drammaturgia che invita a riflettere sulla possibilità stessa della genitorialità, tra desiderio, responsabilità e fragilità.
Quasi in contemporanea, alle 21 al Goethe-Institut Rom, gli appassionati di cinema potranno rivedere Solo Sunny, pellicola di culto del regista tedesco Konrad Wolf che restituisce un ritratto autentico della DDR nei primi anni Ottanta. Premiato alla Berlinale con l’Orso d’Argento all’attrice protagonista Renate Krößner, il film segue Sunny, cantante determinata a inseguire il proprio sogno nonostante fallimenti, delusioni e un sistema che la ostacola. Ispirato alla storia vera della cantante Sanije Torka, Solo Sunny racconta una donna che non si lascia piegare: diretta, vulnerabile, ostinata. L’ultimo film del grande regista della RDT, scritto con Wolfgang Kohlhaase, unisce sguardo sociale e libertà narrativa, diventando un classico della DEFA e un successo al botteghino. La colonna sonora di Günther Fischer con la voce jazz di Regine Dobberschütz, contribuisce a definire l’atmosfera di un’opera che resta una delle testimonianze più vive e ribelli del cinema tedesco orientale.
Venerdì 10 alle 21, l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo si anima con due appuntamenti di danza: VVA - Venere Incontra Adone di Enzo Cosimi e It’s night again del duo Panzetti/Ticconi per il Dance Theater Heidelberg.
Con VVA - Venere Incontra Adone, Cosimi - tra le voci più autorevoli della danza contemporanea italiana - prosegue la riflessione avviata con Venere vs Adone, rileggendo il poemetto shakespeariano attraverso una sensibilità radicalmente contemporanea. L’azione scenica viene scomposta, i dettagli isolati, fino a generare un nuovo impianto drammaturgico in cui il mito diventa strumento per interrogare fragilità, desiderio e rifiuto. A metà tra installazione e azione performativa, VVA - Venere Incontra Adone trasforma lo spazio in un ambiente immersivo dove corpo, luce, suono, video e parola convivono in una struttura non narrativa. La composizione coreografica intreccia linguaggi visivi e performativi, proponendo un’esperienza sensoriale e contemplativa. Attraverso un’estetica stratificata e radicale, l’opera mette in discussione normatività e culto dell’immagine, restituendo una visione insieme queer e arcaica, in cui l’identità si smaterializza e si ricompone in forme fluide e transitorie. Il tema dell’amore non corrisposto diventa materia viva, instabile, in un dialogo costante tra mito e iper-contemporaneo. Sul palco: Alice Raffaelli e Leonardo Rosadini.
A seguire, il pubblico è chiamato a immergersi in un territorio in bilico tra sogno e realtà con It’s night again, interpretato dai danzatori della compagnia tedesca Dance Theater Heidelberg. La coreografia, firmata da Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, segue una drammaturgia che si espande come un flusso denso e ipnotico, indagando quella dimensione notturna sospesa tra l’inquietudine degli incubi e la quiete del sonno, in cui i gesti rivelano connessioni impreviste tra paura ed euforia, pericolo e gioia. I danzatori si muovono attraversati da tensioni sottili e da improvvise fratture visive. I costumi di Isabell Wibbeke e la musica di Demetrio Castellucci ampliano questo universo in continua metamorfosi, dove ogni immagine sembra scivolare da un mondo all’altro.
Al termine, alle 22:30, arriva Crush. Tentativi sparsi per Ri-fare l’amore di e con Gioia Salvatori, con ospite d’eccezione Anna Castiglia, cantautrice siciliana di nascita ma milanese d’adozione che ha fatto della creatività a trecentosessanta gradi la chiave di volta del suo progetto. Uno sguardo brillante e affilato sull’amore romantico e sulle sue derive, raccontato con quella leggerezza che scava, fa ridere e fa male insieme. A partire dai temi del podcast Il Cuore Scoperto (Fandango), Salvatori attraversa cliché sentimentali, canzonette appiccicose, solitudini, piaceri e inciampi di coppia, componendo una serata che mescola confessione, comicità e piccoli cortocircuiti emotivi. Tra parole, canto e derive improvvise, lo spettatore viene accompagnato in un viaggio condiviso dentro ciò che resta - o che si ostina a restare - dell’amore. Una serata croccante per post-romantiche dal cuore tenero e avventurose delle relazioni, dello stare vicine, del ridere, del commuoversi e, forse, del ri-fare l’amore.
Domenica 12, alle 10:30, all’interno del Cimitero Monumentale del Verano, l’attore e cantante Maurizio Rippa dà vita a Piccoli Funerali, il suo spettacolo ispirato a Spoon River di Edgar Lee Masters e alle Cartoline dai Morti di Franco Arminio. Non propone epitaffi, ma una sequenza di piccoli funerali: ritratti e dediche che diventano un atto d’amore, un saluto intimo e insieme catartico. Rippa costruisce una partitura drammaturgica e musicale – quest’ultima affidata ad Amedeo Monda - che alterna un rito funebre a un brano dedicato a chi se ne è andato. I dodici pezzi, dal barocco alla musica contemporanea, sono gesti che riportano a un ricordo, a un’esistenza appena vissuta, a storie tanto quotidiane quanto poetiche. Ogni funerale è raccontato da chi lascia la vita, in un attraversamento lieve e potente come una folata di vento. Piccoli funerali è uno spettacolo di commovente dolcezza: una cerimonia laica e collettiva capace di creare un ambiente di ascolto e accoglienza, dove il dolore trova forma e la memoria diventa condivisione.
Lunedì 13 all’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo la serata si apre alle 21 con Mariangela Gualtieri e il suo Ruvido umano. Concerto per voce e musica elettronica, un manifesto con cui la poetessa - dopo le collaborazioni con artisti come Stefano Battaglia, Mario Brunello, Uri Caine, Paolo Fresu e Silvia Colasanti - si avventura per la prima volta nell’intreccio tra poesia e musica elettronica, in un lavoro condiviso con Lemmo e il suo universo sonoro. Rumori, timbri e melodie si impastano in una scrittura precisa, dove la parola poetica trova nido, rampa di lancio, precipizio, pista da ballo e, insieme, il suo più profondo silenzio. Cesare Ronconi interviene con il suo piglio rigoroso e attentissimo, guidando lo svolgersi del concerto con una cura che orienta, affina e dà forma al respiro complessivo dell’opera.
A seguire, alle 22:30, a cura dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, si svolgerà l’incontro con la poetessa turca di stanza a Berlino Dilek Mayatürk, autrice del libro Incolto e altre poesie, pubblicato da Il Ponte del Sale, che unisce testi da Brache (2020) e inediti (alcuni scritti direttamente in tedesco) presentati in una versione trilingue: turca, tedesca e italiana.
La giornata si conclude alle 23:30 con Iacoposky & Friends, jam session con ospite a sorpresa guidata dal poliedrico chitarrista Iacopo Schiavo, che intreccia influenze jazz, flamenco, musica popolare e latinoamericana.
Martedì 14 alle 18, al Goethe-Institut Rom Dea Loher, tra le più importanti autrici per il teatro in lingua tedesca, è al centro di un incontro organizzato con R.A.C. - Regist_ a confronto, prima realtà italiana dedicata al dialogo tra registe e registi teatrali.
Mercoledì 15 alle 21, l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo ospita la prima rappresentazione a Roma di La Tempesta di Antonio Viganò, nuova produzione Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt e Gli Scarti ETS, con il sostegno di Fondazione Alta Mane Italia. In una forma metateatrale e contemporanea, Viganò guida gli attori in un attraversamento del testo shakespeariano come un territorio vivo, dove prove, dinamiche interne e fragilità personali si intrecciano con le tensioni dei personaggi. La tensione tra reale e fantastico diventa il cuore pulsante dello spettacolo: non due dimensioni separate, ma due forze che si compenetrano e si rifrangono. L’isola nell’opera di Shakespeare si trasforma così in uno spazio mentale, un luogo dell’esilio e dell’immaginazione, dove il teatro diventa possibilità di metamorfosi e di rinascita.
Giovedì 16 alle 21, al Goethe-Institut Rom, un nuovo appuntamento da non perdere con i Motus: la prima proiezione a Roma del film/documentario [ÒDIO], tassello conclusivo della loro lunga ricerca intorno al romanzo Frankenstein di Mary Shelley. Il film nasce da un’indagine condotta con giovani di diverse provenienze (Roma, Quarticciolo; Rimini e Amburgo), chiamati a confrontarsi con il sentimento dell’esclusione e con i meccanismi che generano marginalità e discriminazione. A partire dal momento in cui la creatura di Shelley prende coscienza della propria alterità, Motus costruisce un dispositivo collettivo di voci e volti che riflettono sull’odio come forza sociale, politica ed emotiva, intrecciando testimonianze e pensieri sul caos emotivo che attraversa molte adolescenze, sulle forme di violenza che proliferano e sui rapporti di potere che alimentano questo sentimento. Come sottolineano Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande, la creatura attraversa una crescita solitaria che sfocia in un impulso estremo, oscillando tra desiderio di riconoscimento e rivalsa. Un movimento che risuona nel presente, in un paese segnato da episodi crescenti di bullismo e aggressività. Il film dialoga anche con il pensiero della scrittrice Seyda Kurt, per la quale interrogare l’odio significa interrogare le strutture che lo generano. Se gli strumenti dello Stato non garantiscono una società di “tenerezza radicale”, occorre creare zone di fiducia e incontro: luoghi interstiziali dove l’odio, riconosciuto e attraversato, impedisce l’indifferenza e apre alla possibilità di un cambiamento reale.
Chiude la serata alle 22.30 Oniria Lumina di Gianfranco De Franco, un’immersione totale tra suoni psichedelici ed eterei che si intrecciano in un flusso continuo di voci, immagini e bagliori, componendo un paesaggio onirico fatto di geometrie in movimento e atmosfere sospese: frammenti slegati da significati razionali, affascinanti e misteriosi come la materia stessa dei sogni. De Franco costruisce un’immaginaria colonna sonora che attraversa senza gerarchie stili e generi, dalla new age al metal industrial, lambendo rock e contemporanea ed evocando echi di Kraftwerk, Nine Inch Nails, Wim Mertens e molte altre suggestioni.
Venerdì 17, alle 19 e alle 21, giornata conclusiva al Goethe-Institut Rom con Deamon di Motus, performance che prende il nome da uno dei tanti appellativi negativi con cui Mary Shelley chiama nel romanzo la creatura di Frankenstein. Preludio al secondo movimento di un progetto più ampio della compagnia dedicato alla mostruosità dal titolo Frankenstein (a History of Hate), Deamon indaga il momento in cui l’amore si incrina e si converte in odio, la benevolenza in violenza: quell’inceppo improvviso del meccanismo affettivo che genera un ribaltamento dalle conseguenze irreversibili. Il focus è sul “divenir cattivo” della creatura, un essere senza identità e senza storia che, come un animale braccato, si ribella e costruisce un proprio mondo. Nello scavo sulle origini dell’odio - e dell’inestimabile dolore che inevitabilmente lo accompagna, perché chi odia non è mai felice - Shelley traccia una geografia del terrore che risuona con forza nel nostro presente, in questi dark times.
Per la chiusura, alle 22.30, Silvia Calderoni accende il palco con il suo I’m not a Dj, in cui unisce corpo e selezione musicale in un’unica esplosione di energia. Attrice e performer formatasi negli ambienti dell’underground artistico e teatrale europeo, Calderoni coltiva da sempre una passione per la musica, trasformando ogni set in un atto performativo. I suoi live non sono mai prevedibili: un mash-up sonoro tra elettronica, electropunk, 80’s, new wave e trash ma anche classica, jazz modale, rock alternativo, house profonda, trap, ambient, metal estremo, afrobeat, techno, folk, hip hop, garage, samba, grunge, gospel, reggaeton, noise, colonne sonore e decine di altre traiettorie musicali. Un archivio vivente, caotico e lucidissimo, che si ricompone ogni volta in un viaggio imprevedibile.
Il calendario
25 - 30 maggio | Cimitero Monumentale del Verano, via Tiburtina, Policlinico Umberto I
ore 18:00, Remote Roma, Rimini Protokoll (CH/DE) collective audiowalk
PREVIEW
06 - 16 luglio | Goethe-Institut Rom
ore 10:00-17:00, R.A.C.cordi Anulari! R.A.C. - REGIST_ A CONFRONTO workshop
06 luglio | Accademia Tedesca Roma Villa Massimo
ore 21:00, I Fantasmi di Basile, Emma Dante teatro
ore 22:30, Bunny Dakota DJ Set, Industria Indipendente musica live
07 – 14 - 16 - 17 luglio | Goethe-Institut Rom
dalle ore 19:00, FUTURE IN THE PAST: 35 anni di Motus, Motus mostra fotografica
07 - 14 luglio - ore 19.00 | Goethe-Institut Rom
15 luglio - ore 22.30 | Accademia Tedesca Roma Villa Massimo
Magenta DJ Set, Magenta musica live
07 e 14 luglio | Goethe-Institut Rom
ore 21:00, Cena al buio, Unione Ciechi e Ipovedenti sezione territoriale di Roma - Aula 107 cena-spettacolo
08 luglio | Spazio Rossellini
ore 20.00, Ayoub, Marina Otero (ARG/ES) conferenza spettacolo
ore 22.00, BumBumFritz Live Set - Testi naufraghi e musica elettronica, BumBumFritz musica live
09 luglio | Spazio Rossellini
ore 20.00, Dad or Alive, BumBumFritz teatro
09 luglio | Goethe-Institut Rom
ore 21.00, Solo Sunny, Konrad Wolf (DE) cinema
10 luglio | Accademia Tedesca Roma Villa Massimo
ore 21.00, VVA - Venere Incontra Adone, Enzo Cosimi performance
ore 21.00, It’s night again, Dance Theater Heidelberg / Panzetti Ticconi (DE - IT) danza
ore 22.30, Crush. Tentativi sparsi per Ri-fare l'amore, Gioia Salvatori / Il Cuore Scoperto feat. Anna Castiglia live show
12 luglio | Cimitero Monumentale del Verano
ore 10.30, Piccoli Funerali, Maurizio Rippa teatro
13 luglio | Accademia Tedesca Roma Villa Massimo
ore 21.00, Ruvido umano. Concerto per voce e musica elettronica, Mariangela Gualtieri / Lemmo poesia/musica
ore 22.30, Incolto e altre poesie, Dilek Mayatürk (TUR/DE) poesia
ore 23.30, Jacoposky & Friends, Iacopo Schiavo musica live
14 luglio | Goethe-Institut Rom
ore 18, Incontro Dea Loher (DE) letteratura
15 luglio | Accademia Tedesca Roma Villa Massimo
ore 21.00, La Tempesta, Antonio Viganò teatro
16 luglio | Goethe-Institut Rom
ore 21, [ÒDIO], Motus cinema/incontro
ore 22.30, Oniria Lumina, Gianfranco de Franco musica live
17 luglio | Goethe-Institut Rom
ore 19 e ore 21, Deamon, Motus performance
ore 22:30, I’m not a DJ, Silvia Calderoni musica live
LUOGHI DEL FESTIVAL
Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, largo di Villa Massimo 1-2
Cimitero Monumentale del Verano, ingresso piazzale del Verano, 1
Goethe-Institut Rom, via Savoia 15
Policlinico Umberto I, viale del Policlinico, 155
Spazio Rossellini, via della Vasca Navale, 58
BIGLIETTI
Ingresso libero fino a esaurimento posti ad eccezione degli spettacoli a pagamento all’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, al Cimitero Monumentale del Verano, al Goethe-Institut Rom e allo Spazio Rossellini (Biglietti 20€, 15€ e 5€)* e della Cena al Buio (20€ biglietto unico)
È possibile acquistare attraverso i canali on-line e la biglietteria in loco.
*tutte le info sul sito www.semprepiufuori.it
INFO promozione@semprepiufuori.it | vendita online: vivaticket

