TORINO JAZZ FESTIVAL 2026, OLTRE 19.000 SPETTATORI. IL BILANCIO FINALE

 

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101 appuntamenti complessivi, 81 concerti, 72 luoghi coinvolti e 297 musicisti, per un totale di 19.176 spettatori, pari a oltre il 90% delle capienze disponibili.

Si chiude così, con un grande successo di pubblico, la XIV edizione del Torino Jazz Festival, diretta da Stefano Zenni, che conferma la propria crescita come uno degli appuntamenti centrali del calendario culturale cittadino e nazionale. Un’edizione che rafforza ulteriormente il profilo artistico del festival, la sua diffusione urbana e la capacità di coinvolgere pubblici diversi, consolidando un modello culturale sempre più riconoscibile. Annunciate anche le date della prossima edizione: dal 23 al 30 aprile 2027.

 

Il Torino Jazz Festival è un progetto della Città di Torino realizzato da Fondazione per la Cultura Torino, con Main Partner Intesa Sanpaolo e Iren, con il sostegno del Ministero della Cultura e di Fondazione CRT, con il supporto di Hyundai - Nuova Auto Alpina, in collaborazione con Turismo Torino e Provincia e GTT – Gruppo Torinese TrasportiMedia Partner Rai Cultura, Rai Radio 3 e Musica Jazz, Charity Partner Fondazione Ricerca Molinette.

 

La risposta del pubblico a questa edizione del Torino Jazz Festival ci rende particolarmente soddisfatti e conferma la forza di un progetto culturale capace di coinvolgere luoghi, comunità, generazioni e pubblici diversi – dichiara l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia –. La partecipazione registrata agli appuntamenti in programma, dai grandi concerti ai club, fino ai progetti realizzati con Torino Futura, alle attività rivolte alle scuole e ai nuovi pubblici, racconta un festival aperto, accessibile, attento al territorio e anche per questo sempre più apprezzato non solo dagli amanti del jazz. Desidero ringraziare il direttore artistico Stefano Zenni, la Fondazione per la Cultura Torino e tutti coloro che, con competenza, impegno e passione, hanno contribuito a vario titolo a fare di questa edizione un grande successo”.

 

Lo slogan The Sound of Surprise descrive bene non solo le tante e diverse musiche ascoltate durante il festival”, riflette Stefano Zenni, “ma anche la partecipazione di un pubblico straordinariamente diversificato, le sue reazioni, l’entusiasmo di poter scoprire la bellezza nei tanti spazi che la città offre a chi la visita. La sorpresa è anche nelle parole dei musicisti che, dietro le quinte, si sentono accolti e valorizzati dalla passione di chi il festival lo organizza. A Torino tocchiamo con mano che il jazz è più vivo che mai.

 

Le presenze complessive superano le 19.000, con un leggero aumento rispetto alla scorsa edizione, confermando il forte interesse del pubblico per un appuntamento ormai stabile nel calendario musicale torinese.

 

Rispetto all’edizione 2025 emergono segnali concreti di ulteriore consolidamento: 14 appuntamenti in più, di cui 10 concerti aggiuntivi e 14 nuove sedi. Il festival conferma così una crescita costante nella capacità organizzativa e nella diffusione, ampliando la partecipazione del pubblico nei luoghi simbolici e inconsueti della città, tra teatri, club e spazi culturali. Anche il numero delle produzioni artistiche rafforza questo andamento: 8 produzioni complessive, di cui 5 originali, e 8 esclusive, a testimonianza di un festival sempre più orientato non solo alla programmazione, ma anche alla creazione culturale.

 

Sono questi i numeri della XIV edizione appena conclusa, che registrano un’affluenza agli spettacoli principali di oltre 10.000 spettatori e più di 4.000 presenze ai concerti nei club coinvolti.

 

Accanto alla programmazione concertistica, Jazz Talk, Jazz Cinema e Jazz Special confermano il ruolo del festival come spazio di approfondimento e confronto culturale, offrendo occasioni di riflessione, racconto e lettura intorno alla storia del jazz, alle sue eredità e alle connessioni con altri linguaggi artistici, coinvolgendo più di 3.000 persone. Anche in questa edizione, questi percorsi hanno ampliato il dialogo con il cinema, il pensiero musicale e il racconto culturale, rivolgendosi a pubblici differenti.

 

Grande successo anche per i Jazz Blitz, con 29 appuntamenti diffusi che hanno attraversato l’intera città nei luoghi di assistenza, accoglienza e incontro, coinvolgendo anziani, bambini e persone con disabilità, per una partecipazione di oltre 1.000 persone. Il format si conferma tra i più rappresentativi del festival: una presenza musicale capillare capace di portare il jazz nei luoghi della quotidianità, della cura e della socialità urbana. Ormai parte integrante dell’identità del festival, i Jazz Blitz rappresentano uno degli elementi più riconoscibili della relazione tra il TJF e il territorio.

 

Particolarmente significativo il dato relativo alla partecipazione delle nuove generazioni: la biglietteria registra quasi 300 ingressi under 14, a cui si aggiunge una presenza crescente di pubblico giovane nei diversi appuntamenti, favorita dalle attività dedicate, dai percorsi di avvicinamento ai linguaggi musicali contemporanei e da una politica di accessibilità culturale sempre più definita.

 

In questa direzione si inseriscono i Jazz Special, che rafforzano il rapporto del TJF con la formazione e la partecipazione attiva delle nuove generazioni. Nell’ambito delle attività dedicate ai giovani e all’inclusione sociale, il festival ha coinvolto Torino Futura a partire dalla nascita della Giovane Orchestra di Liberi Suoni – composta da 50 ragazze e ragazzi tra i 16 e i 25 anni, provenienti da scuole pubbliche e private di Torino e della Città Metropolitana, sotto la guida di Pasquale Innarella – fino al progetto sviluppato dallo Young Board, che affida a giovani curatori e musicisti un ruolo concreto nella costruzione del programma. In questo quadro si inserisce anche la collaborazione con Sermig, che ha ospitato all’Auditorium dell’Arsenale della Pace lo special Giacomo Serino & Saverio Zura Quintet, ulteriore espressione di un percorso condiviso e di crescita artistica. Una dimensione che conferma il TJF come spazio non solo di spettacolo, ma anche di crescita culturale e produzione artistica.

 

Anche sul piano digital il Torino Jazz Festival consolida la propria crescita: il lavoro sviluppato negli ultimi anni sui canali social ha contribuito ad ampliare in modo significativo la community online, che registra oggi 14.000 follower su Instagram e 35.000 su Facebook, con un incremento del 6% rispetto all’edizione precedente e livelli di interazione che confermano una partecipazione sempre più attiva.

 

«Il lavoro svolto in questi anni – sottolinea Alessandro Isaia, Segretario generale della Fondazione per la Cultura Torino – ha rafforzato non solo la dimensione artistica del festival, ma anche la sua capacità di essere presente nei luoghi della città e di modificare nel tempo format e proposte al fine di intercettare pubblici diversi, a partire dai più giovani. I dati numerici, peraltro ottimi, non riescono a rendere l’idea dell’atmosfera e della partecipazione del pubblico che ormai è diventato parte attiva della manifestazione».

 

Tantissimi gli spazi cittadini coinvolti: Auditorium Giovanni Agnelli, Casa Teatro Ragazzi e Giovani, Scuola Holden, Hiroshima Mon Amour, Museo Nazionale dell’Automobile, Teatro Alfieri, Teatro Colosseo, Teatro Juvarra, Teatro Monterosa, Teatro Vittoria e Museo di Anatomia Umana Luigi Rolando, insieme a una programmazione capillare diffusa in luoghi simbolici e inconsueti, tra teatri, club e spazi culturali.

 

Questa ampia diffusione rappresenta uno degli elementi più caratteristici del festival: una presenza capillare che attiva quartieri e luoghi culturali in un percorso alla scoperta di spazi culturali e luoghi meno noti della vita cittadina, rafforzando il ruolo del Torino Jazz Festival anche come strumento di welfare culturale urbano, capace di favorire accessibilità, partecipazione e incontro tra pubblici differenti. In questo quadro si conferma anche l’alto profilo sociale del festival, sostenuto dai Jazz Blitz e dagli Special realizzati nelle strutture di comunità, nei luoghi della cura e negli spazi dedicati a bambini, anziani e persone con disabilità: un lavoro che consolida il festival come esperienza diffusa capace di generare accessibilità, inclusione e partecipazione concreta.

 

Di particolare rilievo in questa edizione anche le coproduzioni nate nell’ambito delle iniziative promosse dalla Città di Torino a sostegno dei festival del territorio, con Seeyousound, Jazz Is Dead! e Flowers Festival, insieme alle partnership con istituzioni culturali e progettualità cittadine, che contribuiscono ad ampliare il dialogo tra linguaggi artistici, istituzioni e reti territoriali.

 

Torino Jazz Festival 2026 ha confermato inoltre per questa XIV edizione una solida rete di collaborazioni con istituzioni, partner culturali e soggetti del territorio. In collaborazione con Intesa Sanpaolo si sono svolti il 25 aprile A Love Supreme di John Coltrane, incontro a cura di Stefano Zenni alle Gallerie d'Italia – Torino, e il 26 aprile il concerto del Trio Colibrì presso Area X, lo spazio esperienziale dedicato alla diffusione della cultura assicurativa. Con Iren è stato realizzato il 27 aprile (Spo)Ritual Unity con Simone Garino e Frankie Partipilo al The Heat Garden, mentre in collaborazione con Hyundai – Nuova Auto Alpina il 30 aprile la concessionaria ha ospitato il concerto del trio di Sergio Di Gennaro. Sul piano della diffusione e valorizzazione nazionale della manifestazione, rilevante la presenza di media partner come Rai Cultura, Rai Radio 3 e Musica Jazz. Hanno inoltre collaborato Turismo Torino e Provincia, GTT e Fondazione Ricerca Molinette nel ruolo di charity partner dell’edizione 2026.

 

In questa prospettiva di consolidamento e diffusione territoriale si inserisce anche il Torino Jazz Festival Piemonte, che torna nel 2026 con la sua ottava edizione, confermandosi come progetto di riferimento per la diffusione del jazz su scala regionale. Anche quest’anno il festival coinvolgerà le otto province del Piemonte, portando 21 concerti e progetti artistici nei teatri e negli spazi culturali del territorio dall’8 maggio al 20 novembre. Realizzato da Fondazione Piemonte dal Vivo, con il supporto di Fondazione per la Cultura Torino e in collaborazione con Consorzio Piemonte Jazz, rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del jazz contemporaneo, rafforzando il rapporto tra programmazione culturale, reti territoriali e sviluppo dello spettacolo dal vivo.

 

Il Torino Jazz Festival dà appuntamento al prossimo anno con la sua XV edizione, dal 23 al 30 aprile.

 

www.torinojazzfestival.it

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