Salman Khalid, in libreria "Gaza - Diario di un medico" testimonianza di un medico canadese di pronto soccorso

 


Dal 27 maggio nelle librerie sarà disponibile Gaza – Diario di un medico. Il libro, uscito in anteprima in formato EBook, raccoglie la testimonianza cruda, umana ma necessaria di Salman Khalid, medico canadese di pronto soccorso che ha prestato servizio volontario presso l’ospedale al-Aqsa durante l’offensiva israeliana. Il suo diario è scritto in tempo reale e documenta la quotidianità di una guerra che divora tutto: dolore, paura, speranza e quella scintilla di umanità che resiste. Con uno stile essenziale e senza compromessi, Khalid racconta i giorni e le notti in corsia, i pazienti che lottano per sopravvivere, i colleghi che non smettono di curare, e la realtà di una popolazione sospesa tra la devastazione e la dignità. Una discesa all’inferno in cui ad essere entrati nelle fornaci sono gli innocenti. A noi l’infinito senso di colpa della nostra vita tranquilla e una sola terribile richiesta, quella di urlare al mondo questo orrore. Impossibile restare uguali a prima dopo aver letto queste pagine. 

Abbiamo scelto di iniziare a diffondere questo lavoro in ebook - ha spiegato l’editore Matteo Fortuna - perché vogliamo che questa storia arrivi dove i giovani già sono nella convinzione che certi contenuti siano necessari e che renderli accessibili sia parte della nostra responsabilità editoriale e umana".
 Salman Khalid è un medico di pronto soccorso con oltre 15 anni di esperienza in Canada. Durante una missione umanitaria all’ospedale al-Aqsa di Gaza, ha vissuto e raccontato in prima persona la brutalità della guerra: da quell’esperienza è nato questo diario, il suo primo libro. Salman ha devoluto tutti i proventi del libro a Humanity Auxilium, organizzazione canadese-americana partner dell’OMS, impegnata a fornire aiuti medici e umanitari alla popolazione di Gaza.

Crêuza de Mä Edizioni nasce all’interno di CDMLab, una fucina di progetti culturali che intrecciano editoria, audiovisivo e comunicazione. Il nome è un omaggio alla celebre canzone di Fabrizio De André e richiama non solo le radici genovesi dei fondatori ma anche un preciso orizzonte culturale: raccontare storie che sappiano dare spazio a percorsi di trasformazione, coraggio e responsabilità personale. L’obiettivo dichiarato è valorizzare narrazioni capaci di mettere al centro quelle che vengono definite “azioni buone”, spesso poco visibili in un contesto mediatico dominato da notizie divisive. Il progetto nasce da un’idea di Matteo Fortuna, affiancato da Edoardo Fantini, responsabile delle produzioni audiovisive e dei contenuti multimediali, e da Stefano Massari, che cura la comunicazione.
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