Roland Dufau, scultore di luce. La Fotografia in Cibachrome in mostra a Venezia

 

Cibachrome_Collection Roland Dufau_35 - Cassegrain - Dune

Nell’ambito del suo impegno a sostegno della fotografia, la Fondation Bru presenta dal 23 maggio 2026 la mostra “Roland Dufau, scultore di luce”. Nel corso di una carriera durata 37 anni, Roland Dufau ha valorizzato le fotografie di centinaia di appassionati e professionisti, realizzando, a partire dalle loro diapositive, stampe eccezionali, grazie al procedimento svizzero noto come Cibachrome, sviluppato dall’azienda Ilford.

Dufau ha costituito una collezione unica composta da oltre mille immagini, notevole non solo per la fama dei fotografi, ma soprattutto per l’eccezionale qualità delle stampe in Cibachrome, la cui durata – se conservate al riparo dalla luce diretta e dall’umidità – è stimata fino a trecento anni.Questa la frase del fotografo americano Robert J. Steinberg che lo ha accompagnato per tutto il suo percorso professionale: “Per me, l’oggetto artistico più sensuale è una stampa fotografica realizzata alla perfezione”.

 

Durante la Biennale d’arte di Venezia 2026, la Fondation Bru rinnova il proprio impegno per la valorizzazione del patrimonio culturale presentando al Palazzetto Bru Zane una selezione di stampe fotografiche curata dal fotografo Reza provenienti dalla collezione di Dufau. La mostra invita il pubblico a scoprire il talento di un artigiano esigente al servizio della fotografia.

 

La Fondation Bru ha incontrato Roland Dufau nel 2014 grazie alla Fondation Gilles Caron. Dopo il fallimento della Ilford nel 2013, Dufau aveva messo da parte una scorta di carta Cibachrome; grazie al sostegno della Fondation Bru, ha potuto utilizzarla per realizzare sessanta stampe a colori a partire dalle diapositive di Gilles Caron. Una selezione di queste opere è stata esposta a Venezia in occasione della Biennale d’arte del 2015 e, nel febbraio 2016, alla Galerie de la Muse di Plainpalais, a Ginevra.

 

Il fotografo di fama internazionale Reza ha fatto realizzare a sua volta le proprie stampe in Cibachrome da Roland Dufau, l’ultima delle quali è l’iconico ritratto del comandante Massoud. A testimonianza della grande complicità tra i due, il fotografo ha dedicato a Dufau un episodio della serie Square Artiste; è stato proprio questo profondo legame a spingere la Fondation Bru ad affidargli la curatela della mostra, con il difficile compito di selezionare, tra oltre mille stampe, le opere da esporre a Venezia.

 

A proposito di Roland Dufau

Dopo aver conseguito il diploma professionale in fotografia, Roland Dufau inizia la sua carriera con un obiettivo insolito ma preciso: fare in modo che le stampe di hamburger surgelati sembrassero davvero appetitose e fedeli alla realtà. Quando la Ilford lancia sul mercato i kit Cibachrome, Dufau ne acquista subito uno. Il risultato conquista il cliente: il rosso del Cibachrome si rivela semplicemente incomparabile. Inizia così una lunga avventura professionale, partita in modo pionieristico con una macchina fotografica usata e fili tesi per asciugare le foto. La svolta arriva quando la Documentation française gli affida una diapositiva del ritratto ufficiale del presidente François Mitterrand, scattato da Gisèle Freund, per realizzarne una stampa 20 x 25 cm. Solo al momento della consegna Dufau scopre di essere in competizione con altri cinque laboratori per la produzione di 300 copie identiche. Esaminate le varie versioni alla sua scrivania, il Presidente sceglie proprio la stampa in Cibachrome di Dufau. Per l'artigiano e sua moglie Christiane iniziano così tre settimane di lavoro incessante per consegnare la prestigiosa commessa nei tempi stabiliti.

 

Il suo laboratorio, situato nel Quartiere Latino, divenne progressivamente sempre più professionale grazie al materiale da lui utilizzato. Vi transitarono centinaia di fotografi dilettanti e professionisti che cercavano la qualità e la resa cromatica del Cibachrome. La diapositiva, fedele trasposizione dello scatto, divenne per Roland Dufau un vero banco di prova: doveva renderne i colori con assoluta precisione, sfruttando le straordinarie capacità del Cibachrome, applicando tecniche di fotoincisione e realizzando maschere per controllare i contrasti. Ogni diapositiva offriva possibilità tecniche diverse, ma sempre nel buio totale e con ore e ore dedicate alla rimozione della polvere. I tempi di esposizione variavano da cinque secondi per le zone chiare, a quindici minuti per quelle scure. Le stampe di Dufau sono state presentate in numerose mostre. Il fotografo ha anche tenuto corsi ad Arles e presso lo stabilimento Ilford vicino a Friburgo.

Il fallimento della Ilford nel 2013 e la conseguente fine della produzione della carta Cibachrome hanno spinto Roland Dufau a interrompere definitivamente la propria attività nel 2017.

 

La collezione privata di stampe Cibachrome di Christiane & Roland Dufau: un tesoro visivo del nostro tempo                                                                      

di Reza

La collezione di stampe Cibachrome di Roland rappresenta un autentico tesoro visivo, costruito pazientemente, con passione e rigore, nel corso di 37 anni di carriera. Al termine di un percorso attraverso un migliaio di stampe e il lavoro di decine di fotografi – tutti maestri nella loro arte – un solo principio ha guidato la mia selezione “alla cieca”: la qualità assoluta della stampa, prima di qualsiasi considerazione sulla notorietà o sulla reputazione. Solo in seguito, osservando le stampe che avevo selezionato e scoprendone gli autori, è emersa la profonda coerenza di questa scelta. Ogni artista presente nella raccolta incarna una diversa declinazione di quell’arte così profonda e di ampio respiro che è la fotografia: dal ritratto al paesaggio, dal reportage all’astrazione, dal gesto fugace alla luce resa eterna.

Ed è proprio qui che risiede la magia di Roland Dufau: grazie al suo sguardo esigente, alla sua intuizione e alla sua maestria, ha reso queste immagini vive per sempre. Le sue stampe non sono semplici riproduzioni, ma opere d’arte a pieno titolo: intense, inalterabili, insostituibili.

 

 

Biografia di Reza

Filantropo, idealista, umanista, Reza abbandona l’architettura nel 1979 per assumere un impegno: “La fotografia al servizio dell’umanità”. Da allora percorre il mondo fotografando conflitti, rivoluzioni e tragedie, ma anche gioie e dolori dell’umanità.

Pubblicato dai principali quotidiani e riviste internazionali (“National Geographic”, “Time Magazine”, “Stern”, “Newsweek”, “El País”, “Paris Match”, “Géo”), condivide da 45 anni la sua visione umanista attraverso mostre in Francia e all’estero e installazioni nello spazio pubblico, sia in grandi metropoli sia nei villaggi più remoti. Tiene conferenze nelle principali università e presso organizzazioni internazionali. È autore di numerosi libri e partecipa alla realizzazione di documentari.

Parallelamente al suo lavoro di fotografo, dal 1983 si impegna come volontario per formare nel linguaggio dell’immagine giovani e donne che vivono in società in conflitto e nelle periferie delle megalopoli di tutti i continenti; i partecipanti ai suoi corsi diventano così narratori visivi del proprio destino. Le sue attività sono sostenute dalle associazioni Aina World e Reza Visual Academy / Les Ateliers Reza.

Premiato numerose volte nel corso della sua carriera, Reza è Senior Fellow della Fondation Ashoka. Ha ricevuto il World Press Photo, l’Infinity Award dell’International Center of Photography, il Lucy Award, la medaglia d’onore dell’Università del Missouri e il titolo di Doctor honoris causa dell’American University of Paris. La Francia gli ha conferito il titolo di Cavaliere dell’Ordre national du Mérite.

 

La Fondation Bru, mecenate culturale

Fin dalla sua creazione, la Fondation Bru ha posto la cultura tra le sue priorità e opera quotidianamente per sostenere il talento, condividere emozioni, diffondere la conoscenza e preservare il patrimonio. Tale impegno si rinnova costantemente soprattutto nei due ambiti artistici cari alla sua fondatrice, la dottoressa Nicole Bru: la musica e la fotografia.

In occasione della Biennale d’arte di Venezia, la Fondation Bru invita un fotografo – o, come in questo caso, un maestro della stampa Cibachrome – a presentare le proprie opere nel proprio palazzetto dal fascino discreto, un luogo interamente dedicato alla musica.

È con “Couleurs” di Gilles Caron che la Fondation Bru ha inaugurato nel 2015 il suo ciclo di esposizioni, nell’ambito del sostegno alla Fondation Gilles Caron; Sono seguite nel 2017 “Listen, Imaging American Music” di Rhona Bitner, una mappatura visiva della storia della musica rock negli Stati Uniti; nel 2019 “Venise, Reynaldo Hahn – Marcel Proust – Mariano Fortuny”, una scelta di fotografie veneziane della fine dell’Ottocento, alcune delle quali scattate da Proust e da Reynaldo Hahn; e nel 2024 “La photographie et ses doubles”, fotografie di Monique Jacot in collaborazione con Photo Elysée di Losanna.

 

La sede: il Palazzetto Bru Zane

Tipico palazzetto veneziano del XVII secolo, il Casino Zane era originariamente un luogo di intrattenimento dedicato alla musica. Dal 2009 ospita il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, la cui vocazione è promuovere la riscoperta e la diffusione di opere poco conosciute e compositori dimenticati del patrimonio musicale francese del lungo Ottocento.

 

Palazzetto Bru Zane – San Polo 2368 – 30125 Venezia, Italia

 

Dal lunedì al sabato, 14.30-18.30 – Ingresso libero

Chiusa sabato 15 agosto 2026

 

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