Per festeggiare i 70 anni del regista Giuseppe Tornatore - nato a Bagheria in provincia di Palermo il 27 maggio 1956 – da mercoledì 27 maggio Rai Teche propone su RaiPlay lo speciale “Diario di Guttuso” (www.raiplay.it/programmi/diariodiguttuso).
Si tratta di un programma che Giuseppe Tornatore ha curato come autore e regista: un lungo e toccante documentario-intervista realizzato nel 1982 in collaborazione con la sede siciliana della Rai ed interamente dedicato al celebre pittore siciliano Renato Guttuso.
Le riprese di Giuseppe Tornatore sono state realizzate in gran parte all’interno di Villa Palagonia, luogo molto caro a Guttuso per i suoi ricordi d'infanzia. L’intervista di Tornatore a Guttuso ripercorre tutte le tappe salienti della biografia umana e della straordinaria carriera artistica che rese Guttuso uno dei pittori più conosciuti ed apprezzati nel panorama italiano del ‘900.
Nel documentario, realizzato con mezzi televisivi, quando Tornatore era un regista poco più che ventenne, si ravvisa già il tocco del grande regista cinematografico che riesce a restituire l’umanità e la complessità di un artista epocale e che sarebbe stato coronato da tanti successi e riconoscimenti negli anni seguenti, tra cui il gran premio della giuria al Festival di Cannes e l'Oscar al miglior film straniero per il film “Nuovo Cinema Paradiso” nel 1990.
In “Diario di Guttuso” il pittore si racconta apertamente mostrando una lucidità propria solo dei grandi intellettuali, Renato Guttuso è stato un artista che ha attraversato da protagonista il ‘900, destando anche scandalo per l’arditezza delle sue opere, imponendosi nel dibattito culturale nazionale ed internazionale.
Di recente lo stesso Tornatore ha avuto modo di rivedere e commentare il documentario realizzato per la Rai dichiarando: “Non lo rivedevo da almeno 40 anni, mi ha fatto un certo effetto. Ci ho trovato tutti i difetti dovuti all’irruenza della passione giovanile. Quello che mi ha colpito è rivedere quel mondo lì: il grande privilegio di vivere un clima che noi non conosciamo e che forse non conosceremo mai. Guttuso parlava del suo rapporto con Picasso come se fosse un suo parente, un rapporto fertile, non superficiale, c’era uno scambio di idee e creatività. Per non parlare di Buttitta, Sciascia, Vittorini, Carlo Levi. Un’epoca in cui la tessitura di figure straordinarie è stata tale da determinare una grande attività creativa. Non so se mi ritengo un uomo del Novecento o del nuovo millennio. Sono a cavallo delle due epoche. Ho fatto in tempo a sentire il profumo di quell’epoca e di questa”.
La realizzazione del documentario non fu semplice: come raccontato dallo stesso Tornatore fu infatti girato in soli due giorni di riprese insieme al pittore più un terzo giorno dedicato ai dettagli delle fotografie e dei quadri che Guttuso mise a disposizione del regista per arricchire con un supporto visivo carico di riferimenti artistici le parole e gli aneddoti condivisi durante l’intervista.


