Giovanni Brusca, uno dei più feroci uomini di Cosa Nostra è oggi un uomo libero per fine pena. A trent'anni dal suo arresto e nel giorno e nell’ora dell’attentato di Capaci, in cui morì Giovanni Falcone con la moglie e gli agenti della scorta, e del quale Brusca fu esecutore materiale, sabato 23 maggio (Giornata della Legalità) alle 18.00, Rai 3 propone il documentario “Lo scannacristiani. La cattura di Giovanni Brusca”.
Il doc, prodotto da Indigo Stories in collaborazione con Rai Documentari, ripercorre la storia di Giovanni Brusca ricostruendo le fasi di preparazione, la cattura del boss, fino alla sua determinante collaborazione con la giustizia. Brusca è stato il primo importante pentito della cosiddetta mafia vincente, quella dei corleonesi, e questo ha cambiato la storia alla lotta alla criminalità organizzata.La narrazione abbraccia vent'anni. Dalla metà degli anni Settanta, momento della sua affiliazione a Cosa Nostra, fino a metà anni Novanta quando viene catturato, Brusca ha commesso e ordinato personalmente circa 150 omicidi. Il documentario si concentra sui tre delitti più efferati che più hanno segnato la storia del nostro Paese: la strage di Via Pipitone (delitto Chinnici), la strage di Capaci e l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo sciolto nell'acido.
Il racconto si snoda attraverso le testimonianze dei magistrati e dei poliziotti che lo hanno inseguito e poi hanno gestito la sua collaborazione con lo Stato, attraverso le parole di Giovanni Brusca, le testimonianze degli investigatori, delle persone a più stretto contatto con lui, l'attività della Catturandi di Palermo.
Il documentario si muove quindi tra il racconto in prima persona di Brusca e quello di chi l’ha combattuto, ma uno spazio significativo è dedicato ai famigliari delle vittime. A loro va dato il rispetto e il ricordo più importante. Sempre.
Regia: Alessandro Galluzzi. Autore: Antonio Plescia.


