NOVE, ROBERTO BURIONI a CHE TEMPO CHE FA SU HANTAVIRUS ED EBOLA



NOVE_ROBERTO BURIONI a CHE TEMPO CHE FA: “Per quando riguarda l’Hantavirus, le cose stanno andando esattamente come noi speriamo ma dobbiamo avere un po’ di pazienza” “L’Ebola è un virus pericolosissimo. Tra l'altro il ceppo che è uscito fuori in Congo è un ceppo per il quale non abbiamo né vaccino né terapia”

Per quando riguarda l’Hantavirus, quello che dobbiamo guardare sono i casi delle persone che non erano sulla nave. Se non ci sono casi nelle persone che non erano sulla nave, le cose stanno andando bene” – Così Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa su NOVE – “Non ci sono stati casi in persone che non erano sulla nave e quindi le cose stanno andando esattamente come noi speriamo. Dobbiamo avere un po' di pazienza perché questa malattia ha un'incubazione di 42 giorni. Quindi ci vogliono queste settimane dal momento in cui le persone sono scese dalla barca e può esserci stato lì l'ultimo contagio. Però c'è da dire una cosa: è vero che il massimo dell'incubazione può essere appunto 42 giorni, però la media è 15-16 giorni. In realtà ogni giorno che passa senza un caso esterno possiamo tirare un respiro
 
Se siamo in grado di fronteggiare un’eventuale epidemia: “Da un punto di vista scientifico senz'altro sì, perché abbiamo degli strumenti estremamente potenti e il COVID ci ha reso molto più bravi, molto più forti. Bisogna vedere poi, chi tira la volata in queste cose sono sempre gli Stati Uniti: abbiamo uno, il Ministro della Salute degli Stati Uniti, che usa la cocaina e quindi non è una persona molto affidabile
 
Su come funziona il contagio da Hantavirus: “Purtroppo non lo sappiamo, perché i dati che abbiamo sono molto pochi. E quando ci sono questi virus che non sono bene adattati all'uomo, come è successo col COVID, ci può essere una persona che non trasmette la malattia, ma ci può essere una persona che la trasmette molto. Quindi dobbiamo essere molto, molto cauti, perché non si può sbagliare”.
 
Su quanto successo in Olanda a proposito dell’Hantavirus: “Hanno sbagliato a maneggiare i campioni clinici di un paziente e quindi sono stati messi alcuni sanitari in quarantena. Chiaramente si riazzera l'orologio perché sono questi gli ultimi che ipoteticamente possono essere stati contaminati o contagiati. Però attenzione: quando c'è un rischio di questo tipo, magari qui ci andrà bene, però bisogna sempre stare attenti perché coi pazienti bisogna essere molto molto molto rigorosi”.
 
Sul virus Ebola che qualche giorno fa è tornato fuori in Congo: “È un virus pericolosissimo. Tra l'altro il ceppo che è uscito fuori in Congo è un ceppo per il quale non abbiamo né vaccino né terapia. Però il virus dell'Ebola è un virus che si trasmette, sperando che non muti, solo dalle persone che stanno male. Addirittura, la massima contagiosità si ha quando uno è morto. Per cui quando il virus è arrivato qui in Europa, l'unica persona che si è contagiata è stata un'infermiera, mi pare in Spagna, e negli Stati Uniti due infermieri. Diciamo che l'Ebola, a meno che non muti, si può pensare di essere in grado di controllarla. Ma attenzione, perché i virus mutano”,
 
Sull’importanza di aiutare le persone nei paesi con meno mezzi per le cure: “Noi teniamo lontane le persone che tentano di venire nel nostro paese con ogni sorta di mezzo, ma i virus no. I virus viaggiano senza passaporto, gli agenti patogeni viaggiano senza passaporto; quindi, fare del bene a queste persone in realtà torna utile anche a noi stessi”.
Fattitaliani

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