Dal 7 al 10 maggio torna la rassegna CONDIVISA - Teatri in movimento lungo l'acquedotto organizzata da Teatro Biblioteca Quarticciolo e Fortezza Est!

 

Diego Frisina  in “Ho rapito Paolo Mieli

Dal al 10 maggio, il Teatro Biblioteca Quarticciolo torna ad accogliere CondiVisa. Teatri in movimento lungo l’acquedotto, un progetto che è prima di tutto incontro e attraversamento: tra artisti, linguaggi e territori.

Nata dal dialogo tra due fucine artistiche del V municipio, il Teatro Biblioteca Quarticciolo e Fortezza Est di Tor Pignattara, la rassegna si configura come spazio vivo di scambio e sperimentazione, pensato per dare voce alle nuove firme del teatro contemporaneo. Due luoghi strutturalmente molto diversi tra loro, ma uniti da una stessa tensione: immaginare l’arte come gesto concreto di trasformazione, capace di generare comunità e restituire energia culturale a un territorio di cui entrambi sono parte attiva e necessaria.

Quattro gli appuntamenti proposti in questa edizione. Si apre giovedì 7 alle ore 20:30 con Ho rapito Paolo Mieli, scritto e interpretato da Diego Frisina, che firma anche la regia insieme a Mario Pizzuti. Una satira oraziana costruita su un crescendo di assurdità, in cui le vicende del protagonista diventano strumento per smascherare alcune contraddizioni della società occidentale contemporanea. Un one-man show che dialoga con la stand up comedy senza rinunciare allo storytelling e alla pluralità di linguaggi propri del teatro.

 

Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito, Lorenzo Garufo  in “Le nozze di Figaro“- Foto ©Emilio Amici

 

Venerdì 8 alle 20:30, I Tre Barba portano in scena una versione “pop” di Le nozze di Figaro, trasformando l’opera di Mozart e Da Ponte in un paradossale “dramma della gelosia” dalle tinte “crime” e “underground”: un’intricatissima corsa contro il tempo, serrata e imprevedibile, in cui la passione si fa eccesso fino a diventare pericolo. L’adattamento interviene su uno degli intrecci più complessi del repertorio di Da Ponte, semplificando il fitto susseguirsi di inganni, stratagemmi ed espedienti narrativi per restituire una struttura più leggibile, articolata in tre capitoli e un epilogo. Ne nasce un dispositivo narrativo costruito su meccanismi comici rapidi e spiazzanti, che si montano e smontano con ritmo frenetico. Il tutto si muove in un ambiente dalle tinte fosche e quasi thriller, generando un contrasto esilarante con la materia originale. Con la consueta irriverenza, I Tre Barba tornano così a confrontarsi con la lirica e la poesia operistica, giocando sul filo della scorrettezza e “stritolando” l’eleganza mozartiana, per chiudere la loro personale trilogia dapontiana con una last dance tanto audace quanto imperdibile.

 

Alessandra De Luca  in “Bandiera bianca“- Foto ©Piero Tauro

 

Sabato alle ore 20:30 va in scena Bandiera bianca, scritto e interpretato da Alessandra De Luca, con la regia di Andjelka Vulic in collaborazione con Giulia Maria Falzea. Una riflessione tragicomica che interroga il mondo del lavoro a partire da esperienze biografiche dell’autrice e non solo. Sullo sfondo, Roma: città contraddittoria e affascinante, capace di accogliere e respingere nello stesso istante, sogno e disincanto per chi arriva dal Sud con l’urgenza di “diventare grande” e si confronta invece, molto presto, con la propria fragilità. Lo spettacolo attraversa esperienze minime quotidiane, trasformandole in materia scenica: dagli spaghetti scotti serviti a turisti ignari alle rendicontazioni impossibili di  progetti culturali, dai set di film spazzatura fino ai contesti artistici animati da grandi ambizioni e altrettante contraddizioni. Bandiera bianca è un gioco di andate e ritorni nella ricerca spasmodica del proprio posto nel mondo, ricerca che – pur partendo da un’esperienza individuale della protagonista – si allarga per diventare racconto collettivo di un’intera generazione. Il tutto è restituito con uno sguardo giocoso e duro al tempo stesso: una scrittura antiretorica, a tratti provocatoria e politicamente scorretta, senza mai cedere al pietismo.  

 

Eleonora Bracci, Giulia Celletti, Marta Della Lucia, Camilla Ferrara  in “Venire meno

 

A chiudere Condivisadomenica 10 alle ore 17, il Collettivo Oltre Marea - Eleonora Bracci, Giulia Celletti, Marta Della Lucia, Camilla Ferrara - arriva con Venire Meno con la sua scrittura ribelle e ironica per affrontare il tema della finzione dell’orgasmo femminile. Lo spettacolo, con la supervisione artistica di Sarah Sammartino e Andrea Cosentino, si sviluppa tra confidenze, rotture della quarta parete e testimonianze reali, dando voce a un fenomeno spesso relegato alla sfera privata. In scena, quattro ragazze e un divano. Camilla, alle prese con le difficoltà nei rapporti sessuali, chiede alle amiche di insegnarle l’arte del fingere. Tra posizioni assurde e studi basati su bravissime performer del sesso, le ragazze preparano Camilla all’incontro con il suo Luca, in un gioco teatrale che si intreccia con le voci delle donne intervistate. Venire meno diventa così un’espressione metaforica che racchiude molteplici significati: sacrificarsi, perdere la coscienza, fare un passo indietro, mancare, finire, deludere. L’atto di fingere l’orgasmo è un’arma a doppio taglio: da una parte, l’inganno di fingere rappresenta una forma di potere; dall’altra, chi finge nega a se stessa il proprio piacere. Le radici risiedono nella cultura a cui le donne sono spesso educate: accondiscendere l’altro e sottomettersi al suo sguardo, in una dinamica di disparità tra i sessi. Un sistema di cui siamo ancora tutte e tutti vittime. Al termine della replica, medierà l’incontro con la compagnia Andrea Pocosgnich, nell’ambito del progetto Staffetta critica

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Sabato 23 maggio | ore 20:30

Domenica 24 maggio | ore 17 

BENEDETTO SICCA / GIUSEPPE AFFINITO

LAGUNA CAFÈ

in occasione della Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransfobia in collaborazione con il Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”

di Giuseppe Affinito
regia Benedetto Sicca
con Giuseppe Affinito Gianluca Merolli
scene Luigi Ferrigno Sara Palmieri 

luci Cesare Accetta
costumi Dario Biancullo

drammaturgia musicale e disegno del suono Chiara Mallozzi

coreografie Luna Cenere

produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival in collaborazione con Casa del Contemporaneo

 

Giuseppe Affinito e Gianluca Merolli in “Laguna Cafè” Foto ©ivannocera

 

Con Laguna Cafè, in scena sabato  23 e domenica 24 maggio la stagione Congiunzioni del Teatro Biblioteca Quarticciolo si avvia al gran finale prima della pausa estiva. In occasione della Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia e in collaborazione con Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”, lo spettacolo di Giuseppe Affinito, diretto da Benedetto Sicca, anche in scena con Gianluca Merolli, vede protagonisti due uomini che, a distanza di anni, si confrontano con ricordi e rimpianti in un viaggio emotivo che attraversa l’amore, le relazioni e le loro fratture, e che li condurrà fino a un destino che appare ineluttabile. Giosuè e Andrea incarnano due tensioni opposte e complementari: il desiderio che non si compie e la vita che si irrigidisce fino a diventare ostacolo. Il loro confronto mette a nudo la fragilità dei sentimenti e la difficoltà di distinguere tra bisogno e desiderio. Laguna Cafè nasce da una domanda: come dare forma scenica al desiderio di un’anima? La risposta prende corpo in un’immagine essenziale, quella di un sipario chiuso, in un “incastro di tempo” in cui tutto resta sospeso. Uno spazio immobile, in cui le identità attendono di liberarsi dai vincoli dell’io e del mondo, ma dove il desiderio sembra dissolversi, lasciando il posto a qualcosa di più urgente e fragile: il bisogno.

Domenica 24, al termine della replica, l’incontro con la compagnia sarà mediato da Viviana Raciti, nell’ambito del progetto Staffetta critica.

 

Durata 60 minuti circa

Fattitaliani

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