RizzutoGallery è lieta di presentare Lunaria, mostra personale di Francesca Polizzi (Palermo, 1988).
L’esposizione - accompagnata da un testo di Daniele Franzella - segna una tappa fondamentale nella ricerca dell’artista, proponendo un corpo di opere inedite che indagano il concetto di rovina naturale e il processo di sottrazione come principio generativo della forma.La mostra sarà inaugurata sabato 9 maggio 2026 alle ore 18:00 nella sede di Palermo in via Maletto 5, e resterà aperta al pubblico fino al 20 giugno - dal martedì al sabato, dalle 15:00 alle 19:00.
Il
progetto espositivo prende
avvio da una riflessione sulla Lunaria annua, pianta la cui configurazione
finale appare come l’esito di un processo
di sottrazione. Quando il frutto secca, il seme cade e la materia si svuota,
resta una membrana sottile, un disco trasparente che trattiene unicamente la
traccia della propria esistenza.
Attraverso
i riferimenti alle Elegie Duinesi di Rainer Maria Rilke e alle riflessioni
estetiche di Georg Simmel, la mostra esplora la rovina non come semplice
dissoluzione ma come forma attiva. Se per Simmel la rovina rappresenta il
riassorbimento dell’opera umana da parte della natura, nella visione di Polizzi
è la natura stessa a produrre la propria rovina, consegnandosi a una dimensione
di pura, lirica apparizione nel momento in cui la vita biologica sembra
ritrarsi.
La
ricerca di Francesca Polizzi si distingue per un approccio archeologico ai
materiali naturali - lana grezza, cera, colofonia, rovi -
trasformati attraverso rigorose fasi di manipolazione.
Serie
di feltri di lana grezza stampati con immagini di architetture e grotte
naturali, sono successivamente trattati con la tecnica della pittura a
encausto. Questo processo opera una occultamento stratificato dell’immagine,
riducendone il valore documentale per restituirla come visione opacizzata, una
traccia mnemonica parzialmente riemersa.
Nella
serie inedita di ceramiche, lana grezza viene impastata direttamente
nell’argilla cruda. Durante la cottura, la componente organica brucia e
scompare, lasciando nel corpo ceramico cavità e impronte che evocano frammenti
di civiltà svanite, porzioni di mura, esedre e archi spezzati dove il dialogo
tra materia e assenza si fa tangibile.
Le
opere in mostra si pongono dunque come reliquie di una dimensione sensoriale
profonda, esiti di una trasformazione in cui il frammento e l’involucro
diventano atti di presenza e permanenza.
Francesca
Polizzi (1988) vive e lavora tra Palermo e Düsseldorf. Formatasi all’Accademia
di Belle Arti di Palermo, la sua ricerca ha ricevuto riconoscimenti
internazionali, tra cui la residenza presso la Cité Internationale des Arts di
Parigi (2025) e l’acquisizione di sue opere nella collezione permanente dello
Stadtmuseum di Düsseldorf (2024). Tra le recenti tappe espositive si segnalano
il progetto Beringia per Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 e la
mostra Pinakothek'a presso Palazzo Sant’Elia a Palermo. Dal 2022 è
rappresentata dalla RizzutoGallery.


