Osteoporosi. Il percorso di prevenzione che combatte il nemico silenzioso delle ossa

 


Il 16 aprile e il 16 maggio 2026 dalle 9:00 alle 13:00 la casa di Cura San Rossore dedica due giornate alla prevenzione e alla diagnosi dell’osteoporosi, patologia silenziosa ma inarrestabile che mina la salute delle ossa aumentando significativamente il rischio di fratture nell’età matura e nell’età avanzata, sia nella donna sia nell’uomo.

La medicina oggi è sempre più basata sulla prevenzione e, grazie ad una prospettiva di vita sempre più lunga, è fondamentale conoscere e combattere quelle condizioni che incidono negativamente sulla qualità della vita e sull’autonomia.

 

Come afferma il Dr. Maurizio Mazzantini, reumatologo con esperienza specifica nella diagnosi e nel trattamento dell’osteoporosi: “La prevenzione è la chiave del successo nel preservare il nostro scheletro e quindi la nostra autonomia funzionale prevenendo le fratture. A tutti noi è dato un patrimonio scheletrico, variabile da individuo a individuo ed in parte geneticamente determinato, che si perfeziona attorno ai 20 anni. Nelle donne la menopausa causa una perdita piuttosto rapida di osso, che si protrae per 5-7 anni in media: la prevenzione principale sta quindi nella identificazione di chi ha per sua natura un patrimonio modesto e nella attuazione di una strategia farmacologica volta a impedire che l’osso si impoverisca ulteriormente. Per fare questo, tutte le donne al momento della menopausa devono eseguire una densitometria ossea. Attualmente, solo con la densitometria si può sapere se il nostro patrimonio scheletrico è sufficiente. Quindi: fare prevenzione è misurare la quantità del nostro osso con la densitometria ossea a raggi x”.


E’ ancora più incisivo il Dott. Mazzantini, coordinatore del programma dedicato all’osteoporosi, quando indica come: La prevenzione vera però inizia molto prima e dura tutta la vita: per dare al nostro assetto genetico la piena possibilità di realizzarsi, è necessario fornire al nostro organismo sempre le giuste quantità di calcio con gli alimenti e sufficiente vitamina D tramite esposizione al sole o supplementazione farmacologica: la vitamina D assicura un ottimale assorbimento intestinale di calcio e, senza calcio, si forma osso di cattiva qualità. Calcio e vitamina D sono fondamentali ad ogni età: mentre il calcio è facilmente reperibile in alimenti di largo consumo (latte e derivati) e in alcune acque minerali, gli alimenti che contengono vitamina D sono pochi, grassi, e di non frequente consumo; da qui deriva la necessità di esporsi al sole da aprile a ottobre (in Italia siamo fortunati, sfruttiamo questa opportunità!) e di assumere la vitamina D in inverno, specialmente se si appartiene a categorie a rischio. Per quanto riguarda l’attività fisica e le sue conseguenze positive sullo scheletro, è ovvio che un’attività fisica contro gravità e contro resistenza (almeno delle lunghe camminate, specialmente se comportano fatica) favorisce il mantenimento del nostro patrimonio osseo, oltre ad assicurarci una migliore salute cardiovascolare ed un migliore assetto muscolare, quest’ultimo strategico per evitare le cadute e limitarne il danno. Ricordiamoci che il nostro ecosistema interno è estremamente complesso e che i sistemi che lo compongono si influenzano a vicenda, così come nell’ecosistema in cui viviamo: se vogliamo curare lo scheletro, dobbiamo curare muscoli, equilibrio e nutrizione”.


Nel percorso di prevenzione per l’osteoporosi, che alla Casa di Cura di San Rossore può essere effettuato in una sola mattinata, si devono effettuare la Densitometria ossea (MOC), eseguita dalla Dott.ssa Grazia Nebbiai, specialista in endocrinologia, che si occupa della prevenzione e del monitoraggio delle patologie metaboliche e ossee: esame a bassissima dose di raggi X, considerato il gold standard per la valutazione della densità minerale ossea; gli esami del sangue mirati, utili per analizzare il metabolismo scheletrico e, soprattutto, la valutazione clinica specialistica, percorso mirato a conoscere la salute dell’osso, con particolare attenzione all’individuazione precoce del rischio di frattura e all’impostazione di strategie efficaci di prevenzione e cura.

 

Una serie di fattori di rischio incidono nello sviluppo dell’osteoporosi, tra questi, come suggerisce il Dott. Mazzantini, occorre prestare particolare attenzione alla familiarità: se uno dei genitori ha avuto una frattura del femore o delle vertebre da fragilità, questo è un grande fattore di rischio; all’età: più si è avanti con gli anni e più cala il nostro patrimonio scheletrico; alla menopausa precoce, specie se chirurgica o indotta da farmaci, che implica un’anticipazione temporale della perdita rapida di osso; al fumo di sigaretta, il basso peso corporeo, l’assunzione prolungata di cortisonici; uno stile di vita sedentario; e infine, ad alcune malattie, quali le artriti croniche, o malattie neurologiche con ridotta mobilità e molte altre ancora. Purtroppo, come dichiara il Dott. Mazzantini: “Troppo spesso questi fattori di rischio sono sottovalutati, e il sistema sanitario globalmente inteso non è ancora in grado di “intercettare” i soggetti a rischio con la necessaria efficacia e la corretta tempistica”.


Informazioni e prenotazioni, fino ad esaurimento posti, sul percorso dedicato alla prevenzione dell’osteoporosi del 16 aprile e 16 maggio possono essere richieste alla Casa di Cura San Rossore al numero 050 586217.

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