Tra i cortometraggi in concorso I'm Not a Robot, di Victoria Warmerdam, già vincitore del Premio Oscar 2025, ma anche gli italiani La clessidra umana di Elia Bei, I colori dell’anima di Ruggiero Torre, In Gaza Pietas di Diego Monfredini, Dagon di Paolo Gaudio e Devotee di Roberta Palmieri e Francesco Rubattu. Storie che raccontano di una lunga notte in un ospedale psichiatrico, nel 1962; di persone che ogni giorno convivono con le sfide della salute mentale; della guerra che ruba l’infanzia a una generazione intera. Spazio anche a un corto ispirato a un racconto di H.P. Lovecraft e al ricordo di una ex-campionessa di valzer lento sopravvissuta al terremoto dell’Irpinia del 1980. Nei film brevi proposti dal festival si rincorrono ricordi, dialoghi, relazioni, gesti quotidiani, fede e difficoltà, paure e delusioni, ma anche nuovi equilibri e incontri inaspettati.
Non meno vari sono gli argomenti affrontati nei sei lungometraggi in concorso, ambientati in Italia e all’estero. Il tema dei migranti è al centro di Nyumba diretto da Francesco Del Grosso che, sulla spiaggia di Cutro sviluppa un intreccio tra il racconto corale del viaggio della speranza e quello individuale, scava nelle vite precedenti di 5 protagonisti, che in Calabria sono sbarcati ed hanno deciso di restare. Quindi, Fratelli di culla di Alessandro Piva, centrato sullo scontro fra due diritti fondamentali e inconciliabili: il diritto dei figli adottivi di conoscere le proprie origini biologiche e il diritto delle madri di vedersi riconoscere l’anonimato e Anime violate di Matteo Balsamo che racconta la sadica crudeltà delle truffe sentimentali. La drammatica realtà africana e le occasioni di riscatto attraverso il calcio sono invece l’argomento di The Madmen coach di Carlo Liberatore. Quindi, Claudia fa brutti sogni diretto a quattro mani da Eleonora Sardo e Marco Zenoni, la storia di due sorelle e del loro bisogno di un nuovo percorso insieme, figurato e reale, nell'esigenza di accettare le colpe di Claudia, che ha iniziato a fare uso di crack. Il regista Francesco Squillace racconta la storia di Davide e il Mostro, su un illustratore milanese di trent'anni, la cui vita è cambiata due volte: la prima, quando a otto anni gli è stata diagnosticata la Sindrome di Asperger, e la seconda, quando ha preso per la prima volta in mano una matita.
Il festival presenta anche degli eventi speciali. Giovedì 16 aprile alle 16:00 l'Evento CAREmotions, progetto della Fondazione MSD e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. Venerdì 17 aprile alle ore 14:30, il Gruppo multifamiliare Cittadino Aperto, in collaborazione coin LIPsiM-Laboratorio Italiano di Psicoanalisi Multifamiliare.
A completare il programma anche due appuntamenti speciali: la serata di mercoledì 15 aprile dedicata al film Il maestro di Andrea Di Stefano, dove, insieme al regista e allo psichiatra Santo Rullo, si discuterà degli aspetti psicologici di questa disciplina sportiva dove sul terreno di gioco il confronto fra gli avversari non riguarda solo la tecnica, e un incontro – sabato 18 aprile alle 17:45 - sulla fiction Le libere donne con la partecipazione del regista Michele Soavi, degli sceneggiatori Peter Exacoustos e Laura Nuti e della presidente della Fondazione Mario Tobino, Isabella Tobino.
Organizzato dal Dipartimento Salute Mentale della ASL Roma 1 e ROMA CAPITALE “Lo Spiraglio” Filmfestival della salute mentale arrivato ormai alla sua sedicesima edizione continua a raccontare il mondo della salute mentale nelle sue molteplici varietà, attraverso le immagini e la grande forza evocativa del cinema e dell’audiovisivo. L’obiettivo dell'evento è quello di avvicinare il pubblico alla tematica, di promuovere salute mentale e consapevolezza, di ridurre l’impatto dello stigma che è il principale motivo che allontana e ritarda l'accesso alle cure e ai servizi pubblici. Vuole essere come ogni anno una festa dedicata alla grande cultura della salute mentale italiana e non solo, e permettere a chi produce audiovisivi, dedicati o ispirati all'argomento, di mettere in evidenza risorse creative e qualità del prodotto.
Si ringrazia il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo.


