«È possibile immaginare una storia in cui le voci più seducenti della nobile tradizione popolare italiana, quelle di Rosa Balistreri, di Concetta Barra, e di altre ugualmente brave esecutrici del canto tradizionale, possano incrociarsi, intersecarsi con quelle di Boubacar Diallo, di Alpha Oumar Balde, ossia con quelle di ragazzi arrivati qui, da noi, dopo aver attraversato il deserto e il mare? Noi, questa storia, l’abbiamo immaginata. E, dunque, il tema sotteso è proprio il viaggio. Un viaggio di attraversamento di luoghi inospitali, in condizioni terribili. Quel viaggio che tanti ragazzi scelgono di compiere per arrivare in Italia».
Un viaggio difficile, impervio, doloroso, che dal Continente Nero porta allo Stivale. Dall'Africa occidentale all'Italia Meridionale. Dalla Guinea a Benevento. Un viaggio di speranza che TekCiervo ha cantato e messo in musica con originalità, tensione, pathos e disponibilità all'ibridazione in Y.D.L.A.M., il nuovo album uscito in vinile. Un viaggio nel quale Corrado e Carlo hanno operato da registi – non solo da musicisti – armonizzando voci estrapolate da grandi classici del folk italiano, le storie di ragazzi che hanno attraversato il mare, la loro tensione musicale contemporanea. Il risultato è Y.D.L.A.M.: più che un album, una vera e propria operazione culturale e in senso ampio politica.
TekCiervo è il progetto ideato dai fratelli Corrado e Carlo Ciervo, attivi da tempo in un contesto di ricerca sonora e culturale, in cui cercano di fondere elementi della tradizione popolare con linguaggi moderni e sperimentali. Uniti artisticamente da sempre, entrambi hanno maturato esperienze in diversi ambiti e collaborano con altri musicisti in produzioni e performance. Da diversi anni si occupano di musica di ricerca, attingendo spesso da voci e suoni della musica popolare italiana, rielaborandoli mescolando folk, elettronica, elementi elettroacustici e improvvisazione. Con Vittorio Zollo compongono Osso Sacro, gruppo di ricerca, rielaborazione e riposizionamento delle narrazioni orali e sonore del territorio sannita, vincitore del Premio Andrea Parodi 2023.
Il passaggio decisivo per l'evoluzione del duo è avvenuto grazie all'incontro con Alpha Oumar Baldè e Boubacar Diallo, due giovani migranti della Guinea: con loro arrivano nuove voci, nuove lingue e nuovi immaginari come il “fula” (fulfulde) e il “susu”, lingue della tradizione orale e del canto, in connubio con il francese, diventando parte integrante della scrittura musicale come linguaggio vivo, portatore di memoria, esperienza e identità. «Partono in silenzio, spesso senza confessarlo neppure alle mamme, portandosi dietro non solo speranze e desideri, ma anche paura, insicurezza, rimorso. E perciò è come se avessimo voluto trovare per loro delle mamme in grado di temperare, di mitigare, per quanto possibile, le loro angosce. Svolgono la funzione delle voci materne, supportano i ricordi dei loro viaggi, risuonano nelle loro teste e nel disco». I testi di Alpha One e Bubi nascono da storie personali, da racconti di viaggio, di perdita, di attraversamento. Sono parole che conservano il ritmo della narrazione orale africana, dove la voce è veicolo di sapere, cura e appartenenza. Questa dimensione dialoga profondamente con la tradizione popolare nostrana, in cui il canto ha storicamente avuto una funzione del tutto analoga. TekCiervo riconosce questa parentela profonda e costruisce un ponte tra due mondi che condividono la stessa urgenza espressiva.
La peculiarità dell'album, suonato interamente dai fratelli Ciervo con Carlo Corso e Giuseppe Tomaciello insieme alle voci di Alpha One e Bubi, è nell'insieme di tessiture e intrecci col materiale tradizionale, dal canto di Rosa Balistreri e Concetta Barra oppure quello raccolto e registrato sul campo da Alan Lomax e Diego Carpitella: il risultato è un viaggio visionario in otto brani tra folk, elettronica, afrobeat, art-rock e world fusion. Con il filo conduttore del canto, ricordano i fratelli Ciervo: «E così il canto finisce per assumere una funzione salvifica, utile ad affrontare momenti complessi, ma anche una valenza catartica, in grado di supportare la forza della memoria. In questo senso, il canto non segue finalità mercantili e neppure motivi puramente estetici. Il canto aiuta a vivere, il canto è funzionale alla vita. Insomma: si canta per vivere meglio. E quella medesima funzione la si ritrova anche nell’Italia prima del boom economico, quando la voce era lo strumento che serviva a combattere i mali del mondo: il lavoro sfruttato e alienato, le violenze degli amori, le disuguaglianze sociali. E così le grandi cantanti italiane e le cantatrici popolari le abbiamo immaginate come le “madri/guide” dei figli con la faccia nera che intraprendono il viaggio. Essi partono come partirono i nostri avi per fuggire la fame, per cercare lavoro, per ritrovare un luogo “altro” dove sognare un futuro migliore».
Il senso profondo dell'operazione è tutto nella sigla del titolo Y.D.L.A.M.: “Yimde Dandayde Leñol Mulugol”, ossia il canto che protegge le genti dallo svanire.
YDLAM:
1. Monteloura
2. New Tek
3. Hoydol
4. Les Travaiileurs
5. Jev Dicenn
6. Concetta Deluxe
7. Y.D.L.A.M.
8. Dormìa
TEKCIERVO:
Corrado Ciervo: violino, chitarra, basso, voce
Carlo Ciervo: synth bass, piano, sampler
Alpha Oumar Baldè: voce
Boubacar Diallo: voce
Carlo Corso: batteria
Giuseppe Tomaciello: drumpad, percussioni
TekCiervo:


