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| Amleto. Foto di Asia Ludovica Serpe |
Una nuova direzione artistica inaugura la 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese, affidata a Fabrizio Arcuri, regista innovativo e curatore di festival e stagioni teatrali all’insegna di un dialogo aperto tra i linguaggi del contemporaneo. Questo nuovo corso si pone in piena continuità con la visione delineata da Arcuri fin dal suo insediamento, lo scorso ottobre, alla guida del settore spettacolo del Comune: “il teatro come luogo di comunità, dialogo e internazionalità”. Un orientamento che proietta il festival italiano più longevo verso una dimensione sempre più internazionale, capace di intrecciare discipline, arti sceniche e prospettive globali.
La
programmazione si articola tra spettacoli di alta qualità, protagonisti di
riferimento della scena teatrale nazionale e internazionale e scelte
fortemente innovative. Molte proposte sfidano le forme tradizionali,
consolidando l’identità dell’Estate Teatrale Veronese come punto di riferimento
culturale e piattaforma internazionale di incontro e convergenza tra esperienze
artistiche di primo piano.
Questo
rinnovato percorso trova espressione anche nell’immagine guida del festival,
ideata dall’artista visivo Matteo Basilè. Concept artist di respiro
internazionale, Basilè firma un’opera che si configura come un vero manifesto
poetico. Il suo linguaggio, che intreccia fotografia, pittura e digitale,
genera visioni sospese nel tempo, capaci di evocare la tensione tra realtà e
immaginazione, memoria e contemporaneità.
Il
risultato è un palcoscenico visivo che dialoga con lo spettatore: ogni
forma, colore e movimento restituisce la complessità e la multidimensionalità
dell’esperienza teatrale. L’identità del festival emerge così rinnovata, in equilibrio
tra tradizione e innovazione, offrendo uno sguardo immersivo sul teatro
contemporaneo a partire dalla sua culla più antica: il Teatro Romano di
Verona.
Estate
Teatrale Veronese 2026 prosegue il
percorso tematico sugli stati della materia avviato nel 2025, dedicato
all’acqua, assumendo la Terra come nuovo fulcro concettuale. Il titolo (H)Earth
of Glass ne restituisce la complessità: la terra come materia viva e
fragile, paesaggio culturale e radice identitaria, ma anche figura simbolica —
Gea, madre originaria e archetipo di fertilità, cura e rigenerazione.
Il
Teatro Romano si conferma cuore pulsante del festival, sede del
nucleo drammaturgico principale e simbolo di un progetto che si espande nella
città come un organismo vitale. Da questo centro si irradiano traiettorie
artistiche, azioni performative e interventi urbani che trasformano Verona
in uno spazio condiviso e attraversabile, un paesaggio culturale in continua
trasformazione. Attorno a questo fulcro si dispongono nuovi presìdi, come
costellazioni che ampliano e ridefiniscono la geografia del festival.
“Con questa
nuova edizione di Estate Teatrale Veronese – dichiara l’Assessora alla Cultura Marta
Ugolini - inauguriamo un corso che guarda con decisione
al futuro, nel segno della direzione artistica di Fabrizio Arcuri. Al nuovo
direttore artistico abbiamo chiesto di portare alla città un progetto culturale
di valore, capace di intrecciare discipline, linguaggi e sguardi
internazionali, restituendo al nostro festival — il più longevo in Italia — una
rinnovata centralità nel panorama dello spettacolo dal vivo contemporaneo.
La
programmazione che presentiamo oggi è un invito ad attraversare
confini, a lasciarsi sorprendere da spettacoli che innovano e dialogano con le
trasformazioni del nostro tempo. È una stagione che coniuga tradizione e
visione, radicamento e apertura, confermando l'Estate Teatrale Veronese come
punto di riferimento culturale e come piattaforma internazionale di eccellenza
artistica.
Come
Amministrazione, siamo orgogliosi di accompagnare questo percorso, certi che il
festival continuerà a crescere come spazio vivo di confronto, ricerca e
bellezza, capace di parlare a pubblici curiosi, ampi e diversificati,
orgogliosi di portarlo avanti con gli storici compagni di viaggio Arteven,
Banco Bpm e Magis e con la nuova collaborazione di Pasqua Vini.
Ringraziamo tutti i partner e gli sponsor per aver accolto, e continuare ad
accogliere, il nostro invito a sostenere un progetto importante per la vita
culturale della città e per la storia che la rappresenta nel luogo da cui
Verona è sorta e che ha dato il primo impulso all’arte teatrale.”
“Assumere la direzione artistica dell’Estate Teatrale Veronese – sottolinea
Fabrizio Arcuri - rappresenta per me un incarico importante e una
responsabilità concreta. Lavorare per un festival così radicato nella storia
del Teatro Romano significa rispettarne l’identità e, allo stesso tempo,
accompagnarlo in un percorso di evoluzione. Il progetto che avviamo oggi,
insieme all’Assessora Ugolini, alla Dirigente Barbara Lavanda e allo staff,
nasce con l’obiettivo di rafforzare la qualità culturale della proposta.
Partiamo dalla tradizione — in particolare quella legata a Shakespeare — per
metterla in dialogo con esperienze contemporanee e con una dimensione sempre
più internazionale.
La 78ª edizione propone un programma articolato che unisce prosa,
danza, musica e linguaggi ibridi, includendo anche sperimentazioni digitali e
nuove modalità di relazione con il pubblico. Accanto ai grandi classici,
trovano spazio nuove produzioni, con l’intento di mantenere equilibrio tra
continuità e innovazione.
Un’attenzione specifica è dedicata ai giovani, sia come pubblico
sia come parte attiva del processo creativo, nella convinzione che il teatro
debba essere anche uno spazio di partecipazione e crescita.
Questa edizione vuole offrire un contesto aperto al confronto e
alla sperimentazione, capace di mettere in relazione artisti, pubblico e
prospettive diverse, contribuendo allo sviluppo del teatro e delle arti
performative nel presente.”
Giancarlo Marinelli, direttore di Arteven -
Circuito Multidisciplinare Regionale, osserva con entusiasmo: “Chiamami
amore e avrò nuovo battesimo”, scrive William Shakespeare in Romeo e Giulietta.
È proprio il caso di questa edizione dell’Estate Teatrale Veronese: un nuovo
battesimo. Uno sguardo internazionale, un’attenzione alle migliori compagnie
del nostro Paese e alla “meglio gioventù” del nostro territorio. Arteven è
ancora una volta felice e onorata di essere al fianco del Comune di Verona per
benedire questo rito che, d’innanzi a un pubblico straordinario, ha il sapore
di una vera e propria celebrazione.”
“Banco BPM rinnova con convinzione
il proprio supporto all’Estate Teatrale Veronese, una manifestazione
storica e profondamente legata alla città, che ogni anno riesce a coinvolgere
un pubblico sempre più ampio. La cultura è un motore di crescita e di
coesione: per questo siamo al fianco di una rassegna capace di unire
qualità artistica e attenzione al presente.” spiega Alberto Melotti, Responsabile
Direzione Territoriale Verona e Nord Est. “Scegliamo di accompagnare iniziative
come questa perché favoriscono la partecipazione di generazioni diverse di
spettatori, offrendo esperienze arricchenti e positive in un contesto sempre
più inclusivo e accessibile. È un impegno che portiamo avanti con continuità,
perché cultura significa contribuire al benessere della comunità e costruire il
futuro.”
“Anche quest'anno il Gruppo Magis ha deciso di confermare il
proprio sostegno all’Estate Teatrale Veronese - commenta Federico Testa,
Presidente Magis. Questa collaborazione conferma la volontà di investire
in una visione di futuro che parte dalla tradizione e mette al centro il
territorio, le persone e la capacità della cultura di generare connessioni.
In questa 78^ edizione ritroviamo valori che, come Gruppo, sentiamo
profondamente nostri: il dialogo tra tradizione e innovazione, l’attenzione
alle nuove generazioni e la volontà di costruire spazi condivisi di crescita
e partecipazione. Come Magis siamo orgogliosi di accompagnare un progetto
che contribuisce a rendere Verona sempre più attrattiva, dinamica e capace
di immaginare il domani attraverso l’arte in ogni sua forma.”
“Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di sostenere l’Estate
Teatrale Veronese – evidenzia Umberto Pasqua, Presidente di Pasqua
Vini – il Teatro Romano, con la sua atmosfera raccolta e stupefacente,
carica di storia che si rinnova e perpetua a ogni stagione, non è solo un luogo
amato dai veronesi ma anche molto amato da chi visita Verona. Siamo felici
di poter portare il nostro contributo per farlo conoscere sempre di più in
tutto il mondo”.
ETV26 – (H)EARTH OF GLASS: UN MANIFESTO
POETICO CHE UNISCE TEATRO, IMMAGINE E TECNOLOGIA IN UN’ESPERIENZA IMMERSIVA
L’edizione
2026 si configura come un ampio progetto dedicato ai classici della scena
occidentale, con un focus su Shakespeare, non come autore da celebrare,
ma come materia viva capace di interrogare il presente nelle sue tensioni
più profonde. Ne emerge una visione “glocal”, in cui dimensione
internazionale e radicamento territoriale convivono, facendo di Verona
un luogo attivo di creazione, pensiero e confronto.
Il cartellone
si sviluppa come un organismo articolato in sezioni tematiche che
accompagnano lo spettatore lungo un vero e proprio percorso esperienziale:
il Festival Shakespeariano, cuore pulsante della riflessione drammaturgica,
dove il classico si rinnova nel confronto con il presente; le Grand Soirée,
serate evento pensate come celebrazioni collettive dello spettacolo dal
vivo, capaci di unire linguaggi, pubblici e atmosfere in momenti di forte
impatto scenico; il Classico, spazio di custodia e reinvenzione della
tradizione, dove le forme ereditate si riattivano in chiave contemporanea;
la Danza Internazionale, luogo in cui il corpo diventa linguaggio
universale e strumento di attraversamento poetico del reale; Nuove
Orbite/Giovani agitatori di lance crescono, fucina di nuove voci e
sguardi emergenti, laboratorio di energia critica e immaginazione; le Contaminazioni
Musicali, crocevia sonoro in cui generi e sensibilità si intrecciano
dando vita a paesaggi emotivi inediti; e infine le Costellazioni, percorsi
immersivi e diffusi che trasformano la città in un atlante vivente,
mettendo in dialogo arti, spazi e comunità.
In questa visione le sezioni si intersecano e si sviluppano in modo trasversale lungo tutto il periodo estivo, configurandosi come una soglia di accesso e ogni spettacolo si offre come un atto per un festival che non si limita a rappresentare, ma attraversa; non si limita a raccontare, ma genera visioni.
Il tema della Terra ha permesso di definire un sistema
di corrispondenze capace di dare coerenza e orientamento alla programmazione
delle diverse sezioni del festival. In questa cornice, le sezioni si
configurano come elementi di una costellazione simbolica ispirata al sistema
dei pianeti, in cui ogni ambito progettuale sviluppa una propria identità in
relazione al nucleo centrale.
Il richiamo al sistema
planetario si traduce così in una vera e propria struttura concettuale che
restituisce l’immagine di un ecosistema culturale dinamico, nel quale ogni
sezione contribuisce in modo attivo all’equilibrio complessivo del festival.
1.
PLANET SHAKESPEARE | PIANETA SHAKESPEARE
FESTIVAL SHAKESPEARIANO
PRIMA NAZIONALE
25-26 giugno | Teatro Romano
LOS DOS HIDALGOS DE VERONA | I DUE GENTILUOMINI DI
VERONA
Di William Shakespeare, Regia Declan Donnellan, adattamento Declan Donnellan and Nick Ormerod (SPAGNA – REGNO UNITO)
PRIMA NAZIONALE
09-10 luglio | Teatro Romano
TITO ANDRONICO |
Dal Tito Andronico di William Shakespeare - Regia
Davide Sacco, con Francesco Montanari
PRIMA NAZIONALE – Creazione per
Etv
01 settembre | Teatro Romano
ROMEO E GIULIETTA IN THE WAR
Da William Shakespeare - Di e con Stefano Massini con l’Orchestra Multietnica di Arezzo
PRIMA NAZIONALE – Creazione per
Etv
03 settembre | Teatro Romano
REX DESTRUENS, RE LEAR
Da Re Lear di William Shakespeare - Di e con Massimo
Cacciari, regia Leonardo
Tosini
10-11 settembre | Teatro Romano
AMLETO²
Da Amleto di William Shakespeare - di e con Filippo Timi
03 luglio | Teatro Romano
OTELLO, DI PRECISE PAROLE SI VIVE
Da Otello di William Shakespeare - Regia Gabriele
Vacis, con Lella Costa
PRIMA NAZIONALE
06-16 luglio | Piazza Bra
CARTA CARBONE
Da I sonetti di William
Shakespeare - Roberto Latini
PRIMA NAZIONALE
5-6 settembre | Teatro Camploy
OFELIA
Da Amleto di William Shakespeare - Di Luca Giacomoni (FRANCIA) con Giulia Quacqueri
PRIMA NAZIONALE
16 – 19 luglio | Museo Cavalcaselle – Tomba di
Giulietta
MIDSUMMER. Sogno di un gioco di mezza estate
Da Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare (parti in
inglese)
Riscrittura originale di Andrea de Manincor, regia Solimano Pontarollo
PRIMA NAZIONALE – Creazione per
Etv
12 settembre | Teatro Camploy
BRAIN STORM Tempesta
in testa
Frank Heuel, Marta Dalla Via
2.
GALAXIES | GALASSIE
GRAND SOIRÉES | EVENTO
SPECIALE
PRIMA NAZIONALE – Creazione per
Etv
28 giugno | Teatro Romano
PADRE CICOGNA
di Eduardo De Filippo - Diretto
da Nicola Piovani, con Toni Servillo e l’Orchestra
Giovanile Luigi Cherubini
03 luglio | Teatro Romano
OTELLO, DI PRECISE PAROLE SI VIVE
Da Otello di William Shakespeare - Regia Gabriele
Vacis con Lella Costa
PRIMA NAZIONALE – Creazione per
Etv
01 settembre | Teatro Romano
ROMEO E GIULIETTA IN THE WAR
Da William Shakespeare - Di e con Stefano Massini con
l’Orchestra Multietnica di Arezzo
PRIMA NAZIONALE – Creazione per
Etv
03 settembre | Teatro Romano
REX DESTRUENS, RE LEAR
Da Re Lear di William Shakespeare - Di e con Massimo
Cacciari, regia Leonardo
Tosini
3.
POLARIS | POLARIS
CLASSICI
PRIMA
NAZIONALE – Creazione per Etv
28 giugno | Teatro Romano
PADRE CICOGNA
Di Eduardo De Filippo - Diretto
da Nicola Piovani, con Toni Servillo e l’Orchestra
Giovanile Luigi Cherubini
17-18 settembre | Teatro Romano
ALCESTI
Di Euripide - Regia Filippo Dini, musiche Paolo Fresu
PRIMA NAZIONALE
26 e 28 giugno | Parco Santa Toscana
INCENDI
da Wajdi Mouawad
- Regia Silvia Masotti e Camilla Zorzi
PRIMA NAZIONALE
29 giugno – 2 luglio | Teatro Scientifico
ECUBA. LA GUERRA SULLE MADRI
Di
Euripide - Di e con Isabella Caserta, musiche Valerio Mauro
4.
BODIES IN REVOLUTION | CORPI IN RIVOLUZIONE
DANZA CONTEMPORANEA
INTERNAZIONALE
14-15 luglio | Teatro Romano
DIPTYCH
Peeping Tom (BELGIO)
20-21 luglio | Teatro Romano
THE INFINITE APPROACH
Yoann
Bourgeois Art Company (FRANCIA)
27 luglio-08 agosto | Teatro Romano
BOTANICA
- Season 2
Momix (USA)
5.
STELLAR FREQUENCIES | FREQUENZE STELLARI
CONTAMINAZIONI
MUSICALI
27 giugno | Teatro Romano
P.A.F. TRIO | Paolo Fresu, Antonello Salis, Furio Di Castri
29 giugno | Teatro Romano
WHITE LIES (REGNO UNITO)
04 luglio | Teatro Romano
NICCOLO’ FABI in
concerto
05 luglio | Teatro Romano
35 Anos Tour | DULCE PONTES (PORTOGALLO)
06 luglio | Teatro Romano
Kairos Tour | SIMONA MOLINARI special guest Raphael Gualazzi
16 luglio | Teatro Romano
JOHNNY MARR (The Smith) (REGNO UNITO)
25 luglio | Teatro Romano
DANIELE SILVESTRI
in Concerto
29 agosto | Teatro Romano
JOAN THIELE
05 settembre | Teatro Romano
From The Rooftop - Live 2026 | COEZ
13
settembre | Teatro Romano
QUINTETO ASTOR PIAZZOLLA (ARGENTINA)
6.
CONSTELLATIONS | COSTELLAZIONI
06-16 luglio | Piazza Bra
LITTLE FUN PALACE / VERONA
Di Filippo Andreatta
PRIMA NAZIONALE
07-12 luglio | Piazza Bra
THE WALKS / VERONA
Di Rimini Protokoll (GERMANIA) con Antonio
Tagliarini
PRIMA NAZIONALE – Creazione per
Etv
06 luglio | Piazza Bra
OVERTOURISM
Idea e progetto: Babilonia Teatri
PRIMA NAZIONALE – Creazione per
Etv
13 luglio | Piazza Bra
ATTRAVERSAMENTI
Di e con Chiara Frigo e Silvia Gribaudi
PRIMA NAZIONALE – Creazione per
Etv
06-16 luglio | Piazza Bra
CARTA CARBONE
Da I sonetti di William
Shakespeare – Di Roberto Latini
7. NUOVE ORBITE
GIOVANI AGITATORI DI LANCE CRESCONO
PRIMA NAZIONALE
5 e 6 settembre | Teatro Camploy
OFELIA
Da Amleto di William
Shakespeare - Di Luca Giacomoni
con Giulia Quacqueri
7
settembre | Teatro Camploy
HIJO DE BUDDHA
Di e con Nicolò Sordo
PRIMA NAZIONALE – Creazione per
Etv
12 settembre | Teatro Camploy
BRAIN STORM Tempesta
in testa
Di Frank Heuel (GERMANIA), Marta Dalla
Via
13 settembre | Teatro Camploy
INFINITA BELLEZZA |
regia e drammaturgia Claudia Manuelli | PREMIO
SCENARIO 2025
14 settembre | Teatro Camploy
L’ISOLA DEI CICCIONI FELICI
Di e con Andrea Mattei | PREMIO SCENARIO PERIFERIE 2025
15
settembre | Teatro Camploy
DAD OR ALIVE
Di BumBumFritz,
Con Giovanni Frison, Michele Tonicello | PREMIO SCENARIO (DISPOSITIVI
STEFANO CIPICIANI) 2025
Il 78°
Festival Shakespeariano, primo sotto la direzione artistica di Fabrizio Arcuri,
si inaugura con Los dos hidalgos de Verona / I due gentiluomini di Verona,
per la regia di Declan Donnellan, considerato a livello internazionale uno dei
più importanti e autorevoli registi contemporanei dei testi di Shakespeare.
Prodotto in Spagna e presentato in prima italiana in lingua originale
con sottotitoli in italiano e inglese, lo spettacolo imprime fin dall’apertura
una chiara direzione internazionale alla rassegna (25–26 giugno). Segue Tito
Andronico, nella riscrittura di Davide Sacco, evoluzione di un primo
studio dal titolo Titus, qui presentato in prima nazionale. Con Francesco
Montanari, lo spettacolo affronta il tema della violenza sistemica,
interrogando il corpo — in particolare quello femminile — come luogo di dominio
e sopraffazione (9–10 luglio). Con Ofelia, nella rilettura
firmata da Luca Giacomoni, artista italiano attivo in Francia, il
festival accoglie una nuova creazione presentata in prima italiana. Lo
spettacolo affida a una danzatrice veronese Giulia Quaccheri, già
interprete della compagnia di Emanuel Gat, il compito di incarnare una delle
figure più iconiche e complesse dell’universo shakespeariano, restituendone una
visione intima e contemporanea (5 e 6 settembre). Brain Storm - Tempesta in testa prima
nazionale dal carattere inclusivo, diretta dal regista
tedesco Frank Heuel su adattamento di Marta Dalla Via, utilizza
Shakespeare come strumento per esplorare i disagi psichici del nostro tempo.
L’isola di Prospero diventa così uno spazio di fragilità, ascolto e possibile
cura (12 settembre, Teatro Camploy). Midsummer. Sogno di un gioco di
mezza estate, realizzato da Casa Shakespeare, rafforza il legame con
il territorio, intrecciando produzione contemporanea e identità locale in un
dialogo fertile tra comunità e creazione artistica (16–19 luglio, Museo
Cavalcaselle/Tomba di Giulietta). Chiude questo percorso Carta Carbone,
il progetto di Roberto Latini dedicato ai Sonetti: un’esperienza
intima e radicale, pensata per uno spettatore alla volta, in cui la parola
poetica si trasforma in ascolto e relazione, facendo di Piazza
Bra uno spazio performativo diffuso (6–16 luglio).
Accanto al
nucleo shakespeariano, prende avvio la sezione Grand Soirées – Evento
Speciale, articolata in quattro serate uniche dedicate a produzioni di
particolare rilievo.
Si inaugura il
28 giugno con la prima assoluta di Padre Cicogna di Eduardo De
Filippo, proposta di ispirazione classica che riunisce due protagonisti
della scena italiana: Toni Servillo e il premio Oscar Nicola Piovani,
autore delle musiche. Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con Ravenna
Festival, è una produzione concepita appositamente per il cartellone dei
due festival e coinvolge cinque cantanti e un’orchestra di 36 elementi,
integrando teatro e musica in un unico impianto scenico. Le successive tre
serate sono dedicate a riletture contemporanee di Shakespeare, presentate
ciascuna in data unica. Otello, di precise parole si vive, diretto da Gabriele
Vacis con Lella Costa, propone una riflessione sul tema della
gelosia e del linguaggio, ponendo al centro il valore della parola come
strumento di consapevolezza (3 luglio).
Con Romeo e
Giulietta in the war, scritto e interpretato da Stefano Massini e
presentato in prima nazionale, la vicenda shakespeariana viene riletta
in chiave contemporanea, mettendo in relazione il conflitto originario con le
dinamiche del presente. Il progetto è stato concepito appositamente per il
festival e si avvale della partecipazione dell’Orchestra Multietnica di
Arezzo, rafforzando il dialogo tra parola e musica (1° settembre).
Rex Destruens,
Re Lear, di e con Massimo Cacciari, è una
creazione realizzata per il festival in collaborazione con il Teatro Stabile
del Veneto. Lo spettacolo affronta il testo shakespeariano come occasione di
indagine sui temi dell’autorità, della legge e della loro crisi, sviluppando
una riflessione di carattere filosofico (3 settembre).
Accanto alle
nuove produzioni, il festival ospita inoltre alcune riprese presentate per
la prima volta a Verona, che offrono ulteriori prospettive sul repertorio
shakespeariano. Così come Otello di Lella Costa e Gabriele Vacis ci sarà
l’occasione di vedere una nuova versione, a distanza di 15 anni dal suo debutto,
dell’Amleto²,
di e con Filippo Timi e Marina Rocco. Un Amleto spiazzante, comico, furibondo, colorato, dove l’artista stravolge il testo shakesperiano,
rovescia passioni e personaggi nella stessa
gabbia da circo all’interno della quale si consuma un elogio della follia (10–11 settembre).
Il festival
accoglie un articolato nucleo di spettacoli ispirati al teatro classico, in
relazione diretta con il Teatro Romano, sede privilegiata della manifestazione.
Non semplice cornice, ma spazio attivo della visione artistica, il Teatro
Romano diventa luogo di incontro tra eredità e contemporaneità.
Oltre al già citato Padre Cicogna di Eduardo De Filippo, in questo
contesto prosegue il dialogo con la tragedia greca attraverso il consolidato
appuntamento con le produzioni della Fondazione INDA – Istituto
Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, con Alcesti di Euripide
diretta da Filippo Dini (17–18 settembre).
Il
confronto con il classico si amplia attraverso riletture
contemporanee: Incendi, riscrittura di Edipo re firmata da
Wajdi Mouawad, in scena al Parco Santa Toscana (26 e 28 giugno),
propone una riflessione sulle radici della violenza e
dell’identità. Accanto a queste produzioni, il progetto di Mine Vaganti
/ Spazio Teatro Giovani coinvolge le nuove generazioni in un percorso di
avvicinamento e reinterpretazione del teatro classico, mentre Ecuba. La
guerra sulle madri di Teatro Laboratorio Scientifico, presentato in prima
nazionale, conferma la vitalità del tessuto teatrale cittadino e la sua
capacità di confrontarsi con i grandi temi della tragedia (29 giugno – 2
luglio, Teatro Scientifico).
Il
festival si apre con decisione alla scena della danza contemporanea
internazionale, costruendo un asse centrale in cui il corpo diventa strumento
di conoscenza, misura dello spazio e dispositivo poetico. Una
danza che si colloca al confine tra linguaggi, dialogando con teatro,
cinema, circo, magia e illusione, e dando forma a esperienze visive e
percettive ibride. Tra i protagonisti, i MOMIX, compagnia iconica
della scena internazionale, presentano Botanica - Season 2, una
creazione visionaria in cui il corpo si trasforma in paesaggio, creatura e
materia in continua metamorfosi, attraverso un uso sapiente di luce, oggetti e
illusione scenica (27 luglio – 8 agosto). I belgi Peeping Tom,
tra le realtà più riconosciute a livello mondiale del teatro-danza
contemporaneo, portano in scena Diptych, un lavoro che intreccia danza,
teatro e linguaggio cinematografico, esplorando le fratture dell’identità e
della memoria attraverso una scrittura scenica densa e perturbante (14–15
luglio). Completa il programma la presenza del francese Yoann
Bourgeois, figura di riferimento del nouveau cirque europeo. In The
Infinite Approach, il suo lavoro su equilibrio, caduta e sospensione trasforma
la gravità in materia poetica, al confine tra gesto acrobatico,
installazione e visione. Una ricerca che dialoga con l’illusione e la
percezione, e che trova ulteriore risonanza nella recente inaugurazione delle
Paralimpiadi all’Arena di Verona, riaffermando il corpo come luogo di
possibilità, fragilità e bellezza (20–21 luglio).
Costellazioni
è la sezione del festival che si apre in modo più diretto al dialogo con la
città, trasformando lo spazio urbano in luogo di attraversamento
artistico e partecipazione. Fulcro del progetto è l’installazione
artistica di OHT, concepita come centro nevralgico da cui si diramano
traiettorie diffuse: un sistema di interventi, spettacoli e performance che
si espandono nel tessuto cittadino, attivando nuove relazioni tra luoghi,
pubblico e linguaggi. La sezione si configura come un dispositivo inclusivo e
partecipativo, capace di coinvolgere la comunità e di ridefinire la città come
spazio vivo di esperienza culturale condivisa. Overtourism (6 luglio) nasce da un progetto
produttivo condiviso tra il Festival di Pergine e l’Estate Teatrale Veronese,
sviluppato nell’ambito del bando SIAE, con l’obiettivo di sostenere percorsi di
formazione e professionalizzazione artistica.Attraverso un dispositivo scenico
che intreccia narrazione, performance e attraversamento urbano, il progetto
invita il pubblico a riflettere sulle dinamiche del turismo contemporaneo,
ridefinendo il rapporto tra città, abitanti e visitatori.
Il collettivo tedesco Rimini Protokoll, tra i principali riferimenti
della scena contemporanea internazionale, anima il tessuto urbano con una
performance-passeggiata The Walks / Verona (7-12 luglio da Piazza
Bra). Attraverso un percorso guidato da tracce audio – in 4 lingue - fruibili
tramite smartphone, il pubblico è invitato ad attraversare la città
trasformandosi in parte attiva dell’esperienza. Lo spazio urbano diventa
scena e il camminare si fa dispositivo narrativo, in un lavoro che mette in
relazione percezione individuale e dimensione collettiva, un progetto
partecipativo che ridefinisce il rapporto tra spettatore, teatro e città. Attraversamenti
(13 luglio da Piazza Bra) estensione di croute pour voir, a
cura di e con Chiara Frigo e Silvia Gribaudi, è una performance
partecipativa uno a uno, in cui un performer e uno spettatore condividono,
attraverso cuffie e musica, un’esperienza intima basata sul movimento. Connessi
dall’ascolto della stessa traccia sonora, i due danno vita a un incontro unico,
in cui il corpo diventa strumento di relazione e comunicazione, oltre le
parole. Ogni interazione si costruisce nel momento, trasformando lo spazio in
un luogo di prossimità e ascolto reciproco. Carta Carbone, creata
per il festival veronese, è progetto di Roberto Latini e Gianluca
Misiti dedicato ai Sonetti di Shakespeare, in forma di esperienza
performativa intima pensata per uno spettatore alla volta. Attraverso un
dispositivo sonoro in cuffia, la parola poetica si fa ascolto ravvicinato e
relazione diretta, spostando l’attenzione dalla rappresentazione
all’esperienza. La voce diventa spazio, il testo materia viva, in un
incontro che si costruisce nella prossimità e nella durata. Un lavoro
essenziale che restituisce Shakespeare nella sua dimensione più fragile e
contemporanea, trasformando l’ascolto in atto condiviso.
Al Teatro
Romano la sezione Contaminazioni musicali, che riunisce artisti
italiani e internazionali, confermando la vocazione multidisciplinare
dell’Estate Teatrale Veronese come spazio di incontro tra linguaggi, culture e
sensibilità diverse. La musica si affianca a prosa e danza come strumento
di racconto del presente e occasione di condivisione, capace di unire
generazioni e immaginari.
Il programma
attraversa generi e traiettorie differenti, intrecciando tradizione e
contemporaneità. Tra gli appuntamenti, il ritorno del P.A.F. Trio con Paolo
Fresu, Antonello Salis e Furio Di Castri, storica formazione del jazz
italiano (27 giugno); Nicolò Fabi, tra le voci più
riconosciute della canzone d’autore contemporanea (4 luglio); Simona
Molinari con il Kairos Tour, insieme a Raphael Gualazzi, in un
dialogo tra jazz, pop e songwriting (6 luglio); e Daniele
Silvestri, con il suo progetto dal vivo che coniuga ricerca sonora e
scrittura (25 luglio).
Spazio anche
alle nuove generazioni, con proposte che intercettano linguaggi
contemporanei: Coez, con From The Rooftop, progetto dal carattere intimo
e urbano (5 settembre), e Joan Thiele, tra le voci emergenti più
interessanti della scena italiana, in equilibrio tra soul, R&B ed
elettronica (29 agosto). Il cartellone si apre inoltre alla scena
internazionale con artisti di riferimento: i White Lies, band post-punk
londinese dal sound atmosferico (29 giugno); Johnny Marr, chitarrista,
compositore e co-fondatore dei The Smith, figura
centrale del rock britannico, (16 luglio); Dulce Pontes,
interprete che ha rinnovato la tradizione del fado in dialogo con il mondo
(5 luglio); e il Quintetto Astor Piazzolla, omaggio alla lezione
del tango nuevo tra tradizione e innovazione (13 settembre).
In
un tempo in cui tutto cambia rapidamente grande attenzione al
contemporaneo e allo sguardo dei giovani con la sezione in dialogo
con il festival dedicata alle nuove drammaturgie under 40. Nuova
offerta progettuale rivolta alle giovani generazioni di artiste e
artisti come spazio di ricerca, formazione e focus sui linguaggi
della scena contemporanea, viaggio tra identità, memoria e futuro,
e esplorazione che attraversa territori diversi ma
complementari dalla rielaborazione del mito e del classico, fino alle
forme più radicali di contemporaneità, passando per la ricerca
identitaria e il rapporto tra corpo, tecnologia e comunità. Niente risposte
definitive, ma aperture di spazi di confronto e di ascolto, trasformando
il teatro in un laboratorio di visioni e pratiche sceniche, capace
di dialogare con le Accademie e reti europee, in un’ottica
internazionale e interdisciplinare, e che si intreccia con il territorio
attraverso la partecipazione di studenti, neo-attori e giovani
professionisti veneti. La sezione si propone inoltre come luogo di
incontro con un nuovo pubblico, curioso e partecipe, invitato a
condividere i processi oltre che gli esiti artistici. Una palestra di
idee, relazioni e linguaggi, capace di generare comunità, opportunità e nuove
prospettive per la scena contemporanea.
Le
proposte degli autori under 40, assieme al già citato Ofelia,
saranno: Hijo de Buddha di Nicolò Sordo vincitore del Premio Tondelli in un lavoro che mescola
provincia italiana, globalizzazione e pop (7 settembre); Infinita bellezza di Claudia Manuelli con Aron Tewelde conduce
dentro un luogo simbolo della storia teatrale, dove il passato non è un museo
ma un orizzonte sempre vivo con un testo che mette in dialogo l’idea del teatro
come casa e come specchio, e ci invita a guardare la bellezza non come
nostalgia, ma come possibilità continua di reinventare la scena e il senso del
fare teatro (13 settembre); con L’isola dei
ciccioni felici di Andrea Mattei la narrazione si
sposta verso una dimensione più politica e corporea, in cui il corpo diventa
territorio di resistenza e liberazione. Lo spettacolo rovescia stereotipi e
convenzioni, trasformando l’isolamento in comunità e la differenza in forza. È
un invito a ripensare il concetto di normalità e a riconoscere la ricchezza
delle diversità (14 settembre); Dad or Alive apre il
viaggio con la forza di un racconto che indaga le radici familiari e le eredità
che ci definiscono, interrogando con ironia e profondità i legami tra
presente e futuro: la vita come percorso in cui si
intrecciano memoria e azioni, e la scena diventa spazio di
riconoscimento (15 settembre); infine, Digital Odyssey di BlueCheese
con Roberto Latini, impreziosisce il percorso come un
viaggio epico dentro il presente digitale: un’Odissea contemporanea in cui
l’uomo si confronta con schermi, reti, algoritmi e identità frammentate. La
tecnologia non è solo strumento, ma paesaggio dell’anima, e la drammaturgia
diventa la mappa per orientarsi nel nuovo mondo (16 settembre).
Prime,
riprese dal respiro internazionale, riletture, classico, danza,
musica, laboratori e performance digitali compongono così un unico
grande progetto: un festival che non conserva i classici, ma li attiva,
mettendo in relazione parola, corpo, musica e spazio nello scenario simbolico
del Teatro Romano e nella complessità del presente. Un teatro che non celebra,
ma rischia, e che fa del classico e della tradizione un luogo di visione,
pensiero e comunità. L’Estate Teatrale Veronese 2026 con (H)Earth of Glass
si afferma così come un festival capace di coniugare tradizione e ricerca,
responsabilità ambientale e innovazione artistica, radicamento territoriale e
visione internazionale, consolidando un progetto pluriennale che fa dei
classici e degli elementi della natura strumenti critici e poetici per
leggere il presente e immaginare il futuro.
Estate Teatrale Veronese è promossa dal Comune di Verona in collaborazione con il circuito multidisciplinare regionale Arteven, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Veneto e ha come sponsor Banco BPM, Magis e Pasqua Vini.
INFORMAZIONI.
Programma completo sul sito www.estateteatraleveronese.it, sulla
pagina
Facebook Estate Teatrale
Veronese-Comune di Verona, sul
profilo Instagram estateteatraleveronese e
sul canale YouTube Estate Teatrale
Veronese.
BIGLIETTI DISPONIBILI DA LUNEDì 13
APRILE alle ore 10
-
DA BOX OFFICE
VERONA - via Pallone 16 - tel. 045 80 11
154 e
-
ONLINE disponibili sui circuiti: www.boxol.it/BoxofficeLive/it, www.boxofficelive.it.
Fino
al 24 giugno promozione esclusiva EARLY BIRD per
un’estate di emozioni.


