Anna Maria Selini, "Caro Vik ti scrivo. Lettere e Reportage da Oslo a Gaza” per raccontarla a “chi resta umano” dal 7 ottobre in poi

 


ROMA – “Il 7 ottobre 2023 non è stata una data spartiacque solo per israeliani e palestinesi, ma per il mondo intero”: prova a spiegare il perché con tutta la sua sensibilità, acutezza ed esperienza Anna Maria Selini, giornalista freelance, autrice di libri e podcast su Gaza, Israele e su chi vive in quei territori complessi e difficili.

La sua nuova opera, in uscita il 10 aprile, si intitola “Caro Vik ti scrivo. Lettere e Reportage da Oslo a Gaza”, edito da Altreconomia, con le illustrazioni di “Fogliazza“, alias Gianluca Foglia, narratore teatrale, fumettista, blogger.

VITTORIO ARRIGONI E IL SUO APPELLO ALL’UMANITÀ

Il libro si presenta come una serie di lettere scritte all’amico Vittorio Arrigoni, attivista ucciso proprio a Gaza nel 2011, colui che ha coniato lo slogan “restiamo umani”. Una scelta stilistica che l’autrice spiega tra le pagine di apertura del testo: “La Gaza di Vittorio Arrigoni è la stessa che ho conosciuto io; la mia è rimasta cristallizzata al 2012, quando ci sono stata l’ultima volta, proprio per indagare sul suo omicidio”. E “rievocarlo a 15 anni dalla sua morte, per me, è come scrivere a un amico lontano, che ha attraversato i miei stessi luoghi, quelli che ora non esistono più o sono stati completamente sconvolti, come tutti i Territori palestinesi occupati”. Ma soprattutto “significa ricordare una persona che continua a essere un punto di riferimento per chi guarda a quella parte di mondo- chiarisce- perché lo ha abitato e anche subìto con le sue insidie”. In definitiva, “raccontare a Vittorio Arrigoni quello che è successo e sta succedendo, non solo a Gaza, significa infilare le mani in un disordine nuovo e dilagante, per riafferrare un filo, seppur sottile, da seguire”. Ma significa anche “dare una sbirciatina dietro le quinte delle notizie, tra retroscena ed episodi di vita non sempre destinati a entrare nella Storia, ma da me raccolti sul campo perché importanti tracce di umanità”, suggerisce l’autrice.

Così “in questo viaggio che inizia in realtà molti anni prima a Gerusalemme, passa per Oslo e finisce a Gaza, insieme forse alla nostra umanità, ci stiamo un po’ tutti”, spiega Selini. E ci sta anche chi ha seguito ai giorni nostri con apprensione e speranza la traversata del Mediterraneo e delle piazze della Global Sumud Flotilla.

LE VOCI DI ESPERTI E STORICI, I RITRATTI DEI BAMBINI PALESTINESI

Il racconto alterna reportage sul campo – tra le illusioni di Oslo, la ferita del 7 ottobre e i Territori palestinesi sempre più occupati – a interviste e riflessioni. Parlano, tra gli altri, lo storico Ilan Pappé, la Relatrice speciale Onu, Francesca Albanese, e la maggiore esperta degli Accordi di Oslo, Hilde H. Waage. L’orizzonte è l’inferno di Gaza, ma dalle pagine, illustrate da Fogliazza, emergono anche i ritratti dei bambini palestinesi, dei refusenik israeliani e dei giornalisti che sfidano a ogni costo il silenzio. In un’epoca dominata da algoritmi e velocità, l’autrice rivendica umanità e approfondimento, invitando a riscoprire il senso del motto, oggi diventato dovere civile: “Restiamo umani”.

Fonte Agenzia Dire - www.dire.it

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