AL BELLARIA FILM FESTIVAL "LA BOLLA DELLE ACQUE MATTE" DI ANNA DI FRANCISCA CON FAUSTO RUSSO ALESI E JAELE FO

 


Sarà presentato in anteprima assoluta Fuori Concorso alla 44esima edizione del Bellaria Film Festival “La bolla delle acque matte” lungometraggio dramedy diretto da Anna Di Francisca (La bruttina stagionata; Due uomini, quattro donne e una mucca depressa; Evelyne tra le nuvole) e interpretato da Fausto Russo AlesiJaele FoLucia VasiniSidy Diop, Ida SansoneIgor ŠtamulakKel GiordanoElvira Cuflic BassoJacob Olesen e Suleman Ahmed. Il film che sarà proiettato il 10 maggio alla presenza della regista e del cast, uscirà poi in sala l'11 maggio 2026, distribuito da Incipit Film in collaborazione con Kio Film.

 

Il film, che ha ottenuto il riconoscimento della qualifica di film d’essai, è stato realizzato con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia GiuliaMIC Direzione Generale Cinema e AudiovisivoFondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027– Umbria Film Fund 2022. Prodotto da Marta Zaccaron e Fabiana Balsamo per Incipit Film, una co-produzione con la Slovenia con Igor Pediček per Casablanca (Premio Oscar nel 2002 per No man's land di Danis Tanović), Tanja Prinčič Jure Teržan per Korektif, e Rtv Slovenia. Sceneggiato dalla regista con Laura Fischetto, il film si avvale della direzione della fotografia di Sara Purgatorio CCS, AMC, del montaggio di Davide Miele, delle musiche di Paolo Perna, del casting di Sonia Broccatelli e delle scenografie di Luciano Cammerieri e Helena Calvarese e dei costumi di Susanna Ferrando.

 

La bolla delle acque matte” è ambientato in un piccolo isolato borgo di montagna dell’Umbria, ferito da un terribile terremoto. Le paludi della burocrazia ne impediscono la rinascita. Se la realtà è troppo dura non resta che affidarsi al sogno: un ristorante multietnico i cui sapori inebrianti, misteriosi ed evocativi possano trasformare un grigio presente in un domani colorato come i fiori della piana di Castelluccio. Dopo aver superato conflitti, aggressioni, pregiudizi, smantellato piantagioni d’oppio e sfiorato una storia d’amore con Jaele Fo, una psicologa truffatrice, il Sindaco (Fausto Russo Alesi) trova la soluzione in una cucina umbro-senegalese-pakistana. Una piccola rivoluzione che segnerà l’inizio di una nuova era.

Il film – sottolinea la regista - vuole essere un parallelismo tra chi ha perso tutto da migrante e chi ha perso tutto da terremotato”.

Il film ha ottenuto il patrocinio dell'AOI – Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale, la principale rete italiana delle organizzazioni della società civile impegnate nella cooperazione internazionale che ha scelto il film perché “…è un racconto di comunità che non si arrendono, che scelgono di restare e di ricostruire aprendosi all’incontro tra persone provenienti da esperienze e culture diverse. Proprio in questo intreccio tra radici e nuove presenze si intravede la possibilità di una rinascita autentica, capace di generare convivenza, solidarietà e futuro”.

 

Fattitaliani

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