di Giovanni Zambito - Debuttato ieri sera al Teatro Massimo, Don Quichotte si presenta come un affresco coreografico luminoso e teatralmente efficace, capace di restituire con immediatezza il fascino di un grande classico.
Il nuovo allestimento del Teatro Massimo in coproduzione con l’Opéra National de Bordeaux, curato nei dettagli e sostenuto da una squadra artistica di primo piano, trova nella sinergia tra musica, danza e scena il suo equilibrio più convincente.Uno degli elementi più riusciti è la chiarezza con cui la narrazione prende forma attraverso il movimento. La coreografia di José Martínez costruisce un racconto scorrevole e leggibile, in cui si distinguono con particolare efficacia i momenti chiave della vicenda: l’incontro vivace e giocoso tra Kitri e Basilio, le schermaglie brillanti e teatrali che animano la piazza, gli episodi comici legati alla figura di Don Chisciotte e le atmosfere sospese e sognanti della visione. Ogni sequenza è delineata con precisione e contribuisce a guidare lo spettatore senza ambiguità, mantenendo sempre alta l’attenzione grazie a una scrittura coreografica dinamica e ricca di sfumature.
La partitura di Aloisius Ludwig Minkus, valorizzata dalla direzione attenta di Mojca Lavrenčič alla guida dell’Orchestra del Teatro Massimo, sostiene con slancio l’intera costruzione scenica: i ritmi incalzanti e le sonorità brillanti accompagnano e amplificano l’energia delle danze, contribuendo a rendere ogni quadro ben definito e coinvolgente.
Sul piano visivo, l’allestimento si distingue per coerenza e impatto. Le scene di Antonella Conte, i costumi di Mario Celentano e le luci di Bruno Ciulli costruiscono uno spazio scenico vivido e riconoscibile, in cui colori e dettagli concorrono a restituire un’atmosfera festosa e solare, mentre il Corpo di ballo del Teatro Massimo, diretto da Jean-Sébastien Colau, offre una prova compatta e stilisticamente coerente.
Più che un semplice racconto danzato, questo Don Quichotte si impone come una macchina teatrale ben oliata, in cui ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza fluida e comunicativa. Il risultato è uno spettacolo che conquista per ritmo, chiarezza e vitalità, capace di restituire al pubblico il piacere immediato della narrazione attraverso la danza.







