Roma, all'Antigallery la mostra 'Tattoo photo art show'

Fattitaliani

 


Roma. Si chiama 'Tattoo art show' la mostra che verrà inaugurata domani, giovedì 12 marzo, all'Antigallery, nel cuore del rione Monti.

L'esposizione, che segna il 26esimo appuntamento della rassegna 'FotograficaMonti', curata dal 2019 da Barbara Martusciello, indaga la produzione legata alla cultura visiva e alla pratica del tatuaggio attraverso i lavori e la storia dello Yama Tattoo studio di Roma, storica attività nel Rione Monti, aperta dall'artista e tatuatore Welt nel 2008.


 La collettiva, curata da Martusciello con lo stesso Yama Tattoo studio, espone opere originali del fondatore Welt e dei suoi collaboratori Silvia Akuma, Valerio Scissor e Kimbo e una serie fotografica di Serena D'Attilo. "Questa è una mostra diversa da tutte le altre, è infatti la prima che non presenta soltanto opere fotografiche, ma anche disegni preparatori e bozzetti", spiega la curatrice all'agenzia Dire. Da sempre attenta alla scena artistica underground, negli anni Novanta Martusciello ha portato esponenti di spicco della street artist dentro le gallerie d'arte. "Erano mondi separati che spesso non si riconoscevano, una dicotomia che comprendeva anche il linguaggio fotografico e quello delle arti visive. Oggi per fortuna non è più così- dice- c'è un melting pot a cui il pubblico, soprattutto quello più giovane, è ormai abituato".


 È così che nasce la rassegna dell'Antigallery. "In questo spazio non grande, ma con grandi potenzialità, ogni mese portiamo artisti e artiste, spesso emergenti, che con le loro immagini sono in grado di arrivare a un pubblico sempre più eterogeneo, che cresce e riconosce in questo luogo un riferimento per tendenze artistiche anche diverse tra loro", spiega ancora. In questo contesto arriva anche la collaborazione con Yama Tattoo studio e la mostra che aprirà domani alle 18.30 e sarà visitabile fino al 6 aprile. "Con Tattoo art show vogliamo mescolare ancora di più i linguaggi, e dunque i visitatori".


 A partire dall'allestimento della mostra, che mira a ricordare come il tatuaggio sia una pratica estetica, culturale e simbolica che attraversi epoche e società, configurandosi come un dispositivo comunicativo e identitario complesso: da considerarsi anche nell'ottica di una kermesse artistica contemporanea. La curatrice cita studiosi dell'argomento, dall'antropologo Alfred Gell, ad Arnold Rubin, da Don Ed Hardy a David Le Breton, per il quale "il corpo tatuato diventa un testo, un luogo di iscrizione del senso". In questa prospettiva, "l'atto di tatuarsi non è soltanto un intervento ornamentale, ma un processo di costruzione o palesamento dell'identità. Nonostante le sue derive meno profonde, più superficiali e modaiole, resta, nella sua essenza primaria, una forma creativa resistenziale e alternativa. E dal lungo passato", aggiunge Martusciello.


 Ecco allora che attraverso le opere la mostra racconta proprio come l'atto di modificare la pelle assume una dimensione performativa, in cui estetica, memoria e soggettività si intrecciano. "Come è ben rappresentato dalle fotografie di Serena D'Attilo che immortala corpi tatuati e dalle opere di Welt, Silvia Akuma, Kimbo e Valerio Scissor- conclude Martusciello- che firmano anche quegli stessi tatuaggi che di quei lavori sono la traduzione".


 L'inaugurazione è in programma domani dalle 18.30 in piazza degli Zingari 3, la mostra resterà aperta fino al 6 aprile tutti i giorni dalle 17 alle 2.


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