Monza, da oggi in mostra “Sandokan. La Tigre ruggisce ancora”

Fattitaliani

 


Dal 7 marzo al 28 giugno 2026, gli spazi monumentali dell'Orangerie della Reggia di Monza ospitano SANDOKAN. LA TIGRE RUGGISCE ANCORA: un viaggio di immersione totale nel Sud-est asiatico ottocentesco – reale e leggendario – attraverso Borneo, Malesia, India e Indonesia, così come li ha immaginati Emilio Salgari, lo scrittore che ha fatto sognare generazioni di lettori.

 

Ideata e prodotta da Vertigo Syndrome e curata da Francesco Aquilanti e Loretta Paderni, l'esposizione è concepita come una grande epopea visiva e sonora, capace di far dialogare la fantasia letteraria con materiali storici autentici, in un continuo gioco di rimandi tra invenzione narrativa e realtà.

 

La mostra ha il patrocinio del Comune di Monza ed è stata realizzata grazie alla collaborazione attiva del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e di istituzioni e privati che hanno entusiasticamente aderito al progetto, mettendo a disposizione i loro preziosi oggetti, documenti, cimeli e soprattutto le loro competenze culturali. Tra questi il Museo delle Civiltà di Roma, la Fondazione Tancredi di Barolo, gli eredi Matania/Della Valle, la Cong Sa-Hugo Pratt properties, l’Archivio Sarti, il Museo Stibbert di Firenze, la RAI, la Cineteca Nazionale e l’Istituto Luce.

 

PERCHÉ QUESTA MOSTRA È UN EVENTO IMPERDIBILE

 

Il momento è perfetto

C’è una nuova generazione che ha incontrato Sandokan per la prima volta grazie alla recente serie televisiva, riscoprendo oggi un eroe che appartiene a una tradizione molto più lunga. E ci sono gli adulti che con la Tigre della Malesia sono cresciuti: bambini negli anni Settanta, incollati allo schermo davanti allo sceneggiato con Kabir Bedi, oggi genitori pronti a riconoscere in quelle storie l’origine dei propri sogni di avventura. Ma la passione per questo personaggio ha trascorso almeno cinque generazioni a partire da quel martedì 16 ottobre 1883 quando il romanzo di Emilio Salgari “La Tigre della Malesia” con il suo protagonista Sandokan venne pubblicato in 150 puntate sul giornale “La Nuova Arena” di Verona. Un successo straordinario di pubblico, un fenomeno letterario che dura intatto da quasi 150 anni.

 

Questa mostra è il ponte tra queste generazioni: un luogo in cui memorie e prime scoperte si incontrano.

 

Ma Sandokan non è soltanto nostalgia. È un eroe romantico e profondamente politico, una figura di resistenza e di ribellione, protagonista di un ciclo di avventure che, alla fine dell’Ottocento, contribuì in modo decisivo a formare l’immaginario collettivo italiano, in un Paese giovane e affamato di mondi lontani.

 

Sandokan incarna un bisogno universale e senza tempo: l’evasione, il mistero, l’attrazione per terre remote in cui misurare il coraggio, la lealtà, l’amore e il desiderio di autodeterminazione. Valori che attraversano le epoche e che oggi, in un presente inquieto e disorientato, tornano a parlare con una forza sorprendente.

 

Un tesoro nascosto, svelato per la prima volta

Per la prima volta in assoluto vengono esposti reperti che il pubblico non ha mai potuto ammirare: la collezione etnografica originale dei Dayak, donata direttamente al Re d’Italia Umberto I da Sir Charles Brooke, discendente diretto del leggendario ma realmente esistito Rajah Bianco James Brooke, l’antagonista letterario di Sandokan. 


Sono gli oggetti reali, concreti, che accesero l’immaginazione di Emilio Salgari. Rimasti nascosti per oltre un secolo, tornano oggi alla luce in questa mostra.

 

Un'esperienza che va oltre la mostra tradizionale

Non una semplice esposizione, ma un viaggio multisensoriale. I visitatori attraverseranno la giungla del Borneo, ascolteranno i misteriosi ramsinga e i tamburi di guerra, sentiranno i versi delle tigri e il fragore delle battaglie navali.

 

Ambienti ricreati con cura, minuzia e originalità, materiali storici, immagini, testi, suoni e voci costruiscono un racconto stratificato, capace di coinvolgere il visitatore su più livelli. Un percorso narrativo che farà battere il cuore a grandi e piccini.

 

 

IL PERCORSO ESPOSITIVO

 

I luoghi dell'avventura

Esiste davvero la leggendaria Mompracem?

Antiche carte geografiche sveleranno il mistero dell'isola dei pirati. La giungla prenderà vita con effetti sonori e scenografici degni di una produzione cinematografica. Fotografie d'epoca, tavole botaniche rare e illustrazioni originali trasporteranno il visitatore in quel «caos di vegetali» dove «di notte è un frastuono orribile di urla, di ruggiti, di sibili che gela il sangue».

 

Gli oggetti del mito

I costumi originali della serie TV degli anni Settanta disegnati dal due volte premio oscar Nino Novarese e fortunosamente ritrovati in una delle più antiche sartorie teatrali italiane, gli oggetti e le armi di scena provenienti dalla più importante attrezzeria cine-teatrale, si affiancano alle autentiche lance del popolo dei Dayak, con i kriss malesi, gli scudi tribali e i trofei originali di queste popolazioni,  conosciute come “i tagliatori di teste”: la mostra riunisce infatti insieme ai materiali di scena e alla rara documentazione audiovisiva, antichi e originali manufatti etnografici mai esposti fino ad oggi.

 

Oggetti e abiti autentici provengono da prestigiose collezioni e musei italiani che hanno contribuito come partner alla realizzazione questa mostra. Ogni pezzo racconta una storia. Ogni arma evoca una battaglia. Ogni ornamento sussurra i segreti dell'Oriente misterioso, così come è rigorosamente descritto dalla penna di Emilio Salgari.

 

I personaggi immortali

Una sezione centrale del percorso è dedicata ai personaggi che popolano l'epopea salgariana. Accanto alla Tigre della Malesia, la mostra restituisce spazio e profondità agli altri protagonisti del ciclo indo-malese primi fra tutti l’ironico e leale Yanez de Gomera e la risoluta e affascinante Marianna Guillonk, la Perla di Labuan e questo senza dimenticare le tante figure che compongono le schiere di Sandokan, da Tremal-Naik a Kammamuri, fino naturalmente agli efferati Tigrotti: la multiforme e variegata ciurma di pirati che incarna l'idea di una fratellanza senza confini etnici.


 

Illustrazioni originali, materiali editoriali, immagini cinematografiche e fumettistiche mostrano come questi personaggi abbiano attraversato epoche e linguaggi, fissandosi nell'immaginario collettivo come figure archetipiche dell'avventura, del coraggio e della lealtà.

 

Il nemico: colonialismo e ambiguità del potere

Una sezione specifica affronta il tema del colonialismo e della figura dei “Rajah bianchi”, primo fra tutti James Brooke figura storica realmente esistita, antagonista letterario di Sandokan, nonché del suo diretto successore Charles Brooke al quale si deve la raccolta della collezione etnografica esposta in questa mostra. La mostra restituisce il contesto politico e culturale dell'epoca, mettendo in luce il conflitto tra dominio e resistenza che attraversa tutta la saga e ne costituisce una delle tensioni più profonde.

 

Emilio Salgari

La penna spezzata

Nelle ultime aree del percorso emerge il ritratto di Emilio Salgari: scrittore popolarissimo e insieme tragicamente sfruttato, autore instancabile, costretto a una produzione incessante da un sistema editoriale che ne consumò il talento senza riconoscerne pienamente il valore.

La celebre penna spezzata lasciata sul suo tavolo di lavoro è l’emblema, il gesto simbolico estremo prima che Salgari ponga fine alla propria vita nel 1911. È l’immagine di una parabola dolorosa: quella di un autore capace di creare mondi sconfinati e personaggi liberi e ribelli, ma imprigionato nella realtà da debiti, contratti vessatori e isolamento culturale e da continui drammi familiari.

Eppure, già in vita, Salgari era riconosciuto come una figura centrale della cultura popolare italiana. Nel 1897 fu insignito del titolo di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia per aver saputo «istruire dilettando» intere generazioni di giovani lettori. Un riconoscimento che convive, in modo emblematico, con la durezza delle sue condizioni di lavoro. Un contrasto che rende la sua figura oggi più che mai attuale.

 

Sandokan oltre la pagina: cinema, fumetti, illustrazione

La mostra si apre infine alle molteplici reincarnazioni visive di Sandokan: dal cinema degli anni Quaranta alla televisione, dai grandi sceneggiati RAI alle trasmissioni di approfondimento e parodie televisive, passando per il fumetto, i bozzetti di costumi e l'illustrazione per i quali saranno visibili tavole preparatorie originali di illustratori memorabili come Alberto della Valle e disegnatori di fumetto conosciuti da tutto il mondo come Hugo Pratt. Un secolo di immagini e testimonianze che confermano la vitalità di un mito capace di attraversare linguaggi, epoche e generazioni mantenendo intatti quei valori di avventura, coraggio e lealtà.

 


 

UN PROGETTO CULTURALE DI RESPIRO NAZIONALE

 

Valore educativo

La Regina Margherita di Savoia nel 1897 nominò Salgari Cavaliere, riconoscendogli il merito di avere «istruito dilettando». Questa mostra continua in direzione di quella missione: insegnare la storia, la geografia, l'antropologia attraverso l'avventura e l'emozione.

           

Rilevanza contemporanea: l'autodeterminazione di un popolo

In un'epoca di supereroi Marvel e saghe fantasy, Sandokan rimane il primo vero eroe anti-coloniale della letteratura popolare: un principe malese che lotta al fianco delle popolazioni locali contro l'impero britannico. Un messaggio di libertà e giustizia più attuale che mai.

 

Appeal multigenerazionale

Dai bambini affascinati dall'avventura agli adulti nostalgici, dagli studiosi di letteratura agli appassionati di cultura orientale: una mostra che unisce tre generazioni sotto il segno della vera avventura.

 

Riportare Salgari al centro del dibattito culturale significa valorizzare un patrimonio italiano troppo a lungo sottovalutato: uno scrittore tradotto in tutto il mondo, che ha ispirato il cinema da Sergio Leone a George Lucas.

 

«La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem…»

Così iniziava l'avventura di Sandokan. Oggi, quella tempesta sta per tornare.

 

NON SOLO TIGRI e PIRATI

 

Come consuetudine di Vertigo Syndrome, la mostra sarà arricchita da un ricchissimo calendario di eventi collaterali, incontri, laboratori e attività didattiche che approfondiscono gli argomenti collegati alla mostra, trasformandola di fatto in una sorta di festival tematico.

 

UNA GRANDE AVVENTURA ANCHE PER I BAMBINI E LE SCUOLE

 

Vertigo Syndrome ha un occhio di riguardo per le famiglie che visiteranno la mostra, di modo che nessuno debba annoiarsi.

 

 

I visitatori più piccoli saranno coinvolti in giochi e avventure all’interno del percorso espositivo al termine dei quali riceveranno in omaggio un premio “piratesco” e avranno a loro disposizione un piccolo spazio dove disegnare, colorare e partecipare a giochi a loro dedicati.

 

Per tutte le scuole di ogni ordine e grado sono previste delle visite guidate alla mostra e dei laboratori didattici.

 

IL BRAND VERTIGO SYNDROME

 

Il successo delle nostre precedenti mostre ha confermato quello che pensavamo: se sei abbastanza bravo da raccontarla come qualcosa di emozionante e interessante, una mostra può attirare persone che solitamente non visitano mostre perché le associano alla noia.” A parlare sono Chiara Spinnato e Filippo Giunti, creatori del brand Vertigo Syndrome.

 

Vertigo Syndrome è nata per sfidare il modello dominante nel settore delle mostre d'arte: approcci produttivi e creativi tradizionali, didascalici, centrati su target esperti o turisti della cultura. Le mostre prodotte da Vertigo Syndrome si rivolgono soprattutto a un pubblico non specialistico, utilizzando linguaggi narrativi, visuali e tecnologici che puntano a non annoiare il visitatore – che può arrivare in mostra legittimamente impreparato rispetto al tema trattato.

I contenuti scientifici sono sempre rigorosi, ma trasmessi in modo esperienziale, immersivo e creativo, superando il modello «classico» delle mostre tradizionali.

 

Vertigo Syndrome ha stilato un proprio Manifesto contro l’elitarismo delle mostre d’arte visibile alla pagina:  https://vertigosyndrome.it/metodo/

 


 

SODDISFATTI O RIMBORSATI

 

I visitatori insoddisfatti dell'esposizione potranno richiedere il rimborso integrale del biglietto. Una garanzia che Vertigo Syndrome offre su tutte le proprie produzioni.

 

 

LA CITTÀ   ACCOGLIE LA TIGRE

 

Per molte generazioni, ben oltre le due guerre mondiali, Salgari è stato uno dei nomi che istintivamente ha significato per moltissimi lettori immedesimazione e coinvolgimento, l’idea stessa di avventura, di esplorazione, di scoperta del mondo e della natura, ma anche delle relazioni umane. Tremal Naik, l’ineffabile Yanez, la Dea Kalì, non erano solo nomi di personaggi o di dee; i luoghi descritti, le navigazioni e le fughe, gli agguati e i salvataggi, gli atti di coraggio e le imprese più difficili non erano solo segni sulla carta. Tutto si trasformava in emozione, in partecipazione e continua aspettativa, in attesa di passare da una pagina a quella successiva, da un libro che si terminava di leggere a quello che si apriva.

 

In una parte della mia vita di ragazzino la noia della spesa del sabato era compensata da una concessione dei miei genitori: un passaggio in libreria dove avevo sempre l’autorizzazione a comprare uno o due libri. Per un lungo periodo quei libri erano per me avventura e scoperta, e l’avventura era prima di tutto “Sandokan”. Per chi, come molti di noi, attendeva con piacere la possibilità di andare in biblioteca o in libreria, il nome di Salgari era il nome di un compagno di viaggio più grande, di un capo-esploratore che, attraverso il mondo di Sandokan, ci accompagnava fra terre e colori, caldi insopportabili e momenti di quiete, odori e rumori, avventure pericolose e salvezze inaspettate…

 

Crescendo, si imparava poi a conoscere la differenza tra avventura e realtà, addirittura scoprendo che chi ti aveva fatto da cicerone in mondi lontani ed esotici quei mondi non li aveva mai conosciuti. Ma, come mi ha insegnato una persona a cui voluto moltissimo bene, si può viaggiare per ore su una carta geografica distesa su un tavolo e provare grandi emozioni. Così, con Salgari molti di noi hanno viaggiato e scoperto il mondo stando fermi, e mentre viaggiavano scoprivano anche parti dell’animo umano.

 

Grazie di cuore allora a chi oggi, puntando lo sguardo oltre all’attuale modo di conoscere Salgari, che per moltissimi non è la lettura ma lo schermo di un cinema o di un televisore, ci ricorda con una Esposizione all’interno della meravigliosa Villa Reale di Monza che della scrittura e della lettura, e del meraviglioso immaginario in cui ci conducono, non possiamo e non potremo mai fare a meno.

 


Paolo Pilotto

Sindaco della città e Presidente del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza

 

Quello di Sandokan e dei romanzi di Salgari rappresentano un incredibile fenomeno culturale che attraversa le generazioni e si riscopre oggi, dopo un secolo e mezzo, fortemente attuale. Notoriamente, Salgari non aveva mai visitato i luoghi di cui narrava, né ne aveva conosciuti i costumi e i popoli. Eppure, pur con tutte le

 

perdonabili ingenuità e gli esotismi, riuscì a dare loro una grandiosa dignità e a esprimere in tempi certo non favorevoli un messaggio sorprendentemente anticoloniale e antimperialista, facendo appassionare alla lotta ribelle di Sandokan e della sua ciurma generazioni di giovani, ma anche di adulti insospettabili. Persino nei salotti letterari più esclusivi, come quello della Regina Margherita, si apprezzava Salgari. I suoi romanzi hanno plasmato senza dubbio l'immaginario di un Paese intero. Quello in Villa Reale è quindi una sorta di ritorno di personaggi che non hanno mai fisicamente attraversato queste sale, ma che hanno animato le menti di chi ci ha vissuto.

 

Arianna Bettin

Assessora alla Cultura della città di Monza

 

Emilio Salgari approda alla Reggia di Monza. In realtà è un “ritorno”, perché lo scrittore era solito inviare i suoi romanzi ai membri della Casa Reale. Nel 1897, su proposta di Margherita di Savoia, fu nominato Cavaliere della Corona. La sovrana per l’occasione elogiò in una lettera “questo genere di lettura che istruendo con diletto

 

giustamente si è meritato il favore del pubblico”. E non finisce qui. La collezione etnografica dei Daiacchi, ora eccezionalmente esposta nell’Orangerie, fu donata al Re d’Italia Umberto I dal secondo Rajah bianco del Sarawak e poi trasmessa al Regio Museo Preistorico Etnografico di Roma, oggi parte del Museo delle Civiltà. Ogni vicenda sembra parte di un seducente viaggio salgariano, che ci prende per mano e lusinga la nostra fantasia.

 

Bartolomeo Corsini

Direttore Generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza

 

 

INFORMAZIONI

SANDOKAN. La tigre ruggisce ancora

a cura di Francesco Aquilanti e Loretta Paderni

Orangerie – Reggia di Monza

Viale Brianza 1, Monza

7 marzo  – 28 giugno 2026

 

Orari

Dal martedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 19:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)

Sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)

Lunedì chiuso

 

Biglietti

Intero 16,50 € | Ridotto 14,00 € Ridotto bambini dai 7 ai 12 anni 6 €

 

Produzione

Vertigo Syndrome

 

Catalogo

Moebius Books

 

CONTATTI

MOSTRA SANDOKAN

Tel. +39 333 6811415

info@mostrasandokan.com | www.mostrasandokan.com

FB @Sandokan. La tigre ruggisce ancora | IG @sandokan_mostra

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