LUNGO LE STRADE BLU/ALONG THE BLUE HIGHWAYS Fotografie di Francesco Conversano al Museo di Roma in Trastevere

Fattitaliani

 

AMARGOSA VALLEY, NEVADA. 2003

(videointervista) Il Museo di Roma in Trastevere presenta la mostra fotografica “Lungo le Strade Blu. Along the Blue Highways”, una selezione di novanta scatti in bianco e nero e a colori realizzati negli Stati Uniti dal regista di cinema del reale Francesco Conversano fra il 1999 e il 2017, durante le riprese che portarono alla realizzazione di vari film documentari prodotti con RAI CINEMA.

La mostra Lungo le Strade Blu/Along the Blue Highways, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina, è curata dalla Fondazione Massimo e Sonia Cirulli in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina, Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Il viaggio lungo le “strade blu” è un viaggio di scoperta, di conoscenza e di rivelazioni, un viaggio geografico e antropologico, un viaggio nel meraviglioso quotidiano e nell’immaginario collettivo di un Paese complesso che a volte sembra fermo nelle mitologie e negli stereotipi e che intreccia la vita delle persone e gli avvenimenti storici.

Europa, Asia e America sono stati raccontati nei momenti di trasformazione sociale attraversando macrocosmi e microcosmi, villaggi e megalopoli, paesaggi geografici e umani fatti di scambi, relazioni e solitudine. Lo scatto ferma l’attimo delle connessioni tra l’uomo e il paesaggio, l’umano e ciò che lo circonda, nutrendosi della potenza della memoria e dell’incanto della poesia. Questo modo di interpretare il cinema del reale che segue una visione di tipo antropologico, si intreccia con il cinema della memoria e il cinema di poesia, grazie all’esplorazione degli infiniti spazi e dei territori compresi tra la realtà e immaginario.

La mostra fotografica si sviluppa secondo questa visione. Realtà, memoria e poesia si intrecciano lungo le strade blu della provincia americana, rielaborando percorsi dell’immaginario collettivo e rievocando inevitabilmente luoghi e storie: la poesia di Walt Whitman e gli epitaffi di Edgar Lee Masters, la letteratura epica di John Steinbeck, l’universo minimalista dell’ordinary people di Raymond Carver, l’America di Truman Capote di “A sangue freddo”, primo romanzo-reportage, paradigma assoluto e geniale invenzione di un nuovo genere letterario; il Texas e i racconti di frontiera di Joe R. Lansdale, l’umanità precaria e surreale dei personaggi di Barry Gifford; i silenzi inquietanti e sospesi, la solitudine e l’attesa dei paesaggi umani dei dipinti di Edward Hopper; la fotografia sociale di Walker Evans e Dorothea Lange del progetto del Presidente Roosevelt della Farm Security Administration e lo sguardo sui volti dei farmers e dei pionieri durante la Grande Depressione; il riecheggiare di suoni e di canzoni del soundtrack della nostra vita, una colonna sonora immortale, dal western swing al blues, dal rock al folk passando da Pete Seeger e Woody Guthrie per finire a Bob Dylan; il filo che lega l’esperienza visionaria di David Lynch, le sue rappresentazioni oniriche dell’inconscio e dell’invisibile nascosto nella quotidianità al cinema della memoria dei luoghi e delle storie di Peter Bogdanovich. Come non ricordare “The Last Picture Show”, sintesi assoluta e moderna del cinema dei grandi Maestri, sospesa tra paesaggi, drammi interiori e memoria, riti di iniziazione e maturità.

MOTEL. APALACHICOLA BAY, FLORIDA. 2003

Aperta al pubblico fino al 4 ottobre 2026, la mostra è accompagnata da un catalogo con testi curatoriali e schede di approfondimento a cura di Peppino Ortoleva e Laura Gasparini. L’esposizione è impreziosita da dieci brevi podcast associati ad altrettante foto, raccontate da Francesco Conversano.

Francesco Conversano è un regista italiano. Ha realizzato circa cento documentari. Nel 1980 con Nene Grignaffini, con la quale ha firmato ogni opera, ha fondato a Bologna la società di produzione Movie Movie. Con alcune delle sue opere Conversano ha partecipato a numerosi festival vincendo premi nazionali ed internazionali, tra cui il David di Donatello con il film documentario "Il bravo gatto prende i topi”: il racconto della Cina dei primati nei primi anni duemila. Il film, realizzato per Rai 3, é stato in cartellone un intero anno al MASS MoCA - The Massachusetts Museum of Contemporary Art, dal febbraio 2008 al febbraio 2009. Con la serie di documentari “Megalopolis”, realizzata per Rai 3, ha vinto il “Premio Ilaria Alpi - Premio della Critica” nel 2008 e ha realizzato una serie di eventi al MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI° secolo di Roma.  

 

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