di Francesco Petrucci
ROMA - Sapienza Università di Roma si avvia al 723° Anniversario ed è la più antica di Roma e la più grande d’Europa. Sapienza conferma la propria posizione tra gli atenei di eccellenza in Italia e nel mondo nelle più autorevoli classifiche universitarie, con il primato a livello nazionale tra le università generaliste e quello mondiale negli studi classici.
Rettrice, quali sono oggi le principali sfide strategiche dell’Ateneo e quali obiettivi vi ponete per il futuro, anche alla luce della necessità di reperire risorse adeguate, ad esempio per rafforzare il sistema delle residenze e dei servizi agli studenti?
Quella della carenza dei posti letto per gli universitari è un problema strutturale a livello nazionale, che si ripropone ogni anno e che va affrontato a livello di sistema con una strategia condivisa tra i soggetti istituzionali coinvolti. Occorre cioè una grande sinergia tra Atenei, Comune, Regione e ed Enti regionali per il diritto allo studio. Come Sapienza abbiamo ampliato nel corso degli anni l’offerta di posti letto: oltre alla Residenza Serianni, in via del Castro Laurenziano, sono in corso di realizzazione, grazie ai fondi del Pnrr, altri progetti: nel 2026 dovremmo vedere l’apertura dello studentato di via Osoppo e lo Sdo di Pietralata, dove per altro sorgerà anche la sede del Rome Technopole, sistema regionale integrato per innovazione e ricerca reso possibile dal PNRR. Inoltre nell’ambito del progetto per la rigenerazione architettonica e urbana del Policlinico Umberto I è previsto che alcuni tra gli attuali padiglioni storici non più destinati ad attività sanitarie, accoglieranno aule studio, residenze per studenti, punti ristoro, spazi per il benessere/fitness e alloggi dedicati ai visiting professor, nell’ottica di un vero e proprio campus universitario integrato.
L’Università ha una solida dimensione internazionale attraverso numerose collaborazioni e sinergie. Può farci il punto? Quali sono gli incentivi per gli studenti stranieri iscritti a La Sapienza?
Il processo di internazionalizzazione di Sapienza, con i suoi 11.000 studenti internazionali, punta sul potenziamento dell’offerta formativa attraverso la promozione di percorsi di apprendimento flessibili e interdisciplinari, con incremento delle partnership internazionali finalizzate al rilascio di doppi titoli e di titoli di studio congiunti; quindi, corsi di laurea congiunti con università straniere e insegnamenti erogati in lingua inglese che sono maggiormente attrattivi per gli studenti internazionali. Dal punto di vista della ricerca, cresce il numero partnership, di pubblicazioni cofirmate da autori italiani con colleghi stranieri e di partecipazioni a progetti internazionali di ricerca interdisciplinare. L’Offerta formativa di Sapienza 2025-2026 comprende 311 corsi di studio, di cui: 166 Corsi di laurea, 127 Corsi di laurea magistrale; 18 Corsi di laurea magistrale a ciclo unico: di questi 38 Corsi di studio sono esclusivamente in lingua inglese, 22 con almeno un curriculum in inglese e 10 corsi che offrono alcuni insegnamenti in inglese).
Quali sono le doti che occorrono, a suo avviso, per guidare un Ateneo così importante?
Come Rettrice della Sapienza cerco di relazionarmi con tutti, dai docenti al personale tecnico-amministrativo, bibliotecario e sanitario, e naturalmente con gli studenti che contribuiscono allo sviluppo dell’Ateneo. Ho sempre sostenuto che le decisioni sono frutto di un lavoro comune e che l’ascolto e il dialogo debbano essere sempre privilegiati, impegnandosi a ricercare le istanze di sintesi e di integrazione tra le diverse sensibilità e competenze.
In definitiva, perché una studentessa o uno studente dovrebbe scegliere la Sapienza per il suo percorso di studi? Secondo il suo parere, la sua visione e l’esperienza, come sarà e immagina questa università da Lei oggi diretta?
Con circa 125.000 iscritti, Sapienza continua a essere la più grande università d’Europa e registra trend di crescita positivi che confermano l’efficacia delle politiche messe in campo a sostegno della qualità dell’offerta formativa e dei servizi a disposizione della comunità studentesca. Anche il 2025 è stato un anno di grandi risultati per il nostro Ateneo a livello internazionale. Si tratta di riconoscimenti che premiano un modello di università capace di valorizzare la propria natura generalista attraverso la contaminazione tra saperi e la ricerca transdisciplinare. Il merito va alle nostre ricercatrici e ai nostri ricercatori, ai docenti, al personale, al loro lavoro quotidiano di eccellenza che viene portato avanti dalla nostra comunità e alla sua capacità di innovare senza mai rinunciare alla qualità.
Medico e odontoiatra, docente di Malattie odontostomatologiche, prima donna Preside della facoltà di Medicina e Odontoiatria, onora e svolge il suo mandato di Rettrice della Sapienza con grande e riconosciuto prestigio. Che effetto le fa?
Indossare l’ermellino dell’Università tra le più antiche e prestigiose d’Europa è stato un momento di orgoglio e di emozione, ma rappresenta anche il riconoscimento personale di un percorso che ho iniziato in questo Ateneo da studentessa di Medicina. Quando sono stata eletta nel 2020 solo 6 Atenei erano guidati da donne, la prima rettrice è stata Bianca Maria Tedeschini Lalli eletta nel lontano 1992, oggi a ricoprire questa carica siamo in 22. Voglio ricordare che la presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane è la rettrice Laura Ramaciotti, preceduta da Giovanna Iannantuoni, prima presidente donna della Crui. Di strada quindi ne è stata fatta ma non basta. Secondo un’indagine condotta nel 2025 su 898 Dipartimenti universitari italiani, cuore scientifico e organizzativo delle università, il 72% è diretto da uomini. Il mio motto è sempre stato “pari opportunità per pari capacità”. Mi auguro, quindi, che arrivi presto il giorno in cui non si dovrà più sottolineare la presenza femminile in ruoli apicali e di leadership come un evento straordinario ma che si giudicherà solo in base al merito e alle competenze di ciascuna persona.

ph. Stefano Segati
Quali sono i punti cardine del suo programma che l’hanno porta aa distinguersi tanto, come testimoniano il suo successo e grande considerazione di cui gode?
Se ripercorro gli ultimi sei anni, credo di aver rispettato pienamente i principali obiettivi del mio programma elettorale, in particolare quelli finalizzati a rendere la Sapienza più moderna, più inclusiva e più efficiente. E questo nonostante le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare. In primis la pandemia, che ha messo a dura prova tutti noi ma che al tempo stesso ha dato un impulso importante verso l’informatizzazione di tutti i processi lavorativi. Dall’altro abbiamo convissuto, e continuiamo a convivere, con uno scenario internazionale complesso a cui Sapienza, attraverso iniziative mirate, ha dato il proprio supporto ospitando studenti e docenti delle università colpite dai conflitti ma anche civili e in particolare bambini offrendo loro assistenza sanitaria presso il Policlinico universitario Umberto I. Un altro aspetto che ha caratterizzato il mio mandato è l’aver portato avanti una politica universitaria volta a contrastare ogni forma di discriminazione e a rafforzare le tutele per tutte e tutti coloro che vivono i nostri spazi e compongono la nostra comunità. In questa direzione ad esempio, si muove l’approvazione da parte degli organi di ateneo nello scorso novembre del nuovo “Codice di condotta per la tutela della dignità delle persone e per la prevenzione delle molestie” che amplia il perimetro dei comportamenti, anche verbali, che ricadono nell’ambito delle molestie. Contestualmente abbiamo voluto ricordare con un’ulteriore iniziativa la nostra studentessa Ilaria Sula, intitolando un premio alla sua memoria per tesi sul tema della violenza maschile contro le donne e sulle discriminazioni di genere. Su questo fronte abbiamo lavorato molto operando nel campo della formazione per esempio con l’istituzione di un corso interdisciplinare “La cassetta degli attrezzi contro la violenza di genere” che si è aggiunto alle numerose iniziative dedicato a questo già presenti nell’offerta dell’ateneo. Questo perché ritengo necessario fornire, soprattutto alle giovani generazioni, gli strumenti culturali per affrontare, comprendere e superare alcuni stereotipi e pregiudizi che ancora oggi sono radicati nella società.
Come giudica il distacco tra scienza e società? Internet ha contribuito ad allargare piuttosto che riunire “le maglie”?
È indubbio il ruolo della Rete nel processo di democratizzazione che ha interessato il modo in cui i cittadini accedono, producono e interagiscono con i contenuti scientifici. Tuttavia, avanzare in tale direzione significa richiedere agli utenti di essere in grado non solo di avere accesso alle conoscenze scientifiche, ma anche di avere le capacità per valutare criticamente le informazioni e per individuare i contenuti validi e veritieri. Diviene dunque necessario che le istituzioni deputate alla formazione, come ad esempio la scuola e le università, forniscano gli strumenti conoscitivi utili in tale processo. Purtroppo ancora oggi la maggior parte delle persone non hanno un’adeguata “alfabetizzazione” per decodificare correttamente la grande quantità di informazioni che ricevono. Da questo punto di vista Sapienza sente una grande responsabilità nel fortificare il rapporto tra scienza e società promuovendo attività di orientamento ad hoc nelle scuole e iniziative per diffondere la cultura scientifica tra il grande pubblico. Tutto questo è di fondamentale importanza se si intende stabilire un dialogo profondo e duraturo tra scienza, ricerca e cittadini, in una prospettiva non solo individuale ma sociale.
Lei crede che ci sarà ancora di più un ruolo specifico delle donne nel mondo dell’istruzione?
Parlare oggi di un ruolo specifico delle donne rispetto agli uomini nello studio e nel lavoro è sbagliato oltre che anacronistico. Se facciamo riferimento ad esempio agli ambiti in cui la presenza femminile è maggiore, i dati ci dicono che in area umanistica le donne superano abbondantemente gli uomini, mentre nelle discipline Stem la presenza maschile è ancora prevalente. Un recente studio presentato da Almalaurea nella giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza 2026, registra però un aumento sensibile della presenza femminile nell’area Stem. Purtroppo a questo incremento non corrispondono però maggiori opportunità di impiego e la stessa remunerazione degli uomini. È per colmare questa disparità che dobbiamo agire.
Ritiene che la situazione economica del Paese impatterà sulla formazione dei nostri giovani studenti? Se si come e in che termini e con quali mezzi si possono aiutare?
Oggi più cha mai bisogna investire sui giovani e sulla loro formazione: viviamo una fase segnata da profonde trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche che richiedono capacità di lettura e di interpretazione del presente e di cambiamento per il futuro. L’università è chiamata a dare un contributo essenziale, attraverso la formazione di capitale umano di elevata qualità e facendo il possibile affinché chiunque voglia abbia la possibilità di accedere alla carriera universitaria e proseguire gli studi. Per questo la politica di Sapienza è sempre stata quella di fare in modo che il diritto allo studio fosse una possibilità concreta per tutte e tutti, non un principio astratto. Lo scorso dicembre il Cda dell’Ateneo ha varato una serie di misure che ci consentono di raggiungere un numero più ampio di studentesse e studenti e di rispondere a bisogni reali, che vanno dall’emergenza abitativa al disagio psicologico, dal costo del materiale didattico alle situazioni di particolare fragilità. È una visione di università che si prende cura della propria comunità rimuovendo gli ostacoli che possono compromettere i percorsi di studio e di vita, e che mette al centro equità, inclusione e ascolto.
Così la Rettrice Antonella Polimeni che ringraziamo per la disponibilità.
——————
Antonella Polimeni è rettrice della Sapienza dal 1° dicembre 2020. È nata a Roma nel 1962, è sposata e ha due figli. Nel 2019 le è stato conferito da parte del Presidente della Repubblica l’Onorificenza di Commendatore dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”. Dal 2024 è Coordinatrice della Commissione “Medicina” della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Componente del Tavolo Consultivo per le materie e le questioni connesse all’accesso e formazione nei corsi di studio di area di Scienze della Salute, istituito dal Ministro dell’università e della ricerca. Ha all’attivo circa 650 pubblicazioni edite su riviste internazionali e nazionali, più di 100 proceedings congressuali, nazionali e internazionali, 6 manuali, di cui uno edito in lingua inglese, 2 monografie. Ha curato inoltre l’edizione italiana di un testo atlante e di due manuali, nonché linee guida edite dal Ministero della Salute. La produzione scientifica si è sviluppata in network con numerosi ricercatori di Atenei ed Enti di ricerca nazionali e internazionali.
——————
Università di Roma La Sapienza
La Sapienza è una delle più antiche università italiane, fondata nel 1303 da papa Bonifacio VIII. Nei sette secoli dalla sua fondazione è stata al centro della storia di Roma e del Paese, prima come ateneo legato ai Papi, poi come Studium Urbis autonomo, estendendo il suo prestigio accademico via via a nuove discipline, scientifiche e umanistiche, e traslocando dalla sede di Trastevere al palazzo della Sapienza nel rione Sant’Eustachio e poi alla Città universitaria piacentiniana. Oggi la Sapienza, con un grande campus a pochi passi dalla stazione centrale Termini e diverse sedi sul territorio metropolitano, si caratterizza come una research university dove si può fare ricerca e studiare in tutti i settori disciplinari, collocata ai primi posti tra gli atenei italiani nei principali ranking internazionali
