Il duo Bram Stalker presenta l'album “B.S.”: "Suoniamo per sfogarci dagli stress della vita". L'intervista


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https://bramstalker.bandcamp.com/album/b-s 

Bram Stalker è un duo nato nel 2018 e formato da Andrea Maceroni (voce e basso, produttore discografico presso Slam Studio Recordings, www.slamstudio.it) e Jacopo De Marco (batteria).

Bram Stalker è un power duo che non suona la chitarra, viene dalle montagne e ci resta più che può… lontano dai centri nevralgici della scena.

Il suono è costruito esclusivamente su basso, batteria e voce: essenziale, fisico, diretto.

Bram Stalker è ansia, rabbia, eccitazione e birra bionda; sei tu in preda alla paura del tuo peggior nemico, che poi alla fine sei sempre tu; è rimorso, ancora rabbia, inadeguatezza e ipocondria, un ansiolitico non preso e una giornata di tachicardia.

Dopo un primo EP, la band torna con “B.S.”, dodici brani selezionati da oltre venticinque scritti negli anni.

In passato il duo ha collaborato con Nick Oliveri (Queens of the Stone Age) e aperto un concerto degli IDLES, consolidando un’attitudine live intensa e diretta.

L’intervista

“Time To Pay” sembra un regolamento di conti: con chi?

“Time To Pay” è forse l’unico brano riferito all’esterno.

Per l’esattezza a Giorgia Meloni, a Matteo Salvini e alla manica di idioti che li circondano, che hanno portato il Paese in questo momento storico: ovvero il punto più basso della politica dal ventennio fascista. Diciamo che il testo è stato scritto in un giorno in cui mi giravano particolarmente le palle.

Quanto è stato difficile ridurre 25 brani a 12?

Abbastanza facile: abbiamo scelto i brani più coesi tra loro e che funzionavano meglio insieme.

Cosa avete imparato dal primo EP?

Che mi trovo molto meglio a scrivere in inglese, che non sono capace di cantare in modo convenzionale e che l’unico modo per far suonare questa roba in modo autentico era registrarla in presa diretta.

Vi sentite cambiati rispetto agli inizi?

Sì, molto. Anche se la base sonora resta simile, siamo in evoluzione, come crediamo sia giusto che sia.

Che rapporto avete con la parola “bullshit” nella vita quotidiana?

Intesa come “stronzate”. Alla fine mi ritrovo ad applicarla quasi a tutto. Se non c’è pericolo imminente per la vita, il resto (quasi tutto) può essere tranquillamente considerato “stronzate”.

Questo disco vi ha liberato o vi ha messo ancora più pressione?

Liberato. Suoniamo per sfogarci dagli stress che la vita ci riserva. Se non suonassi probabilmente starei chiuso in qualche ospedale psichiatrico, o non sarei più nel mondo dei vivi. Lo facciamo per esorcizzare, senza particolari ambizioni, se non quella di divertirci e scaricare la tensione.

Fattitaliani

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