Disorient Express, “Lacrime e negroni” il 2° secondo singolo della band siciliana: un brano tra ironia e veleno quotidiano

Fattitaliani

 

foto di Antonio Triolo

“Lacrime e negroni” è il nuovo singolo dei Disorient Express, in tutte le piattaforme digitale e rappresenta il secondo passo verso l’EP “Aspettando il sole”.

Con tono ironico e un linguaggio immediato, il brano affronta il malessere quotidiano generato dal peso dei pensieri, delle abitudini e dei piccoli malumori che si accumulano giorno dopo giorno.

 

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In questo clima notturno e un po’ surreale, emerge un chiaro omaggio alla figura del barman: <<Un personaggio che, come un moderno confessore, ascolta, accoglie e somministra quel “giusto veleno” capace di diluire una giornata storta, anche se, come ricorda il testo, un’intera vita è molto più difficile da addolcire. Nel brano - racconta la band - compare anche un riferimento diretto e ironico a Jack Torrance, icona kubrickiana intrappolata nei suoi stessi demoni, a sottolineare come ognuno possa ritrovarsi a bussare al bancone con le proprie ossessioni. “Lacrime e negroni” è dunque un viaggio tra leggerezza apparente e profondità emotiva, dove l’ironia diventa l’unico modo per galleggiare sopra le tossicità del quotidiano>>.

 

“Lacrime e negroni” è scritto da Fabrizio Schepis, che interpreta anche la voce del brano. La musica porta la firma di Fabrizio SchepisGiuseppe Lisa e Piero Lamancusa. Alle chitarre c’è Giuseppe Lisa, al basso Piero Lamancusa, mentre Giandomenico Mazzeo cura le parti di batteria. I cori sono di Francesca Parisi, con Tindaro Raffaele alle tastiere, oltre che alle registrazioni e al mix. Il mastering è realizzato da Alessandro Ciuffetti presso Naive Studio.

 

Disorient Express sono una band cantautorale della costa tirrenica della Sicilia orientale, dove il post-folk assume una forma collettiva e profondamente emotiva. Il loro nome è una dichiarazione d’intenti: un treno in corsa, disorientato, sempre pronto alla scoperta e all’esplorazione. Non esistono fermate prestabilite, perché la meta è il viaggio stesso. Le loro canzoni sono una fotografia multiprospettica tra luce e tenebra, un equilibrio tra introspezione e dissacrazione. La band è relazione, ascolto empatico e pratica del disorientamento come strumento creativo e umano. Un invito a salire a bordo, a perdersi e a ritrovarsi seguendo la bussola dell’abbandono consapevole.

 

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