“Vivo” è il brano con cui Bert0 mette a fuoco una tensione sempre più centrale nella nuova scena urban: il bisogno di libertà e la scelta di inseguire sé stessi, anche quando significa allontanarsi da ciò che è conosciuto. La canzone nasce da esperienze personali e da un percorso fatto di viaggi e cambiamenti, trasformando il desiderio di fuga in una presa di coscienza più profonda. Il racconto si muove tra dimensione esterna e interiore. Se da un lato emerge la volontà di uscire da schemi rigidi e aspettative sociali, dall’altro prende forma una riflessione più matura su ciò che non si è più disposti ad accettare: routine svuotanti, lavori poco rappresentativi, relazioni prive di autenticità. È in questo passaggio che “Vivo” trova il suo equilibrio, trasformando l’inquietudine in una scelta identitaria. Il sound accompagna questa narrazione con coerenza: un rap emotivo e diretto, costruito su sonorità chill e malinconiche. La scrittura è essenziale, senza filtri, capace di restituire immagini intime e immediate che rendono il brano accessibile e personale allo stesso tempo.
Bert0, artista italiano di base in Danimarca, sviluppa il proprio progetto musicale a partire da un cambiamento radicale: il trasferimento all’estero diventa occasione per ridefinire sé stesso e il proprio linguaggio. La scrittura, presente fin dall’infanzia, si trasforma così in musica, anche grazie alle esperienze accumulate tra Australia e Scandinavia. Il suo stile si inserisce nel chill rap con influenze soul e ambient, mantenendo un approccio libero da etichette rigide. Senza una formazione accademica e senza un team strutturato, Bert0 costruisce il proprio percorso in modo indipendente, collaborando con diversi producer e lavorando su un’identità sonora in continua evoluzione.
“Vivo”, insieme a
brani come “Ti porto via” e “Chiamami”, rappresenta un tassello significativo
di questo percorso: una dichiarazione di intenti che mette al centro
autenticità, cambiamento e ricerca personale. Un punto di partenza più che un
traguardo, che definisce con chiarezza la direzione artistica del progetto.
“Vivo” parla
anche di rifiutare una vita fatta di compromessi: quali sono quelli che non sei
più disposto ad accettare?
Oggi cerco di evitare tutti quei compromessi che mi allontanano da quello che sento davvero. Cerco la mia serenità. In passato magari accettavo situazioni più comode, anche se non mi rispecchiavano fino in fondo. Adesso do più valore a quello che mi fa stare bene, anche se è meno sicuro.
Nel testo
emerge una critica alla routine e ai lavori che non rappresentano davvero chi
siamo: pensi sia un sentimento condiviso da molti della tua generazione?
Sì, secondo me è qualcosa che tante persone sentono. C’è sempre più bisogno di trovare un senso in quello che si fa ogni giorno, non solo di “fare” e basta. Non è semplice uscire da certi schemi, però penso che questa consapevolezza sia sempre più presente. A volte c’è solo bisogno che qualcuno te lo ricordi.
Hai mai
avuto paura di lasciare certezze per inseguire qualcosa di più autentico?
Sì, è inevitabile. Quando lasci qualcosa di stabile entri in una fase in cui non hai più punti fermi e la paura del cambiamento si fa sentire. Però ho capito che è proprio quella paura che ti fa crescere: è parte del percorso e, in un certo senso, è anche un segnale che stai costruendo qualcosa che conta davvero per te e che ti dà gioia.
Cosa
significa per te oggi la parola libertà?
Per me essere liberi è potersi scegliere. “Vivo” nasce proprio da questo: da quel bisogno di capire chi si è davvero, trovare il proprio posto nel mondo e andare verso ciò che ti fa stare bene.
Qual è il
rischio più grande che hai deciso di correre per restare fedele a te stesso?
Lasciare una strada
già definita per qualcosa di incerto. Non sapevo dove mi avrebbe portato, ma
sentivo che era la scelta giusta. È stato difficile, anche perché lungo il
percorso ho perso tante amicizie. Quando parti e cambi, non tutti restano.
Viaggiare però mi
ha fatto capire chi voleva esserci davvero. Ho rivalutato alcuni rapporti e,
allo stesso tempo, ho trovato persone nuove, più vere, che oggi sento davvero
vicine.



