di Giovanni Zambito - (Video) Con Punto a Capo, Milena Melchiorre firma un esordio discografico sincero e profondamente intimo. Sei brani originali, scritti e musicati dalla giovane cantautrice abruzzese, che trasformano la fragilità in linguaggio sonoro e la riflessione personale in racconto condiviso. Tra suggestioni oniriche, quotidianità emotive e domande esistenziali, l’album segna l’inizio di un percorso artistico consapevole, arricchito dagli arrangiamenti di Stefano Zaccagnini e dal contributo di musicisti di grande esperienza. A Fattitaliani Milena Melchiorre racconta il significato di Punto a Capo, il rapporto tra scrittura e filosofia, e l’emozione di portare dal vivo un disco che invita ad ascoltarsi davvero. L'intervista.
“Punto a Capo” segna il tuo debutto discografico: qual è stata la scintilla che ti ha spinta a trasformare un percorso personale in un album?
Credo che nella vita ogni attimo segni un punto e a capo, così come, nell’ambito più semplice, può essere l’inizio della giornata con l’alba e la fine con il tramonto.
Mi è sempre piaciuto osservare e curiosare nella semplicità che ci circonda e poi è stato come un flusso di coscienza: la scrittura ha rapito me e la mia chitarra.
L’album è nato dall’idea di rappresentare l’inizio vero, quello che segna il percorso. Per me, e nei processi umani, c’è sempre un punto che porta alle virgole e non il contrario; per questo, quando mi sono ritrovata ad emozionarmi e ad essere parte attiva delle mie parole, ho deciso di scrivere il mio primo punto. L’inizio, quello vero.
Nei sei brani ti racconti senza filtri: qual è stata l’emozione più difficile da mettere in musica?
Non esiste difficoltà quando si è soli in una stanza con la chitarra: ogni cosa che butto giù, quando sento che mi emoziona e mi resta in testa, vuol dire che non è da cancellare. Assorbo e trasformo, insomma provo a farlo.
L’importante è coglierle, non tanto sentirle: prenderle e portarle su carta, poi la musica le accompagna solamente.
Guance, Mare, Istanti… ogni brano sembra una stanza emotiva diversa. C’è una canzone che senti più vicina alla tua storia di oggi?
Il brano che mi rappresenta oggi è “Mi sono permessa”.
Spesso sono alla rincorsa del tempo e delle emozioni che mi sovrastano e che non riesco sempre a cogliere.
Gli arrangiamenti portano la firma di Stefano Zaccagnini e hai lavorato con musicisti esperti: cosa ha significato per te questo incontro tra la tua sensibilità giovane e la loro esperienza?
Fin da subito mi sono sentita onorata di far ascoltare le mie canzoni a musicisti esperti e di spessore. In più, Stefano Zaccagnini ha incorniciato perfettamente le mie sei canzoni in un quadro che solo un professionista poteva creare, trasformando le mie parole e la mia chitarra in vera musica, con arrangiamenti precisi per raccontare al meglio le mie emozioni.
Studi Filosofia: quanto questo sguardo analitico e introspettivo influisce sulla tua scrittura?
In realtà è stato più il mio aspetto curioso ad avvicinarsi alla filosofia come modello di ispirazione. Da lì si è aperto un mondo, ma prima è stato il contrario: è stata la scrittura a incontrare la filosofia, per arricchirsi sempre di più.
A gennaio partiranno i live: come immagini il primo incontro diretto con il pubblico dell’album?
Io porto me stessa attraverso le mie canzoni: mi sento emozionata e pronta allo stesso tempo. Immagino, e sono grata, di vedere negli occhi della mia famiglia orgoglio e presenza costante. Per me, da sempre e per sempre, un lusso ineguagliabile.
“Punto a Capo” è un inizio: a cosa stai puntando ora che la prima porta è stata aperta?
Il mio obiettivo è far ascoltare le mie canzoni, per un po’, a persone che possano rivedersi nelle mie parole. La mia scrittura sarà mia compagna per molto tempo e spero anche di qualcun altro.

Milena Melchiorre è una cantautrice e studentessa di Filosofia, nata nel 2004 e originaria di Giulianova, cittadina abruzzese affacciata sul mare. Attualmente studia Filosofia presso l’Università “La Sapienza” di Roma, percorso che riflette la sua naturale inclinazione all’introspezione e all’analisi del sé e del mondo.
Scrive fin dall’infanzia, trovando nella parola uno strumento per ordinare i pensieri e dare forma alle emozioni. Con il tempo, la scrittura si è intrecciata alla musica, dando vita a una voce artistica autentica e personale. La chitarra accompagna costantemente il suo percorso creativo, dalle prime composizioni ai contesti live.
Negli ultimi anni ha portato la propria musica in eventi e serate locali, partecipando anche al Festival Mogol Battisti, dove ha presentato un brano inedito.
Il 10 dicembre 2025 segna l’uscita del suo primo album, Punto a Capo, prodotto dall’etichetta Cinemusicanova, con il contributo di Nuovo IMAIE.