“Certe notti”, Lucky Galioso tra noir, vinili e musica vissuta. L'intervista

In questa intervista per Fattitaliani, Lucky Galioso racconta “Certe notti”, una rilettura personale e istintiva del celebre brano di Luciano Ligabue. Nato quasi per caso in studio, il singolo prende forma come una scelta artistica consapevole, in cui la notte diventa uno spazio autentico e più vero rispetto alla dimensione diurna.

A completare il progetto è il videoclip, costruito come un breve racconto noir e realizzato con l’intelligenza artificiale, sviluppato insieme allo scrittore e sceneggiatore Andrea Carlo Cappi. Un immaginario cinematografico che dialoga con una visione musicale senza barriere di genere, restituendo un omaggio libero e contemporaneo capace di parlare al presente.

Parliamo del nuovo singolo "Certe notti". Com'è nata l'idea di riprendere Ligabue e cosa rappresenta per te questa "strana esistenza" notturna che hai scelto?

L'idea di andare a rispolverare questo successo di Ligabue è arrivata casualmente. Stavamo lavorando in studio su altri brani, che faranno poi parte del prossimo album, e quando mi sono preso un momento di pausa per il caffè, immaginando la scaletta musicale per le serate live che avremmo dovuto affrontare nel weekend, ho cominciato a canticchiare “certe notti” in un’altra chiave musicale ed ora eccola qui. Non credo sia una strana esistenza la vita notturna, certo forse strana per alcuni individui e per i loro ritmi biologici, ma anzi credo sia molto più vera di quella diurna.

Il videoclip è un vero noir in miniatura creato con l’intelligenza artificiale: a quale idea estetica si ispira e com'è stato collaborare con Andrea Carlo Cappi?

I nuovi arrangiamenti e la musicalità del brano rivisitato riportavano già al primo ascolto a quel periodo storico, io in fase di produzione avevo chiaramente espresso la necessità di ambientare il video in un’atmosfera che desse un ulteriore fascino alla canzone, quindi con tutti i vari ed eventuali ingredienti necessari. Inizialmente avevo delle idee ma scoordinate tra loro, gioco d'azzardo, proibizionismo, club privati...ci voleva una vera storia un vero corto metraggio in questo caso direi cortissimo, e lì l'idea di chiamare un amico ad aiutarmi per dare un collante ad una serie di punti che poi hanno caratterizzato in modo spettacolare il video grazie ad un professionista del genere noir Andrea Carlo Cappi. Direi che tra le diverse collaborazioni che abbiamo avuto questa è quella in cui ci siamo più divertiti

Ti definisci un appassionato di vinili senza barriere di genere: quali sono le tue influenze musicali più profonde, dal jazz al funky?

In particolare, nessuna, ascolto Bing Crosby, Isaac Hayes, brani dei Four Tops o della Kool & The Gang ma anche le diverse produzioni di Prince o George Michael. Nell'arco della mia vita ha sempre inseguito il fascino della musica in tutti i suoi aspetti, ascoltandone molta, cercando di viverla, di crearla, studiando e curiosando i grandi artisti e cercando di afferrare i loro segreti. Probabilmente il risultato è solo un insieme di concetti stravolti e rivisitati.

Dalla Napoli del 1980 ai mari del mondo: come e quando è iniziata davvero la tua passione per la musica, prima che diventasse la tua vocazione ufficiale?

Napoli, gang e tutto il resto fanno parte di una reinterpretazione della mia storia da parte di Andrea Carlo Cappi che conoscendola molto bene ci ha messo lo “zampino” amplificando alcuni accaduti e ironizzandone altri, giusto per non prenderci troppo sul serio. Il tutto è iniziato grazie alla radio ascoltandola costantemente nell'arco delle mie giornate, già da bambino, perché a casa nostra c'era sempre una radio accesa che faceva compagnia per tutta la giornata con le sue voci e tanta buona musica. Da lì l'acquisto dei primi vinili, di ogni genere e tipo, con tutto il loro fascino sonoro che ne usciva e poi la curiosità di andare a capire come tutto questo potesse accadere.

Considerando il tuo background cinematografico, con quale artista ti piacerebbe collaborare per unire musica e narrazione visiva, e perché?

Come specificava a fine racconto il buon Cappi “ogni riferimento a fatti o persone reali è assolutamente falso” non considerando quindi il mio background, sicuramente uno degli attori che più vedrei è Kevin Spacey per la sua unicità e fascino nel modo di vestire ogni volta i diversi personaggi che ha interpretato.

Progetti futuri? Vedremo presto Lucky Galioso dal vivo o ci sono altri classici della musica italiana pronti per essere "rivestiti" con il tuo stile?

Comunque, e sempre la musica. Mettendo da parte i live che costantemente mi accompagnano nella vita, stiamo lavorando all'album, il tutto molto impegnativo anche a livello di organizzazione. Sono profondamente concentrato per cercare di ottenere il meglio per questo progetto, io come tutto il team, cercando di dare nuova vita ad altri classici, così direi che i progetti futuri sono di pubblicare solo hit.


Fattitaliani

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