Barf: «Ho smesso di essere schiavo della tecnica per dare voce al cuore»

Dall'esordio contro i bulli al nuovo singolo "Più forte di me": l'artista si racconta tra evoluzione urban, gratitudine e il sogno di un feat con Fabri Fibra.

In un mercato musicale spesso ossessionato dalla perfezione formale, Barf sceglie la strada della sottrazione. Con il nuovo singolo "Più forte di me", il rapper e cantautore abbatte le barriere della tecnica fine a se stessa per mettere a nudo un'esigenza interiore. Un brano che è insieme un ringraziamento e un punto di rottura, un passaggio necessario per chi, dopo vent'anni di musica, ha capito che la vera forza sta nel saper dire "grazie".

Abbiamo approfondito con lui la genesi di questo progetto e la sua visione artistica per Fattitaliani.

 

Parliamo di "Più forte di me". Com'è nato questo singolo e cosa rappresenta nel tuo percorso? È un punto di rottura o una conferma?

Il brano è nato come esigenza interiore per superare un brutto momento e, al contempo, dire “GRAZIE” a mia moglie, che mi è stata accanto. Probabilmente è stato un punto di rottura: mi sono lasciato andare senza farmi troppi problemi su rime audaci o giochi di parole assurdi. Per anni sono stato schiavo della tecnica; stavolta ho deciso di andare dritto al punto.

Il videoclip spesso dà corpo alla musica. Quale idea visiva avete scelto per rappresentare un concetto così astratto?

In realtà non abbiamo realizzato un vero videoclip. Insieme a Chiara (che finanzia il mio progetto) abbiamo preferito che parole e musica fossero gli unici veicoli del messaggio. Volevamo lasciare agli ascoltatori la libertà di interpretare il brano secondo la propria esperienza. L’unico contenuto visivo è un Lyrics Video dove le parole compaiono sui muri di una città vuota, senza interferenze umane.

Le tue influenze sono un mix di generi. Come fai convivere l’anima pop con le sfumature più cupe e "street"?

È un po’ la storia della mia vita artistica: non mi piace indossare un solo abito. Mi piace che l’armadio sia pieno di vestiti diversi da mettere a seconda dell’occasione. Finché sono io a indossarli, la matrice resta la stessa.

"A 17 anni scrissi il mio primo testo contro i miei bulli: fu un modo per sfogare la rabbia. Anni dopo, alcuni di loro sono diventati miei fan."

Barf è un’identità definita. Quando la musica è passata dall'essere un ascolto passivo a un bisogno primario?

Quasi vent'anni fa, a 17 anni, quando scrissi il mio primo testo rivolto ai miei “bulli”. Fu un modo per sfogare la rabbia e sentirmi più forte. La cosa incredibile? Alcuni di loro, anni dopo, sono diventati miei fan.

Se potessi scegliere un "big" della scena italiana per un remix, con chi vedresti il contrasto più interessante?

Mi piacerebbe tantissimo che Fabri Fibra facesse la terza strofa. Non cercherei il contrasto, anzi: ce lo vedrei benissimo su questa base e con questo mood.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Quando potremo sentirti dal vivo?

Ora ci concentriamo sui social e sul video del prossimo singolo. I live arriveranno per promuovere l’uscita dell'intero disco e ovviamente "Più forte di me" sarà in scaletta.


Fattitaliani

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