E’ disponibile su tutte le
piattaforme digitali “Non dirgli mai”, la
rivisitazione intensa e personale di Alberto Urso dello storico brano di Gigi
D’Alessio, interpretata per la prima volta in un emozionante
duetto tra il tenore siciliano e il cantautore napoletano.
Intervista a cura di Domenico Carriero.
Il brano rappresenta un
incontro artistico autentico e profondo, nato da un’amicizia che lega Alberto
Urso e Gigi D’Alessio da diversi anni. Una collaborazione che unisce due mondi
musicali apparentemente diversi ma intimamente affini, capaci di dare nuova
vita a una canzone amatissima dal pubblico, mantenendone intatta l’anima e
amplificandone l’emozione.
Dopo il ritorno con il singolo “Come noi mai”, Alberto Urso prosegue il suo percorso con un progetto dal forte valore emotivo, nato dalla profonda stima per Gigi D’Alessio, artista e uomo di grande umiltà ed empatia. “Non dirgli mai” è per Alberto una canzone simbolo, che rende vivi ricordi legati alla sua storia personale e artistica, capace ancora oggi di toccargli l’anima. Da questo incontro nasce una collaborazione autentica, resa possibile dalla generosità e dall’entusiasmo di Gigi D’Alessio.
Alberto, il passaggio dal 2025 al 2026 ti ha visto protagonista con ben due singoli: “Come noi mai” e “Non dirgli mai” in featuring con Gigi D’Alessio. Come nasce la contaminazione artistica con Gigi, autore di questo evergreen?
Tutto nasce nel 2019, quando Gigi mi chiamò e mi disse “mi piacerebbe
tantissimo fare, “Non dirgli mai”, versione orchestrale riarrangiata con la
Sinfonia Orchestra di Londra e con Adriano Pennino, mi piacerebbe cantarla
insieme”. Io purtroppo, per vari problemi e vari motivi, non ho potuto registrare
e cantare insieme a lui quell'anno. E poi dopo un po' di anni lo chiamai
un'altra volta e gli dissi “mi piacerebbe tanto fare uscire questo brano
insieme, ma mi daresti questa seconda opportunità?”. E lui mi ha detto “certo
che sì, questa canzone è nata per me come duetto insieme, quindi mi faresti
piacere”. Gigi è proprio una persona generosissima, è come se fosse un secondo
fratello, un secondo padre, perché è proprio di una bontà unica. E mi diene
questa opportunità appunto di cantare per una seconda volta e di far uscire assieme
quel suo grande successo.
Quel brano lo sento al cento per cento, perché quando io ho l'orchestra dietro mi sento a casa fondamentalmente. Sono nato e cresciuto sentendo Morricone, Hans Zimmer, John Williams, tutti grandi compositori. Quindi per me, quando si tratta di orchestra, sento proprio tutta questa quest'arte, io mi sento subito a casa.
In qualche modo il significato di “Non dirgli mai” si lega a quello di “Come noi mai”…
Esatto! “Come noi mai”, pensate, l'ho scritta io, una storia realmente accaduta. Ero in macchina, stavo camminando, fermo tutto, stavo passando un periodo mio personale, parcheggio e scrivo questa canzone da zero e in dieci minuti veramente scrivo testo e musica, mi canticchiavo la melodia mentre scrivevo il testo. A volte si può passare un periodo particolare della vita, di una relazione, ma può essere con una donna, può essere con un amico, con un familiare, però fondamentalmente si è vicini col cuore perché vuoi tanto bene a quella persona. Quindi nonostante tutto possiamo essere distanti ma nello stesso tempo molto vicini.
Ho letto che hai definito questa canzone simbolica e soprattutto liberatoria. Perché liberatoria?
Perché finalmente dopo un po' di tempo mi sono messo totalmente a nudo e ho deciso di condividere tutte le mie emozioni. E siccome non riuscivo ad esprimere la mia rabbia e tutto l'insieme di emozioni, non sapevo come parlarle fondamentalmente a questa ragazza: ci sono riuscito grazie alla musica.
Questi brani escono con la tua etichetta “Urso Label”. Quanto è stato liberatorio la creazione di questa etichetta?
Ho creato questa etichetta discografica quando ero in Canada e sono
tornato in Italia per pochissimo tempo. Volevo far uscire un brano in Italia,
vado a parlare con varie etichette discografiche e purtroppo il mio progetto
personale con le canzoni che avevo scritto non piaceva, non ero appoggiato da
nessuna etichetta.
Quindi ho detto “cosa faccio, sto fermo,
non posso abbandonare tutto dopo che ho scritto tutti questi brani”, perché
fondamentalmente in questo momento il mercato musicale sta passando un periodo
particolare, la musica sta diventando un algoritmo, non è più bella o brutta, è
semplicemente funziona o non funziona in base al periodo. Quindi ho deciso di
creare la mia etichetta investendo su me stesso credendo in me stesso in prima
persona. Ho 28 anni e tutto questo investire su se stessi è un po' rischioso,
ma nello stesso tempo sono felice perché posso condividere la musica che
voglio, posso fare ciò che voglio e faccio uscire le canzoni che penso mi
appartengano. Ho brani che usciranno più avanti a cui tengo particolarmente e
non voglio privarmi di farli uscire perché magari non funzionano in questo
momento, ma vorrei condividerli con le persone che magari possono apprezzarli.

