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| ©Andrea Ranzi |
In scena dal 24 gennaio alle 18 – anche in diretta su Rai Radio3 – al 1° febbraio al Comunale Nouveau
Si apre nel segno di Mozart - nel 270° anniversario della nascita del compositore - la nuova Stagione d’Opera 2026 del Teatro Comunale di Bologna intitolata simbolicamente “Verso Itaca”, la prima firmata dalla Sovrintendente Elisabetta Riva e dal Direttore artistico Pierangelo Conte e l’ultima realizzata fuori dalla sede storica di Largo Respighi, dove si rientrerà il 14 febbraio 2027 con una grande festa per la riapertura dopo i lavori di riqualificazione.
È un inedito allestimento di Idomeneo, primo capolavoro serio di Wolfgang Amadeus Mozart, ad inaugurare il cartellone sabato 24 gennaio alle 18.00 al Comunale Nouveau, anche con trasmissione in diretta su Rai Radio3, e in replica fino al 1° febbraio. Lo spettacolo è firmato per la regia da Mariano Bauduin, al debutto nella stagione della fondazione lirico-sinfonica felsinea, ed è guidato musicalmente da Roberto Abbado, Vincitore nel 2008 del “Premio Abbiati”. «Idomeneo, come Giano bifronte, - dice il direttore d’orchestra - è un’opera che guarda al futuro ma nasce dalla grande riforma dell’opera seria avviata da Gluck a metà del Settecento, un’eredità che Mozart mise a frutto in maniera prodigiosa sia dal punto di vista musicale che drammatico. Leggendo la partitura, infatti, balza agli occhi l’eccezionale istinto teatrale di Mozart, che coglie in maniera perfetta le situazioni drammatiche e il carattere dei personaggi, trovando una ricchissima varietà di forme espressive per collegare in maniera fluida l’intera vicenda».
Bauduin sceglie in questa produzione di non raccontare un mito classico rielaborato dal tardo Settecento, ma di abbandonare il tempo della convenzione, di guardare come in un caleidoscopio che altera, deforma, trasforma ogni immagine, come avviene nei progetti pittorici del movimento metafisico: «Ho deciso di avvicinarmi al mito di Idomeneo – racconta il regista – provando a immaginare cosa avrebbe preferito fare Mozart se fosse vissuto all'epoca di De Chirico e di Savinio, che hanno più volte intrapreso il racconto visivo del mito classico, trasformando l'idea stessa di neoclassicismo in qualcosa che di nuovo e di classico avesse soltanto l'essenza inconscia». A completare il team creativo sono Dario Gessati che cura le scene, Marianna Carbone i costumi, Daniele Naldi le luci e Miki Matsuse van Hoecke a firmare le coreografie.
Il dramma per musica in tre atti in lingua italiana, su libretto di Giambattista Varesco da Antoine Danchet per la tragédie-lyrique Idoménée di André Campra, vede nel cast interpreti di pregio al ritorno sul palco bolognese come il tenore Antonio Poli nel ruolo del titolo (Idomeneo, re di Creta), il soprano Mariangela Sicilia nelle vesti di Ilia (principessa troiana, figlia di Priamo) e il mezzosoprano Francesca Di Sauro nel ruolo “en travesti” di Idamante (figlio di Idomeneo) – entrambe al debutto nella parte – e il soprano Salome Jicia nei panni di Elettra (principessa, figlia d’Agamennone, re d’Argo). Con loro sul palco Leonardo Cortellazzi come Arbace, Xin Zhang nei panni del Gran Sacerdote di Nettuno, Luca Park è La Voce dell'Oracolo di Nettuno, mentre Chiara Salentino e Matilde Lazzaroni si alternano con Maria Adele Magnelli e Carmela Marina Fabbiano come Due cretesi e Tommaso Norelli e Massimiliano Brusco si scambiano con Gianluca Monti e Pasquale Conticelli nei panni di Due troiani. Il Coro del Teatro Comunale di Bologna è preparato da Gea Garatti Ansini. Al basso continuo Nicoletta Mezzini (fortepiano) ed Enrico Corli (violoncello).
Direttore Principale della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, Roberto Abbado è stato sul podio di numerose produzioni operistiche del TCBO: dal Macbeth verdiano firmato da Robert Wilson al più recente Trittico pucciniano con la regia di Pier Francesco Maestrini, oltre che di numerosi concerti sinfonici. Ha diretto orchestre prestigiose, come la Concertgebouworkest di Amsterdam, i Wiener Symphoniker, l’Orchestre National de France, la Staatskapelle Dresden e la Gewandhausorchester di Lipsia. Mariano Bauduin ha collaborato per oltre vent’anni con Roberto De Simone e ha lavorato con teatri come il San Carlo di Napoli, l’ABAO di Bilbao, l’Opera di Wiesbaden. Regista teatrale, musicista, direttore d’orchestra, direttore artistico, è anche fondatore di “The Beggars’ Theatre – Il teatro dei mendicanti”, il progetto di Teatro in Periferia nella zona est di Napoli.
“Non scordate il mio desiderio di scrivere opere. Invidio chiunque ne scriva una”, scriveva Mozart al padre il 4 febbraio 1788; “desidererei proprio piangere di dispetto quando sento o leggo un’aria. Ma italiana, non tedesca, seria, non buffa”. Con questo entusiasmo nel 1780 il compositore, allora venticinquenne, accolse dal Teatro di Monaco la commissione dell’Idomeneo, da rappresentarsi nel 1781 al Residenztheater durante il carnevale. Per il libretto l’abate Giovanbattista Varesco, cappellano di corte dell’arcivescovo di Salisburgo, riscrisse la tragédie-lyrique di Danchet come opera seria metastasiana, con il tradizionale lieto fine, ma anche con elementi che esulano da questa forma – dai cori decorativi e drammatici ai balletti – sulla scia di ciò che stavano facendo all’epoca altri compositori, quali Christoph Willibald Gluck, Niccolò Piccinni, Niccolò Jommelli e Tommaso Traetta, per adeguare al gusto moderno l’antica struttura del dramma per musica, che era tipicamente fondato sull’alternanza rigorosa di arie e recitativi secchi. Idomeneo occupa, quindi, una posizione centrale nella storia del teatro di Mozart e non solo, anticipando il rinnovamento del teatro musicale settecentesco. «Per Bologna abbiamo studiato una versione basata essenzialmente sulla partitura di Monaco del 1781 – spiega Roberto Abbado – recuperando anche i balli e le numerose marce, che a mio avviso definiscono in maniera più precisa la struttura drammaturgica complessiva, e includendo anche l’Aria di Elettra nell’Atto terzo “D’Oreste, d’Aiace”. Idomeneo guarda al futuro anche dal punto di vista musicale. Mozart, infatti, trova una tinta armonica estremamente audace, anticipando certe soluzioni adottate nei lavori degli anni successivi, così come un’orchestra capace di rendere una ricca varietà di chiaroscuro sonoro, analoga a quella del Don Giovanni».
Alla base della narrazione il mito greco, con il ritorno in patria del re di Creta dopo la guerra di Troia, e la promessa a Nettuno – affinché lo salvi dal naufragio – di sacrificare il primo essere umano che vedrà al suo sbarco, senza immaginare che sarebbe stato proprio suo figlio Idamante. Di qui le difficoltà del re per evitare il terribile impegno preso nei confronti della divinità del mare, l’intrecciarsi con la storia d’amore tra la principessa troiana Ilia e Idamante, la minaccia della sicurezza di Creta se non dovesse compiersi il sacrificio, fino al messaggio di salvezza dell’oracolo: Idomeneo deve rinunciare al trono in favore di Idamante, che sposerà Ilia e regnerà su Creta, placando le ire di Nettuno.
Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.
Opening Partner è Gruppo Hera.
I biglietti – da 25 a 150 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.
Info: https://www.tcbo.it/eventi/
