Spazio Diamante, Vucciria Teatro presenta "Immacolata Concezione" 8-11 gennaio 2026

 

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"E mi hanno ficiru santa. Perché li ho guardati negli occhi per la prima volta. Perché gli ho detto che con me potevano piangere e ridere e di nuovo piangere e restare omini. Il mio nome è amuri. Iu sugnu Immacolata. Immacolata Concezione".

Immacolata Concezione è la storia di un microcosmo siciliano fatto di omertà, violenza e presunzione, ma anche di quell’autenticità tipica della carnalità isolana. I ruoli sociali si liquefanno tra le quattro pareti di una stanza, per poi solidificarsi ancora una volta, appena fuori da lì.

Sicilia, 1940. Concetta, ragazza silenziosa e innocente, viene barattata dal padre caduto in disgrazia con una capra gravida e affidata a Donna Anna, tenutaria del bordello del paese. Lei, estranea ai piaceri della carne e a qualunque "adulta" concezione della vita, non oppone nessuna resistenza. Del resto nessuno le ha mai spiegato cosa voglia dire fare l’amore, nonostante quella parola le piaccia già. Ben presto la fama “della nuova arrivata” raggiunge tutto il paese: ma nessuno sa di preciso quali piaceri regali agli uomini per farli impazzire così tanto.

Malgrado tutti millantino di mirabolanti prestazioni, dentro la stanza del bordello, nessuno di loro l'ha mai toccata. Concetta è vergine. Ha il dono di “sentire” l'anima dei suoi clienti; rendendo possibile la loro fragilità nascosta. Dona loro quello che nessuno sa dargli. Concetta è sicura! Crede che questo significhi fare l'amore: fare la barba o giocare a un due tre stella o offrire il petto per le lacrime del "signorotto" del paese. Non capisce perché il mestiere di prostituta susciti tanto scalpore in paese.

Ma come è possibile raggiungere un angolo di paradiso senza pretenderlo tutto? Ogni uomo vuole Concetta tutta per sé, come fosse un oggetto di inestimabile valore. Solo la memoria e il martirio la renderanno indelebile. Così Concetta potrà diventare santa: quando non apparterrà più neanche a se stessa, ma solo alla collettività; quando la sua purezza si eleverà a coscienza; quando la sua potenza, abbandonando il corpo, si imprimerà nella memoria; quando il ricordo di lei, affidato ai tempi che verranno, continuerà a generare amore.

Solo allora verrà il tempo di Immacolata Concezione.

Immacolata Concezione racconta la potenza e il culto dell’immagine che, arrivando a disumanizzare un corpo vivente per trasformarlo in feticcio, è soggetto alla necessità d’instaurare una relazione fondata sui desideri inespressi del proprio inconscio. Immacolata Concezione racconta quale terremoto possa generare l’incontro tra spiritualità e carnalità sul piano della collettività.

Gli anni ’40 rappresentano uno spartiacque essenziale nella storia dell’umanità. L’avvento della seconda guerra mondiale, con tutto quello che ha causato, ha rivelato come l’essere umano stesso sia stato brutalmente reificato e desacralizzato. Da quel momento storico la visione stessa dell’umanità, sia nelle relazioni tra gli uomini che nel rapporto con il potere, muterà profondamente e il concetto stesso di sacro cesserà di avere una corrispondenza nel piano del reale.

Immacolata Concezione, ambientato alla vigilia della guerra, racconta il punto di snodo di un sistema sociale in cui le relazioni vorrebbero ancora essere prodotte invece che brutalmente consumate. Sebbene raccontino un mondo in cui può esistere ancora futuro e speranza, contengono già il germe di quella deriva malata che troverà nel conflitto mondiale e nei regimi totalitari una possibilità d’espressione.

 

“Guardare attraverso i personaggi di Immacolata Concezione è come sfogliare le pagine di un vecchio diario e scoprire le oscillazioni più fragili delle loro anime; come avere accesso alla memoria collettiva e storica che abita in noi e genera le nostre più antiche passioni. Il tempo della storia è il passato che qui si fa molla per il futuro: per riscriverne uno nuovo. E noi, spettatori del mondo di oggi, ci aggrappiamo a qualche ultimo brandello di un passato carico di valori e speranza. Non c’è fiducia nel progresso. Non c’è fiducia nel tempo che verrà. È solo guerra, minaccia di guerra, guerra senza frontiere e senza regole. E noi abbiamo solo bisogno di amore, amore e altro amore.

Joele Anastasi

 VUCCIRIA TEATRO

IMMACOLATA CONCEZIONE 

da un'idea di Federica Carruba Toscano

con JOELE ANASTASI | FEDERICA CARRUBA TOSCANO | ALESSANDRO LUI

IVANO PICCIALLO | ENRICO SORTINO

 

drammaturgia e regia JOELE ANASTASI

produzione Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini

 

scene e costumi Giulio Villaggio | light designer Martin Palma

musica originale “scurannu agghiunnannu” Davide Paciolla

testo musica originale Federica Carruba Toscano | aiuto regia Nathalie Cariolle collaborazione alla drammaturgia Federica Carruba Toscano

contributo drammaturgico Alessandro Lui | foto Dalila Romeo

video Giuseppe Cardaci | scenotecnica 2C Arte | opere di cartapesta Ilaria Sartini

SPAZIO DIAMANTE

sala black

8-11 Gennaio 2026

 


SPAZIO DIAMANTE

Via Prenestina, 230/B 00176 Roma RM

giovedì e venerdì ore 20.30, sabato ore 19, domenica ore 17

 

Lo Spazio Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a chiunque di venire a Teatro

Biglietto Supporter - € 19 - Biglietto Standard - € 15 - Biglietto Agevolato - €12

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