Passare dalla fase della denuncia a quella della proposta.
È questo l’obiettivo del Forum “Sicilia Orizzonte Libero”, che lunedì 2 febbraio riunirà a Siculiana (AG) i vertici di ANCI e ALI Sicilia, docenti universitari, associazioni, ordini professionali e l’Assessore Regionale al Territorio, Giusi Savarino. Al centro del dibattito, la necessità di una nuova legge regionale che permetta ai Sindaci di intervenire sulle "incompiute storiche" e sugli ecomostri che da decenni deturpano il territorio. Un incontro che assume un significato ancora più urgente alla luce dei recenti fatti di Niscemi, dove l’incuria del territorio è tornata a mostrare il suo volto più drammatico. Abbiamo chiesto al Sindaco di Siculiana, Giuseppe Zambito, promotore dell’iniziativa, di spiegarci come la bellezza possa diventare la chiave per la sicurezza e lo sviluppo dell’Isola.Sindaco
Zambito, il Forum di lunedì a Siculiana cade in un momento drammatico per il
territorio siciliano, dopo il crollo di Niscemi. Qual è la sua riflessione?
Quello che è
accaduto a Niscemi, con il crollo di una strada e decine di famiglie sfollate,
è l’ennesimo doloroso campanello d’allarme. Ci dice che la cura del territorio
non è più rinviabile. Per noi la salvaguardia del paesaggio non è un concetto
astratto o puramente estetico: è una questione di sicurezza. Quando parliamo di
rigenerare l'incompiuto e di fermare il consumo di suolo, stiamo parlando di
proteggere, oltre alla bellezza, soprattutto la vita delle persone.
Lei sostiene che il paesaggio sia "la prima infrastruttura" della Sicilia. In che senso?
Per una
regione a vocazione turistica, il paesaggio è l’asset su cui poggia l’intera
economia. Se le strade e i ponti servono a muovere le persone, la bellezza del
territorio è ciò che rende la Sicilia una destinazione globale. Ma questa
infrastruttura va manutenuta. Le ferite del cemento, gli scheletri abbandonati
e l’urbanizzazione selvaggia non solo imbruttiscono l'Isola, ma la rendono
fragile. Curare il paesaggio significa mettere in sicurezza il nostro futuro.
Lunedì a
Siculiana insedierete un tavolo tecnico. Quale sarà il primo compito degli
esperti?
Studiare
strumenti normativi rapidi per i Sindaci. Oggi siamo spesso impotenti davanti a
manufatti degradati che insistono su aree a rischio o che deturpano i centri
storici. Vogliamo definire criteri chiari per il censimento e il recupero di
queste "incompiute storiche", privilegiando sempre il "consumo
di suolo zero". Dobbiamo avere il coraggio di abbattere ciò che è
pericoloso e inutile, rinaturalizzando le aree o rifunzionalizzandole per la
collettività.
Al tavolo ci
saranno Università, Ordini professionali, associazioni e l’Assessore Regionale
al Territorio e Ambiente Savarino. Che tipo di collaborazione si aspetta?
Mi aspetto una nuova consapevolezza
collettiva. Serve un "Patto per il Territorio". Chiederemo alla
Regione di sostenere questo percorso legislativo affinché la Sicilia diventi un
modello nazionale di rigenerazione urbana. Serve un fondo di progettazione che
permetta ai Comuni di agire senza pesare sui bilanci già precari, intervenendo
proprio dove l'incuria del passato minaccia la stabilità del presente.
Da Siculiana parte dunque un messaggio di speranza ma anche di estrema concretezza?
Parte un messaggio di responsabilità. Non possiamo più permetterci di essere "spettatori" dei crolli o degli scempi edilizi. Con ANCI e ALI Sicilia vogliamo che ogni Sindaco sia messo nelle condizioni di difendere la propria comunità. Liberare l'orizzonte significa restituire ai siciliani il diritto di vivere in un territorio bello, certo, ma soprattutto sicuro e rispettato.


